Carrello vuoto
Italia
4 Gennaio

Il sarrismo non esiste, Sarri sì

Il tecnico toscano ha bisogno di più tempo e meno retorica.

È proprio perché il linguaggio è ambiguo che già Platone imponeva ai sofisti – e in un certo senso alla filosofia in generale – l’ordine di un metodo in grado di discernere il vero dal falso. Lo definiva “diairetico/dicotomico”, in grado cioè di stringere in una “rete” (vedi Sofista, 235b-d) di rapporti di comunanza e differenza un concetto fino a ricavarne, cesura dopo cesura, una definizione finale. Comprendere, in effetti, significa “definire, limitare”. Diremmo oggi etichettare.

Prendete quindi il sarrismo. Se cercate il termine su Google, qualcosa troverete. La Treccani, in modo particolare, gli ha dedicato una voce all’interno del proprio dizionario:

La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; anche, il modo diretto e poco diplomatico di parlare e di comportarsi che sarebbe tipico di Sarri.

Inebriata e obnubilata dalla magia del linguaggio, la S.S. Lazio, presentando l’allenatore toscano a stampa e tifosi il 9 giugno scorso, si lasciava trasportare da un’ingenuità retorica e linguistica della peggior specie: il video di presentazione di Maurizio Sarri iniziava proprio con un’inquadratura sul dizionario alla voce “sarrismo”, seguita da uno stacco e dall’ombra di Sarri, per poi accogliere addirittura Mahatma Ghandi: «è l’idea contro il potere», si legge e si sente nel video di cui sopra. Può bastare così, gustatevi il resto qui sotto.

Mitomania allo stato brado

Nell’entusiasmo generale dei tifosi della Lazio, confusi ma inorgogliti da tanto clamore mediatico – soprattutto alla luce dell’ingombrante figura di José Mourinho sull’altra sponda del Tevere –, Maurizio Sarri parlava con grande schiettezza:

«Vorrei che […] Ho intravisto in questa società le possibilità per […]». E ancora: «Mettere insieme 25 cervelli e sposare una filosofia non è facile. Spero che vedremo il calcio divertente, quello che mi fa andare a casa contento a prescindere dal risultato. Obiettivo numero uno: divertirsi».

Maurizio Sarri, 9 luglio 2021

Vedete, una cosa è la comunicazione, un’altra è la realtà dei fatti. Sarri è stato molto chiaro fin dall’inizio, altro che sarrismo. Vorrei, potrei, non è facile, speriamo, sono tutti indicatori verbali di una potenzialità, non di un’attualità, che Sarri ha appunto solo «intravisto» nell’ambiente Lazio e nella società guidata dal presidente Lotito. Ad agosto Sarri aveva detto che «la Lazio ha finito il campionato al sesto posto, vedremo se saliremo o scenderemo da questa posizione». Sarrismo sì, ma in un senso tutt’altro che utopico e rivoluzionario, anzi molto schietto, diretto.

Appena due settimane fa, il 17 dicembre, l’allenatore toscano rincarava la dose: «la Champions? Non esageriamo, questa squadra l’ha giocata un solo anno e in un momento storico in cui per 6-7 anni non c’erano né Inter né Milan in corsa. Direi di non esagerare nel parlare di obiettivi simili. Se rapportate la situazione a ciò che è successo negli ultimi due anni è nettamente più complicata». Sarri ha ragione perché parla numeri e dati alla mano. Che questo poi non possa essere un alibi ai risultati della squadra sotto la sua gestione è un altro discorso.


In questo articolo attendevamo da un’ora all’altra il rinnovo di contratto di Simone Inzaghi, mai arrivato.

Ma il senso dell’articolo rimane, a meno che Lotito decida di cambiare marcia.


Sta comunque al patron biancoceleste al di là delle grandi chiacchiere e delle splendide abbuffate post cenone di Natale con la squadra (o parte di essa…), far seguire alle parole i fatti. Lotito, così dice almeno, si è innamorato dell’allenatore toscano, cui lo accomuna la totale mancanza di freno dialettico e compostezza nelle dichiarazioni – tanto alla stampa quanto ai giocatori:

«Penso di aver incontrato un uomo che può fare la differenza nel mondo del calcio: mister Sarri. […] Se qualcuno può pensare che il mister sia precario, il mister non è precario. Anzi vi dico subito che ho dato mandato al segretario di rinnovargli per altri due anni il contratto».

Claudio Lotito, 15 dicembre 2021

Al di là del tono, di moschiana memoria, Lotito nell’ultimo mese ha dato un segnale forte. L’annuncio del rinnovo di Sarri, arrivato nel peggior momento stagionale della Lazio (dopo la sconfitta per 2-1 col Sassuolo a Reggio Emilia), mette a tacere una stampa – e parte della piazza – che da inizio stagione piange bambinescamente l’afflitto – si fa per dire – Simone Inzaghi (il quale però, con un Correa e un Caicedo in più e dopo cinque anni vissuti fiato a fiato con lo stesso gruppo squadra, a questo punto della stagione lo scorso anno aveva gli stessi punti di Maurizio Sarri).

luis alberto lazio sarri sarrismo
Tutta la tristezza di Luis Alberto nell’ultima sfida dell’anno a Venezia

Se neanche una piazza come quella di Roma, sponda biancoceleste, è in grado di aspettare un allenatore che fa del lavoro quotidiano e della progettualità l’essenza del proprio essere, allora per Sarri è meglio fare una scelta à la Baldini (cosa che tra parentesi lui stesso ha ribadito e confermato più di una volta quest’anno).

