Carrello vuoto
Gennaro Malgieri
13 Agosto 2020

Le scuole calcio hanno tradito il pallone

Desertificazione della fantasia e profitto sulla pelle dei ragazzi.

Mai avremmo immaginato che il calcio sarebbe diventato la tomba della fantasia. Chi avesse avanzato, soltanto venti o trent’anni fa, l’ipotesi di una simile catastrofe antropologica sarebbe stato ritenuto folle. Ma lo sviluppo di quello che una volta si chiamava movimento calcistico ha portato proprio alla desertificazione dell’inventiva. Il mercatismo ha avvolto come una gigantesca piovra il mondo del football. E nei suoi tentacoli sono finiti i sogni dei ragazzini che vorrebbero diventare Messi o Ronaldo, come quelli di una volta Maradona o Platini e prima ancora Rivera o Mazzola, Garrincha o Pelé, Piola o Meazza.

O come quelli della giovanissima anglo-indiana, Parminder Nagra, protagonista di Sognando Beckham (Bend It Like Beckham), un film-culto del 2002 diretto da Gurinder Chadha, interpretato, tra gli altri, da Keira Knightley e Jonathan Rhys Meyers: fu il primo film occidentale trasmesso dalla televisione nordcoreana. Tutto è profitto, gli spazi dell’irreale si sono ristretti.

Al bazar dello sport non c’è una sola bancarella sulla quale storie esemplari, gli esercizi di ammirazione, l’entusiasmo gratuito, le passioni innocenti vengano esposte come accadeva una volta.

Al tempo in cui, per esempio, correndo dietro ad un pallone, in strada, nei parchi o negli oratori, si poteva immaginare di diventare se non proprio un campione, quanto meno un onesto calciatore. E la fantasia accompagnava progetti di gloria, piccoli o grandi poco importava, che crescevano fino a quando la palla rotolava negli improvvisati spazi nei quali ci si alimentava di leggende che domenica dopo domenica prendevano forma sui campi di calcio veri. Tutto è cambiato negli ultimi decenni.

Il football è diventato un’altra cosa. Raccoglie comunque sterminate masse di appassionati, soprattutto fruitori di spettacoli televisivi finanziati dai diritti miliardari che segnano avventure e disavventure di società calcistiche, ma i giovanissimi soprattutto non si formano più come possibili protagonisti in quelle palestre di spontaneità che erano rettangoli o quadrati sbilenchi, segnati da poche cose raccolte qua e là per delimitare le porte e qualche volta gli angoli. Nell’improvvisazione nascevano gli “eroi” che occupavano le menti ed i cuori di fanciulli ed adulti.

Altro che scuole calcio...
L’essenza del calcio, prima di sognare Beckham

Adesso le scuole calcio imperiosamente impongono, a genitori perlopiù abbacinati dal mito di un successo a portata di mano per i propri figli, regole e comportamenti che il mondo dei bambini non capisce e mal sopporta. Si fa credere, dall’alto di un business dalle dimensioni inimmaginabili fino a pochi anni fa, che basta frequentare una di queste scuole (che spuntano come funghi soprattutto nelle grandi città) per avere concrete possibilità di affermazione. All’esoso prezzo della sottrazione della felicità ad adolescenti che vorrebbero guadagnarsi il loro effimero, ma quanto radioso, momento di gloria, come accadeva prima che il calcio diventasse un’industria, divertendosi, dispiegando il naturale entusiasmo.

Costretti, come se fossero adulti in miniatura, a studiare schemi e tattiche, li si fa rinunciare alla gioia di rincorrere un pallone da mettere in rete perché prigionieri di regole che non formano, ma intristiscono.

Osservateli nelle patetiche competizioni a cui danno vita: non hanno la gioia dipinta sui volti, lanciano sguardi preoccupati a manipolatori di coscienze, ma anche di membra in formazione, cercando approvazione o schivando plateali disapprovazioni che finiscono per condizionarli. Macchinette inceppate avvolte in improbabili divise copiate dai grandi club… Non ci sembra che da quando le scuole calcio spopolano siano venuti fuori campioni del livello di quelli ricordati, e neppure minori di loro.

