Carrello vuoto
Ritratti
15 Marzo

Sergio Parisse

Venerabile gigante.

All’inizio del terzo millennio il fax era uno dei mezzi di comunicazione più utilizzati al mondo. La mail aveva già messo la freccia, per carità, ma in mancanza d’altro quell’aggeggio lì andava più che bene. Ne vendono tanti, in Argentina. Uno di loro, comprato da una famiglia residente a La Plata, un giorno trasmette un foglio di carta intestata FIR. Federazione Italiana Rugby. Il destinatario è uno studente liceale alto e muscoloso, stella delle squadre giovanili della città. È il figlio di Sergio, ex gloria ovale aquilana, trasferitosi a La Plata per lavoro alla fine degli anni sessanta, e di una figlia di emigrati calabresi.

 

Qualcuno a Roma deve aver saputo della sua esistenza e ha colto la palla al balzo, cosa non semplice da fare quando si è in un’ottica ovale. Il fax dice che la Nazionale Italiana under 19 è in Argentina per uno stage, deve partecipare di lì a qualche settimana al Mondiale di categoria in Cile e vorrebbe testare il livello del ragazzo per, nel caso le voci sul suo conto fossero corrette, aggregarlo ai convocati. Non è che ci voglia molto, al figlio del signor Sergio, per decidere del suo destino. Volendo potrebbe puntare alla Nazionale Argentina, ai Pumas, ma decide di rendere onore ai natali paterni. E a tutte le vacanze in Abruzzo, finite a far girare una palla ovale con i figli degli amici di papà. Il provino, se così vogliamo chiamarlo, non è che vada bene: va splendidamente.

 

Sergio Parisse: il nostro capitano (Foto di Stu Forster/Getty Images)

 

Lo convocano subito, sarà titolare fisso per tutti e quattro gli incontri. Il figlio del signor Sergio è degno figlio di suo padre, rugbista nell’animo. Ne è pure una copia spiccicata. Da questo momento comincia il cammino di un giocatore unico. Nel 2002 John Kirwan diventa CT azzurro a seguito del licenziamento di Brad Johnstone. Decide di svecchiare la rosa della Nazionale: in Nuova Zelanda, a casa sua, si porterà una squadra giovane. Attinge a piene mani dalla Nazionale under 19 che tanto bene ha fatto ai mondiali casalinghi di quell’anno, poi affida la fascia di capitano ad un ventiduenne padovano, Marco Bortolami, che da quel momento sarà capitano ovunque deciderà di giocare. In quella tournée debuttano ragazzini come Matteo Barbini, Martin Castrogiovanni e, last but not least, Sergio Parisse. Titolare da subito, maglia numero otto.

 

Kirwan ci ha visto giusto: il ragazzino ha stoffa e tempra da campione. Non ha il fisico della classica terza centro, non è un armadio compatto e potentissimo uso a lanciarsi a mille sulle difese avversarie. Sergio supera di poco il quintale e lo distribuisce su 196 centimetri di anima lunga. Sa correre, però. Sceglie spesso traiettorie non scontate, anziché cercare il buco a forza di botte cerca di sbiellare le gambe altrui con una rapidità di pensiero che lascia gli avversari, il più delle volte, con un pugno di mosche. Ma non ci sono solo gambe e corsa nel gioco di Parisse: Sergio ha mani enormi, ma educatissime. “Possono esse fero e possono esse piuma”, per citare il grande Mario Brega. Placca forte, usa il frontino come biglietto da visita, ma quando ha il pallone in mano compone endecasillabi. Anche dietro la schiena, specialità della casa.

 

No, una terza con quelle corse, quell’intelligenza vitruviana e quelle mani non si è mai vista. Se ne accorgono pure a Treviso. La Benetton brucia qualsiasi avversaria e conquista il gioiellino. Non è semplice giocare da quelle parti, visto che dal 2002 al 2005 a Monigo scende in campo una delle squadre biancoverdi più forti di sempre: ci sono fenomeni come Dingo Williams, Marius Goosen e Franco Smith, altri gioiellini italiani come Gonzalo Canale e Salvatore Costanzo, colonne della Nazionale come Fabio Ongaro, Andrea Gritti e Alessandro Troncon. È una squadra fortissima, capace nel dicembre del 2004 di vincere tre partite in Heineken Cup in un girone composto da Leinster, Bath ed i campioni francesi del Bourgoin e quindi ad arrivare a ottanta minuti dai quarti di finale. Statistiche alla mano, mai una squadra italiana è andata così vicina alla qualificazione alla fase finale della massima coppa europea per club d’Europa. Sergio diventa ben presto uno dei fari dei Leoni e quindi uno dei pezzi pregiati del mercato.