Sarri non è il messia, ma non può essere il problema. Semmai, è la soluzione al problema. E il problema in casa Lazio non è semplicemente nella rosa – la stessa (quindi piatta) da ormai cinque anni, la più vecchia del campionato con 29 anni e 72 giorni di età media –, quanto nell’organigramma societario. A differenza di quasi tutte le società di Serie A – figuriamoci quelle ai piani alti della classifica – la Lazio non mette a bilancio la voce scouting. Non ce l’ha proprio, la Lazio, uno scouting. Semmai ha un DS (Tare) che, un po’ per difetti caratteriali un po’ perché lasciato in balìa di se stesso, si è limitato negli anni a vivere di occasioni, assecondando più le voci dei procuratori suoi conoscenti che non il proprio occhio e gusto calcistico.

«Tu non conti niente perché contano loro due. Io voglio un bene dell’anima alla Lazio, tornerei alle condizioni che dico io. Nel mio campo dovevo muovermi senza che nessuno mi intralciasse il lavoro. Non te lo fanno spudoratamente, ma ti isolano».

Angelo Peruzzi a Quelli della Libertà, 20.12.2021

La Lazio, che si è vantata di aver ristrutturato il centro sportivo – inaccessibile ai tifosi ormai da anni –, ha dovuto ricostruire da zero la primavera dopo la retrocessione dei piccoli in Serie B lo scorso anno. Indovinate un po’ chi gestisce la primavera della Lazio? Proprio lui, Igli Tare. E chi parla prima o dopo le partite, davanti a telecamere e radiofrequenze, quando Sarri è impegnato ad allenare i suoi ragazzi? Sempre lui, Igli Tare.

Lotito, nel celebre discorso di Natale, ha più volte ribadito il concetto di famiglia, e lo stesso Inzaghi (vedi qui, o qui) parlava della Lazio come di una famiglia. Il che è bellissimo se le cose vanno bene, ed è meraviglioso quando si tratta di tirare fuori da un gruppo spremuto risorse inattese. Ma che diventa anche un alibi – tanto per la presidenza e la società quanto per i giocatori – se poi le cose vanno male. L’addio di Inzaghi, in questo senso, ha lasciato una ferita profonda nello spogliatoio della Lazio, e gli atteggiamenti di Luis Alberto e Acerbi ne sono la testimonianza.

Che fare? Lotito ha certamente dato un segnale. E forse le due vittorie per 3-1 contro Genoa e Venezia – squadre di certo non imbattibili – qualcosa in questo senso possono voler dire. D’altronde, fino a prova contraria, il campo delle possibilità, in campo, cade sempre. Questo è calcio, per fortuna, mica filosofia. E Sarri lo sa benissimo, al di là di ogni sarrismo.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Italia
Gabriele Fredianelli
6 Giugno 2022

Massimiliano Alvini, la gavetta in persona

Un uomo che vive per allenare, non il contrario.
Calcio
Matteo Mancin
3 Aprile 2022

Maurizio Mosca, il colto giullare

Qual è il vero Maurizio Mosca?
Italia
Valerio Santori
22 Marzo 2022

Gli scudetti non si vincono (solo) col gioco

L'Inter di Inzaghi è troppo poco “sporca”.
Italia
Raffaele Scarpellini
18 Marzo 2022

La tragica commedia del Parma di Manenti

La pagina più triste della storia dei Ducali.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Marzo 2022

No, l’Inter non se l’è giocata alla pari

Il Liverpool è passato con il minimo sforzo.
Podcast
La Redazione
23 Febbraio 2022

Il più sudamericano dei nove italiani

Un podcast con Bruno Giordano.
Papelitos
Valerio Santori
7 Febbraio 2022

I want you, Serie A TIM!