Ed infatti, se avremo dei nuovi Maradona o dei “replicanti” di Falcao e Platini, quasi certamente non usciranno dalle scuole di calcio, come sostiene con convinzione ed argomentazioni assolutamente fondate un padre ravveduto, Stefano Benedetti: in un libretto eloquentemente intitolato Sognando Messi. La verità sulle scuole di calcio (Edizioni Dissensi), quest’ultimo ha messo il dito nella piaga dell’origine del malcostume calcistico la cui dilatazione economico-politica è destinata a costruire leggendarie ambizioni nel governo calcistico – e molte illusioni nelle squadrette che cercano di mantenersi in vita con poco o niente.

lionel-messi-2
La domanda è se i ragazzi imiteranno più questo stop o invece la capigliatura biondo platino

 

Le scuole calcio sono un segmento dello sport curiosamente poco indagato dai media. Esse hanno pressoché tutte gli stessi dominatori comuni: inadeguatezza del personale tecnico, improvvisazione nei metodi di allenamento quasi sempre copiati da quelli di allenatori affermati, profitto economico quale fine da perseguire. Criticare un metodo o uno strumento non vuol dire che non bisogna promuovere lo sport e segnatamente il calcio dove, come in Italia, è la passione nazionale primaria. Ci mancherebbe altro.

Ma servirebbe aver riguardo di quelle che dovrebbero essere le aspettative comuni di ciascuno, e non soltanto di chi se lo può permettere, nel favorire l’espansione del movimento calcistico: in questo senso la funzione dello Stato dovrebbe essere centrale, mentre le società, che siano di professionisti o di dilettanti, si dovrebbero attrezzare per immettere nei loro ranghi ragazzi che dimostrino di avere attitudini e talenti da far valere. Come accadeva una volta, quando osservatori attenti li prelevavano dalla strada o dagli oratori o dalle palestre pubbliche e private e gli facevano fare il classico “provino”.

In anni lontani, quelli dei babyboomers, allorché nei paeselli del Mezzogiorno, ma anche nel nord agricolo del Paese, qualcuno veniva adocchiato da società le cui squadre militavano in Serie D o nell‘Eccellenza o in Promozione, diventando un personaggio da imitare o invidiare.

L’oscura situazione dei ragazzi di tutto il mondo prima che arrivassero le scuole calcio

Le cose sono cambiate, come si sa. Alle scuole calcio viene demandata, pagando profumatamente, la formazione di “campioni” che difficilmente diventeranno tali. È la strada più breve, o almeno ritenuta tale, da genitori condizionati da un imponente apparato pubblicitario che non guardano più alla possibilità del gioco praticato gratuitamente, esaltazione ludica per eccellenza, e pur di innamorarsi del miraggio coltivato a fini di realizzazione sociale (quale scandalosa perversione!) si fanno volentieri spennare nella certezza, malriposta, che prima o poi saranno ripagati.

Ma i bambini possono farsi incantare dal 4-3-3 o dal 4-2-3-1 o da altre diavolerie del genere? I ruoli sono fatti per le competizioni a cui partecipano squadre strutturate in formazione; il gioco non può essere ingabbiato in logiche per adulti insomma. È quantomeno diseducativo. Oltretutto, aver a che fare con i bambini implica una severa pratica pedagogica, non può essere un’attività improvvisata. Il citato Benedetti ha osservato:

“Uno degli effetti più ricorrenti è l’allontanamento progressivo dall’attività sportiva da parte dell’adolescente che identifica tale attività esclusivamente con quella fin lì svolta, fatta di regole assurde, pareri poco autorevoli sulle sue performance, esclusioni, mortificazioni della sua fantasia, invadenza spropositata dei genitori”

Un quadro desolante e preoccupante. Sarebbe bene chiedersi, dunque, quali sono i risultati utili o almeno positivi prodotti dalle numerose scuole calcio. E non sarebbe male se si censissero i campioni o almeno i talenti che da esse sono usciti negli ultimi anni. Dovrebbero domandarselo le strutture pubbliche, a cominciare dalla Figc, ma anche quelle più generalmente formative come la scuola: da qui dovrebbero venire fuori progetti educativi finalizzati all’affermazione nel campo sportivo piuttosto che continuare a tenere in vita quell’esile, quando non dannosa, ora di educazione fisica settimanale. Ma l’orizzonte pubblico è talmente affollato di problemi che, quelli connessi al rapporto tra sport e giovani generazioni, non crediamo ci sia qualcuno che voglia prenderli seriamente in considerazione.

Del resto, i tanti ministri dello sport e della gioventù che abbiamo visto succedersi dagli anni Settanta in poi non sembra abbiano lasciato molto in eredità. Le scuole calcio, imprese ad alto reddito, suppliscono a deficienze politiche. Dovremmo gioirne? Non è vietato sognare Messi, ma ci piacerebbe che i bambini di oggi lo facessero come noi sognavamo Sivori e Charles correndo dietro ad un pallone nelle sconnesse aree della nostra felicità, un paradiso – diciamocelo francamente – perduto per sempre.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Altro
Antonio Aloi
20 Maggio 2022

Non ci sono più i terzini di una volta

L'evoluzione del laterale in un calcio senza più ruoli.
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Italia
Michelangelo Freda
18 Dicembre 2021

Liberate la Salernitana!