 

Troncon e Parisse: leggende assolute dell’ovale azzurro (Foto di David Rogers/Getty Images)

 

Qui non si parla più di squadre italiane. Lo vogliono soprattutto francesi e inglesi. La spunta lo Stade Français, di proprietà allora di un istrionico imprenditore di origini italiane, ex addetto stampa di Dalida. Si chiama Max Guazzini ed è uno che si fa notare sempre e comunque. Con lui arriveranno nel rugby che conta le prime maglie leopardate, i primi calendari (i famosi Dieux du Stade, nei quali Parisse sarà uno dei più fotografati) e i primi spettacoli prepartita. Insomma, cose che difficilmente sarebbero definibili sobrie. Lo Stade, però, è anche una delle squadre più forti d’Europa, unica in grado di vincere scudetti in tre secoli diversi. Da queste parti gravitano mostri sacri del rugby francese quali Christophe Dominici, Fabien Galthié e Pascal Papé, il meglio della generazione di Pumas in grado di vincere il bronzo alla Coppa del Mondo del 2007 (Roncero, Pichot, Corleto, El Mago Hernández) e i migliori italiani del momento, i fratelli Bergamasco. E Sergio, per l’appunto, che negli anni parigini arriverà tre volte tra i primi cinque giocatori al mondo e giocherà tre volte (una da capitano) con i Barbarians.

 

No, non l’hanno mai visto neppure loro un numero 8 così. Né lui vedrà altri colori sociali, fino ad oggi. Ci proveranno in molti, a dir la verità, a tentarlo: soprattutto varie squadre inglesi. Al di là della Manica Sergio ha fatto strage di cuori. Venderebbero l’anima al diavolo, gli inglesi, per un giocatore del genere. Sergio decide di restare, mostrando una capacità di prendersi delle responsabilità che noi, in un certo senso, conoscevamo già da qualche anno.

 

È del 2008 infatti la decisione di Nick Mallett, nuovo commissario tecnico azzurro, di dare la fascia di capitano a Sergio. Non che la cosa non fosse nell’aria! Uno così non poteva non ambire un giorno ad essere un leader. Con la maglia della Nazionale Sergio si trasfigura: è sempre e comunque il primo uomo in piedi a sostenere i compagni, placca come un ossesso. Calcia addirittura, segnando un drop nel 2009 a Murrayfield e sbagliandone uno allo scadere che, nel 2016, sarebbe valso la vittoria a Parigi. Non era suo compito, ma era necessario che qualcuno ci provasse, vista la scarsa abitudine dell’allora numero 10 Kelly Haimona a calciare di rimbalzo. Con i colori azzurri batterà ogni record di presenze, nonostante un brutto infortunio lo tenga fuori per tutta la prima parte del 2010. Nel 2019 diventa il giocatore più presente nella storia del Sei Nazioni, record scippato al leggendario Brian O’Driscoll. Strapperà poi un altro record, molto meno prestigioso: sarà infatti il primo giocatore al mondo a raggiungere la poco onorevole quota di 100 sconfitte con la propria Nazionale.

 

Quando la battaglia chiama (Foto di Stu Forster/Getty Images)

Avesse scelto, in quel pomeriggio di La Plata, di stracciare il fax marchiato FIR e di sentirsi un puma fino in fondo, molto probabilmente avrebbe raggranellato più vittorie. Forse avrebbe una medaglia mondiale al collo. Di certo sappiamo che è stato il numero otto più forte dell’emisfero nord, secondo solo (e nemmeno sempre) al neozelandese Kieran Read.