Siete pronti a trasferirvi a Nuova York?
Estero
Eduardo Accorroni
3 Febbraio 2022

Mikel Arteta è un maniaco del controllo

È lui il vero erede di Pep Guardiola?
Papelitos
Valerio Santori
18 Gennaio 2022

Gli arbitri non contano più nulla

Dopo il VAR, ora addirittura le scuse dell'AIA.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Papelitos
Alessandro Imperiali
9 Gennaio 2022

Chissenefrega dei tifosi

Questo, in sostanza, è il messaggio congiunto di Lega calcio e governo.
Italia
Lorenzo Serafinelli
9 Gennaio 2022

È la Lazio a sceglierti

122 anni di gioia, sofferenza e senso d'appartenenza.
Italia
Marco Armocida
6 Gennaio 2022

La crisi della Juventus non può sorprendere

Analisi alla prima parte di stagione della Vecchia Signora.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Dicembre 2021

Calciatori, state attenti: meno partite significa meno soldi

Salute contro denaro, chi la spunterà?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
6 Dicembre 2021

L’Atalanta è pronta per vincere lo Scudetto

Come è cambiata quest'anno la Dea.
Papelitos
Andrea Antonioli
30 Novembre 2021

Il Chelsea ha tracciato la via

Colonizzare il calcio con l'Academy.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Novembre 2021

La normalità di Simone Inzaghi

L'allenatore dell'Inter non fa notizia, ed è un bene.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Novembre 2021

Sarri e Ancelotti parlano anche per noi

Troppe partite, troppo calcio. Ma noi tifosi siamo pronti a rinunciarci?
Estero
Marco Marino
22 Novembre 2021

Il calcio senza pazienza

Quando cambiare allenatore diventa il gioco preferito.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Novembre 2021

Serie A isola Felix (per gli stranieri)

Cosa ci dice la doppietta del classe 2003 giallorosso.
Ritratti
Marco Metelli
17 Novembre 2021

Louis van Gaal, maestro di vita

L'evoluzione di un allenatore incredibile.
Interviste
Eduardo Accorroni
14 Novembre 2021

Conta vincere, conta il risultato

Intervista a Stefano Cusin, allenatore del Sud Sudan.
Papelitos
Lorenzo Santucci
9 Novembre 2021

DAZN fa rima con disperazione

Tolta la concurrency.
Papelitos
Federico Brasile
8 Novembre 2021

Un derby che viene dal futuro

Per intensità, ritmo, qualità. La partita dell'anno.
Papelitos
Federico Brasile
1 Novembre 2021

Il Milan (in Italia) sta un passo avanti

Almeno ad oggi, almeno in Serie A.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Ottobre 2021

Zero a zero è puro punk

Roma vs Napoli è stata la partita perfetta.
Estero
Diego Mariottini
20 Ottobre 2021

Il caos calmo di Claudio Ranieri

Compie 70 anni un uomo innamorato del calcio (e della vita).
Tennis
Marco Armocida
19 Ottobre 2021

Radja Nainggolan, guerriero incompreso

Un giocatore irripetibile, come i suoi eccessi.
Papelitos
Federico Brasile
16 Ottobre 2021

Maurizio Sarri uno di noi

Il calcio come show uccide l'amore.
Papelitos
Paolo Pollo
10 Ottobre 2021

La presunzione degli allenatori olandesi

Il dogma prima di tutto.
Italia
Edoardo Franzosi
3 Ottobre 2021

Il Pisa parla russo

Una squadra da capogiro con un progetto serissimo alle spalle.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Alessandro Imperiali
29 Settembre 2021

Moriremo di moralismo

Lasciate in pace Nicolò Zaniolo.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Settembre 2021

Sarri ha fatto il Mourinho

Il derby va alla Lazio.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Settembre 2021

Anche basta

Il terribile teatrino dei calciatori allenatori.
Italia
Antonio Torrisi
22 Settembre 2021

Joe Tacopina, il primo tifoso

Il giro d'Italia del Presidente d'America a tempo determinato.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
21 Settembre 2021

Impossibile nascondersi

Zitto zitto, il Napoli di Spalletti è in testa alla classifica.
Italia
Antonio Aloi
18 Settembre 2021

Allenatore padre padrone

Quanto incide sul risultato finale il lavoro di un tecnico.
Papelitos
Valerio Santori
11 Settembre 2021

Il lancio degli Inter Fan Token è stato imbarazzante

Il sonno dei tifosi produce mostri.
Papelitos
Vittorio Ray
5 Settembre 2021

Lunga vita ai fantallenatori

Vitelloni, immobili, finto-impegnati. Meravigliosamente italiani.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
30 Agosto 2021

Ridateci la fascia di Davide Astori

La Lega insegna che anche la memoria ha una data di scadenza.
Ritratti
Marco Metelli
29 Agosto 2021

Enzo Maresca il saggio

Un allenatore da seguire.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto 2021

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Italia
Luca Pulsoni
24 Agosto 2021

La Serie A non par(l)a più italiano

Su 20 squadre di A, 13 hanno il portiere titolare straniero.
Italia
Gabriele Fredianelli
20 Agosto 2021

Il sentimento infinito di Borja Valero e Francesco Flachi

Quando il calcio è qualcosa di simile all'amore.
Ritratti
Edoardo Franzosi
17 Agosto 2021

Smetto quando voglio

Da campione a clochard. Le mille vite di Maurizio Schillaci.
Italia
Alessandro Imperiali
10 Agosto 2021

Sarri alla Lazio è una rivoluzione

Ambientale, culturale, politica.
Italia
Raffaele Scarpellini
31 Luglio 2021

Lo Scudetto dimenticato a La Spezia

Sotto le bombe i Vigili del Fuoco diventavano Campioni d'Italia.