Il calcio italiano si sta coprendo di ridicolo.
Italia
Michelangelo Freda
13 Luglio 2021

Lotito e la Salernitana, una triste storia all’italiana

La telenovela della multiproprietà.
Italia
Paolo Cammarano
10 Luglio 2021

Maurizio Sarri torna alle origini

La Lazio non è la Juventus, per sua fortuna.
Podcast
La Redazione
15 Maggio 2021

Albione tradita

Insieme ad uno dei massimi esperti del calcio inglese in Italia e non solo, abbiamo parlato della crisi d'identità della Premier League, sempre meno inglese e sempre più americana (spettacolarizzata, patinata, in una parola tradita).
Ritratti
Marco Armocida
2 Maggio 2021

Junior Messias è uno spirito libero

Il brasiliano gioca un calcio in via d'estinzione.
Interviste
Andrea Crisanti
20 Aprile 2021

Vince il profitto, perde Primavalle

Stefano Capitelli ci racconta come muore il calcio.
Editoriali
Gianluca Palamidessi
23 Marzo 2021

Il calcio è diventato noioso

La meccanica del gioco ha vinto sull'intuizione dei singoli.
Altro
Beniamino Scermani
21 Marzo 2021

Non esiste solo il calcio

Perché l'Italia non considera gli altri sport.
Interviste
Michelangelo Freda
20 Febbraio 2021

Cosimo Sibilia contro tutti

Domani si vota per la presidenza FIGC: la versione dello sfidante.
Papelitos
Andrea Antonioli
11 Febbraio 2021

Genealogia dei nerd nel calcio

Abbiamo avuto l'illuminazione: i malati di tattica erano le pippe!
Editoriali
Andrea Antonioli
12 Gennaio 2021

La triste parabola di Lele Adani

Da professore a pseudo-bomber il passo è breve.
Calcio
Antonio Aloi
25 Ottobre 2020

Il falso nueve è un falso amico

Riscoprire l'importanza della punta di peso.
Tifo
Alessandro Imperiali
12 Ottobre 2020

Chi canta prega due volte

Chiesa, cultura popolare, stadio: l'evoluzione dei cori in terra anglosassone.
Editoriali
Lorenzo Santucci
5 Ottobre 2020

Serie ASL

Nell'anarchia legislativa ci si fa giustizia da soli.
Calcio
Antonio Aloi
27 Agosto 2020

Manuel Neuer ha rivoluzionato il ruolo di portiere

Come costruire le vittorie dalle fondamenta.
Papelitos
Lorenzo Santucci
2 Giugno 2020

Il calcio riparte, ma gli altri sport che fine fanno?

Non si vive di solo calcio.
Editoriali
Federico Brasile
29 Maggio 2020

Un campionato da sfigati, guardoni e addetti ai lavori

Pronti a ripartire, nel menefreghismo di milioni di tifosi.
Calcio
La Redazione
30 Aprile 2020

Salvate il calcio migliore, quello dei dilettanti

Che a pagare non siano i più piccoli, mossi dalla più grande passione.
Editoriali
Niccolò Maria de Vincenti
30 Aprile 2020

Il calcio o cambia o muore

Il nostro manifesto per una rinascita del pallone.
Editoriali
Gianluca Palamidessi
27 Aprile 2020

Il soccer made in USA, un problema culturale

Il gioco del calcio, in America, non è per tutti.
Papelitos
Federico Brasile
23 Aprile 2020

Siete voi che avete bisogno di soldi

Non la gente che ha bisogno di calcio.
Calcio
Michelangelo Freda
6 Aprile 2020

Fuori i mercanti dal tempio

È ora di finirla con lo strapotere dei procuratori sportivi.
Papelitos
Matteo Paniccia
30 Marzo 2020

Scommettere sulla crisi

Non sarà certo il betting a salvare il calcio italiano.
Editoriali
Lorenzo Santucci
1 Marzo 2020

Si scrive Serie A, si legge WWE

Il rinvio delle partite è la decisione tardiva di un sistema ipocrita.
Editoriali
Andrea Antonioli
25 Febbraio 2020

Il Coronavirus colpisce i tifosi

Ma giocare a porte chiuse è l'unica soluzione per non interrompere il campionato.
Papelitos
Michelangelo Freda
5 Novembre 2019

La Serie A morirà in esilio

L'ennesima genialata della Lega Serie A: trasferire almeno una partita all'anno in Asia o Stati Uniti, alla faccia dei tifosi ma a favore dei mercati.
Papelitos
Beniamino Scermani
2 Settembre 2019