 

Ma Sergio Parisse ha il senso di responsabilità del campione e dell’uomo grato ai suoi natali distanti solamente dal punto di vista geografico. Quando lascerà l’Olimpico per l’ultimo giro italiano della sua carriera, presumibilmente alla fine del match contro quella Francia che l’ha svezzato al grande rugby, l’ovale azzurro risulterà un po’ più incontrollabile del solito. Grazie di tutto, Sergio.


Copertina Rivista Contrasti


 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tifo
Alberto Fabbri
13 Maggio 2022

Le sottoculture contro la società moderna

Intervista a Mauro Bonvicini, esperto ed interprete delle sottoculture giovanili.
Calcio
Matteo Mancin
3 Aprile 2022

Maurizio Mosca, il colto giullare

Qual è il vero Maurizio Mosca?
Cultura
Diego Mariottini
2 Aprile 2022

Entrenamos en suelo argentino!

Lo sport argentino nel conflitto delle Malvinas.
Altri Sport
Lorenzo Innocenti
22 Marzo 2022

A che punto è la notte del rugby italiano?

Stato della (dis)unione dell'ovale tricolore.
Ritratti
Emanuele Iorio
22 Febbraio 2022

La telecronaca è una cosa seria

Ritratto di Nando Martellini.
Cultura
Lorenzo Serafinelli
15 Febbraio 2022

Peronismo, futbol e rivoluzione

Per una nuova Argentina fondata sullo sport.
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Estero
Luca Pulsoni
25 Novembre 2021

Orfani di Maradona

Un anno senza Diego e al calcio è già successo di tutto.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Novembre 2021

Serie A isola Felix (per gli stranieri)

Cosa ci dice la doppietta del classe 2003 giallorosso.
Estero
Vito Alberto Amendolara
17 Novembre 2021

Il tempo del Kun

Una carriera vissuta in un attimo.
Ritratti
Alberto Fabbri
16 Novembre 2021

Edmondo Fabbri, il controritratto

Verità e bugie sull'allenatore della Nazionale eliminata dalla Corea del Nord.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Novembre 2021

Questi siamo

Campioni d'Europa, ma dove sono i campioni?
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Novembre 2021

Musetti al rovescio

Lorenzo sta cercando di ritrovare se stesso.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Novembre 2021

A nessuno frega più niente della nazionale

E forse a nessuno gliene è mai importato davvero.
Estero
Gianluca Palamidessi
6 Novembre 2021

Il segreto di Christophe Galtier

L'allenatore campione di Francia con il Lille sta facendo miracoli anche a Nizza.
Italia
Enrico Leo
4 Novembre 2021

Padova, amare l’amaro

Sotto la notte stellata di Giotto, il calcio è una ferita aperta.
Interviste
Antonio Aloi
8 Ottobre 2021

Il pallone è rotondo come il mondo

Intervista ad Antonio Stelitano, tornato a Messina dopo aver giocato (quasi) ovunque.
Altri Sport
Luca Pulsoni
4 Ottobre 2021

Sonny Colbrelli trionfa in un inferno di fango e pavé

22 anni dopo l'ultima vittoria, Roubaix si tinge nuovamente di azzurro.
Papelitos
Luca Pulsoni
1 Ottobre 2021

Carlos Bilardo e il fantasma di Maradona

Il mitico ct dell'Argentina campione del mondo non sa ancora che Diego è morto.
Motori
Giacomo Cunial
24 Settembre 2021

Nino Vaccarella: Professore, Pilota, Semi-Dio

L'automobilismo siciliano perde il suo simbolo.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Altri Sport
Luca Pulsoni
20 Settembre 2021

É Bagnaia l’erede di Valentino?

Il ducatista trionfa a Misano nel giorno del saluto al Dottore.
Ritratti
Luca Pulsoni
15 Settembre 2021

Fausto Coppi, ribelle e traditore

Vivere intensamente fino a bruciarsi.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
8 Settembre 2021

Ci son Cassano di nuovo!