Il calcio femminile contro le regole base dell’economia

Il professionismo femminile non può salvare il calcio italiano.
Papelitos
Simone Meloni
28 Agosto 2019

La discriminazione territoriale è una buffonata

Quando un semplice sfottò diventa pericoloso.
Papelitos
Matteo Paniccia
25 Luglio 2019

La Uefa vuole schiavi gratis

Per Euro 2020 la Uefa sta raccogliendo volontari da tutto il continente, con lo scopo di “promuovere i valori dello sport”. Cosa aspetti? Iscriviti anche tu!
Calcio
Michelangelo Freda
6 Giugno 2019

La Serie B è un enorme conflitto di interessi

L'annus horribilis della Serie B tra stravolgimenti, sentenze ad personam e clamorose smentite.
Calcio
Matteo Mancin
4 Giugno 2019

Gigi Maifredi

Il buongustaio dall'inebriante, ed opprimente, bel gioco.
Papelitos
Michelangelo Freda
5 Marzo 2019

In Serie C tutto tace

Proclami elettorali e propaganda twitteriana. Ma le riforme nel campionato di Serie C dove sono?
Papelitos
Michelangelo Freda
18 Febbraio 2019

Pro Piacenza, la partita della vergogna

Il 20-0 incassato dal Pro Piacenza grida letteralmente allo scandalo, ed evidenzia un calcio minore sull'orlo del collasso.
Editoriali
Andrea Antonioli
5 Febbraio 2019

Alle radici del male

Il calcio giovanile è un sistema oligarchico fondato sul business e sull'ignoranza.
Papelitos
Michelangelo Freda
18 Gennaio 2019

Malagò, il Coni ed i gialloverdi: il re è nudo

Viva la riforma sportiva dei gialloverdi (che però deve essere solo l'inizio): la monarchia al CONI di Malagò è al tramonto.
Interviste
Michelangelo Freda
31 Ottobre 2018

Sibilia e la FIGC: l’inizio di una nuova era?

Abbiamo intervistato in esclusiva Cosimo Sibilia, vice presidente vicario della FIGC, cruciale per l'elezione di Gravina e per il nuovo corso in Federazione.
Calcio
Domenico Rocca
25 Agosto 2018

Odissea Serie B

Dopo una tormentata estate passata tra sentenze, appelli e tribunali federali, ritorna finalmente il campionato cadetto.
Calcio
Luigi Fattore
2 Marzo 2018

Ciao amore, ciao

Un tradimento consumato, una storia d'amore finita. Metafora di un calcio ostaggio della scienza.
Interviste
Gezim Qadraku
24 Febbraio 2018

Essere un procuratore

Intervista a Marco Chiofalo, giovane procuratore calcistico.
Editoriali
Luca Giannelli
30 Dicembre 2017

La rivoluzione che non c’è

Dopo lo scaricabarile seguito all'eliminazione mondiale, eccoci da punto e a capo: intrecci malsani tra sport e politica, giornalisti compiacenti e leggi ad personam.
Recensioni
Simone Morichini
24 Dicembre 2017

Il goal più bello è stato un passaggio

Il libro del filosofo francese Jean-Claude Michéa ripercorre le fasi del calcio: da sport delle élite a sport popolare, per diventare infine uno strumento nelle mani del capitalismo finanziario e globale.
Calcio
Gennaro Malgieri
14 Novembre 2017

Crisi di identità

L'apocalisse dell'Italia calcistica si inscrive in un più generale fallimento culturale, sociale e programmatico.
Calcio
Lorenzo Santucci
7 Novembre 2017

(D)all’altezza di Ventura

Un allenatore allo sbaraglio.
Interviste
Luigi Fattore
22 Giugno 2017

Un passo indietro al gioco

Intervista a Lele Adani, rivoluzionario della dialettica sportiva contemporanea.
Interviste
Jacopo Falanga
16 Giugno 2017

Il Senso del gioco

Intervista in libertà a Francesco D'Arrigo, docente a Coverciano ed ex allenatore, sulle prospettive (e gli errori) del movimento calcistico italiano.
Calcio
Alberto Fabbri
24 Aprile 2017

Lettera al presidente

Gentile Presidente le scrivo.
Calcio
Giuseppe Gerardi
7 Marzo 2017

Il vecchio che avanza

La conferma di Carlo Tavecchio, una vittoria più di clientele che di programmi.
Altri Sport
Nicola Galati
14 Dicembre 2016

La protesta di Kaepernick

In un'America segnata dai problemi razziali, lo sport spesso può essere da esempio. Il 26 agosto Colin Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers, decise di non alzarsi durante l'inno nazionale. Un gesto che ha diviso il mondo del football e non solo.