Antonio pensa sia un gioco.
Tennis
Gabriele Fredianelli
7 Settembre 2021

La quasi perfetta simmetria delle Paralimpiadi

La spedizione olimpica giapponese è stata la punta dell’iceberg della migliore Italia sportiva paralimpica.
Estero
Vito Alberto Amendolara
6 Settembre 2021

Una follia studiata a tavolino

La sospensione di Brasile-Argentina non è puro teatro.
Italia
Luca Pulsoni
24 Agosto 2021

La Serie A non par(l)a più italiano

Su 20 squadre di A, 13 hanno il portiere titolare straniero.
Cultura
Lorenzo Serafinelli
22 Agosto 2021

Quella canalla di Fontanarrosa

In una vita spesa tra china e parole il Rosario Central è stata la vera passione del 'Negro'.
Italia
Diego Mariottini
15 Agosto 2021

Berlino 1936, il Ferragosto d’oro del calcio italiano

La nazionale di Pozzo che vinse l'oro alle Olimpiadi.
Ritratti
Paolo Cammarano
14 Agosto 2021

Jorge Valdano e il gioco infinito

L'ultimo poeta del fútbol.
Papelitos
Luca Pulsoni
12 Agosto 2021

Il ciclismo italiano è a un punto di non ritorno

L'allontanamento di Cassani è solo la punta dell'iceberg.
Altro
Antonio Aloi
7 Agosto 2021

Luigi Busà, il Gorilla d’Avola con l’oro al collo

Il primo karateka a vincere un oro olimpico è italiano.
Cultura
Gabriele Fredianelli
5 Agosto 2021

Il lungo viaggio della scherma italiana

La scherma in Italia, parte II: il Novecento e i Giochi Olimpici.
Interviste
Mattia Di Lorenzo
4 Agosto 2021

Fernando Signorini, all’ombra di Maradona

Due chiacchiere con lo storico preparatore di Diego.
Podcast
La Redazione
4 Agosto 2021

Mamma Italia

Un podcast con Bruno Pizzul.
Altro
Gabriele Fredianelli
2 Agosto 2021

Il momento cruciale della scherma italiana

Non (più) top ma nemmeno flop.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
2 Agosto 2021

Sul tetto del mondo

L'estate italiana non è mai stata così dolce.
Altro
Antonio Aloi
1 Agosto 2021

Irma Testa, nella direzione giusta

La rivincita della scuola pugilistica italiana.
Interviste
Leonardo Aresi
30 Luglio 2021

Conversazione con Jorge Burruchaga

A tu per tu con il campione argentino.
Altro
Gabriele Fredianelli
29 Luglio 2021

L’ultimo ballo di Aldo Montano

Il campione dice addio alla pedana con un argento al collo.
Cultura
Gabriele Fredianelli
27 Luglio 2021

La disciplina del vero cavaliere

La storia della scherma in Italia, parte I: dal Rinascimento a fine '800.
Altro
Gabriele Fredianelli
25 Luglio 2021

Luigi Samele, l’argento contro tutti i pronostici

Lo schermidore foggiano ha vissuto il punto più luminoso della sua carriera.
Ritratti
Marco Metelli
23 Luglio 2021

Julio Cruz, il giardiniere di San Siro

Il dodicesimo uomo nerazzurro.
Cultura
Sergio Taccone
20 Luglio 2021

Osvaldo Soriano, del San Lorenzo

Il fútbol come riassunto dell'esistenza.
Papelitos
Luca Pulsoni
19 Luglio 2021

Il boomerang del Decreto Crescita

Il capolavoro di Mancini rischia di essere un episodio isolato.
Italia
Lorenzo Ottone
18 Luglio 2021

Il (difficile) Rinascimento italiano

La patria del tifo non ha un tifo nazionale.
Ritratti
Giacomo Rossetti
16 Luglio 2021

Arturo Gatti, o dell’elogio del dolore

Non è stato il più forte, non è stato il più tecnico. Ma è stato uno dei pugili più appassionanti mai saliti su un ring.
Podcast
La Redazione
13 Luglio 2021

Lasciateci il pallone

Due chiacchiere con Francesco Repice.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
11 Luglio 2021

Finalmente Leo, finalmente Argentina!

L'Albiceleste vince la Copa America.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
7 Luglio 2021

Occhi lucidi

Il cuore dell'Italia non muore mai.