Carrello vuoto
Interviste
12 Maggio

Silvio Baldini, il calcio è identità non soldi

Federico Cenci

1 articoli
Pochi ori, tanti allori.

Il calcio moderno è business, ça va sans dire, un mastodontico generatore di intrattenimento intorno al quale girano interessi economici con cifre a tanti zeri. Eppure, se si scandaglia l’atlante geografico dell’Italia di provincia, si possono scoprire oasi nelle quali la modernità non ha attecchito. Basta fermarsi sotto le Alpi Apuane, precisamente a Carrara, per averne una prova. Qui ad allenare la squadra del posto che milita in Serie C, la Carrarese, dall’estate 2017 c’è Silvio Baldini.

Classe 1958, personalità granitica ma schietta come il marmo della sua città, è una vecchia conoscenza del “calcio che conta”: ha allenato e lanciato giocatori che hanno poi avuto carriere prestigiose. Ed ora ha deciso di tornare laddove, a metà anni Novanta, si era consacrato a suggello di una serie di esperienze in squadre toscane di quarta o terza serie. È tornato, ma a modo suo. Lo ha fatto gratis, cioè senza prendere lo stipendio. Pochi denari, ma libertà d’azione, entusiasmo tracimante e senso d’appartenenza: Baldini si racconta nell’intervista che segue.


Cosa l’ha spinta a fare questa scelta?

Il calcio è ormai infestato di dirigenti che, a mio avviso, nella maggior parte dei casi sono incompetenti e pensano solo al proprio tornaconto. Di avere a che fare con certe persone mi ero stancato, così ho deciso di fare una scelta radicale. Siccome mi era arrivata una chiamata dalla squadra della città vicina a dove vivo, ho proposto alla presidenza di allenare gratis a patto che venissi messo nelle condizioni di essere libero, cioè di non avere a che fare con dirigenti e di rispondere del mio operato solo a me stesso.

Dopo un anno e mezzo qual è il suo bilancio su questa esperienza?

Faccio il calcio in cui credo, sono libero di farlo e vengo accettato dalla società con i miei pregi e i miei difetti. Certo non ho la pretesa di cambiare questo mondo, che resta pieno di persone ignoranti, ma mi sono creato la mia isola felice.

I calciatori della Carrarese come vivono la sua condizione anomala di allenatore senza ingaggio?

Loro pensano a giocare, non sono condizionati dal fatto che io prenda o meno l’ingaggio. Piuttosto, sanno che io ho una certa autonomia e che devono corrispondere direttamente a me della loro professionalità.

Come ha convinto due calciatori che si sono espressi ad alti livelli come Maccarone e Tavano a seguirla in questa avventura a Carrara?

Li ho avuti in squadra ad Empoli quando erano due ragazzini nemmeno ventenni. Sono stato un allenatore importante per la loro crescita, perciò siamo sempre rimasti in contatto. Ora che sono giunti a fine carriera, hanno accettato di sposare questo mio progetto, mi conoscono e sanno che non faccio scelte di formazione in base all’età dei calciatori: se loro corrono giocano, se non corrono giocano altri. Ma non lo fanno gratis, prendono uno stipendio proporzionato alla categoria.

Silvio Baldini nel 2003, ai tempi dell’Empoli (Grazia Neri/Getty Images)

Le manca la serie A?

Il calcio che conta ti dà delle emozioni indescrivibili. Penso al ritorno delle semifinali di Champions League; il Liverpool ha fatto un’impresa che resterà nella storia, ha rimontato tre gol al Barcellona senza avere in campo i suoi migliori giocatori: Firmino e Salah. La gratificazione che hanno provato i calciatori, i dirigenti, i tifosi è qualcosa di impagabile e di impareggiabile: lo si può vivere nel grande calcio. Invidio chi ha potuto provare certe emozioni.

Ma anche il calcio di provincia regala emozioni grandi: penso magari a una promozione della Carrarese in Serie B…

È vero. Infatti il mio sogno sarebbe portare la Carrarese in Serie B e poi in Serie A. Io ce la sto mettendo tutta, quest’anno abbiamo fatto il record storico di punti della squadra, ma oltre all’entusiasmo e alla professionalità, contano i soldi. Quest’anno il campionato lo ha vinto l’Entella che ha speso quasi nove milioni, mentre noi ne abbiamo speso uno e sei. Eppure all’ultima di campionato ci abbiamo perso in trasferta con un gol segnato al 94esimo minuto…

È l’ennesima dimostrazione che il calcio talvolta è imponderabile…

A noi per vincere serve un’annata di grazia, in cui tutto ‘ti capita a puntino’. E invece quest’anno abbiamo avuto diversi infortuni importanti che hanno condizionato il nostro cammino. Ma non demordiamo: ogni anno ci armiamo della nostra passione per andare a cercare questo prodigio.

Oltre alla passione, all’entusiasmo, alla professionalità, quanto è importante anche il senso d’appartenenza per raggiungere ciò che chiama prodigio?

È fondamentale. Però i calciatori sanno di essere quasi sempre solo di passaggio. Sanno che i loro procuratori lavorano per ‘piazzarli’ altrove, altrimenti non guadagnano. E questo fa sfumare il senso d’appartenenza. Se invece, al contrario, sapessero di dover rimanere a lungo in una stessa società, a mio avviso le loro prestazioni migliorerebbero di un 20-30 per cento in più.

Silvio Baldini nel 2018, da allenatore della Carrarese, a Coverciano (Gabriele Maltinti/Getty Images)

Sotto questo aspetto, quello dell’identità, quanto è cambiato il calcio?

Più soldi girano nel calcio, più ci sono movimenti di calciatori. Una volta era diverso, perché non c’erano i procuratori a gestire questi talenti e dunque decidevano le società. I calciatori rimanevano più tempo nella stessa squadra e si identificavano maggiormente con quella realtà.

Questo rendeva più forte anche il legame con la tifoseria…

Ovvio. Oggi ci sono calciatori che baciano lo maglia e poi magari l’anno dopo te li trovi avversari: sono delle farse, sarebbe bene che ognuno facesse il suo senza fare sceneggiate per accattivarsi le simpatie dei tifosi. Ritiratosi Totti, oggi l’ultimo esempio di appartenenza è quello di De Rossi, che è sempre voluto rimare alla Roma: lui sì che può baciare la maglia.

Come spiega il calo del calcio italiano negli ultimi anni?

Troppi calciatori stranieri. Di bravi ce n’è il 10 per cento, il resto fa muovere i soldi e non fa crescere il movimento calcistico italiano. E poi c’è un problema sociale: oggi i nostri ragazzi alla prima difficoltà mollano, perché non vengono più dalla strada, non sono abituati alle difficoltà, vanno all’allenamento con la merendina e il telefonino. Al contrario, molti giovani calciatori extracomunitari sono più avvezzi a lottare, e questo per emergere è un requisito determinante.

Cosa pensa dell’ipotesi di creare una Superlega tra le maggiori squadre europee? Le società più piccole protestano perché ciò – denunciano – andrebbe a stravolgere i campionati nazionali…

Prima o poi la fanno, è la legge dei potenti, quindi del mercato. E allora che i grandi club vadano pure a fare la Superlega, il calcio però resterà sempre del popolo, del tifoso, dell’operaio. Ha grande fascino assistere a uno Juventus-Real Madrid certo, ma non bisogna sottovalutare nemmeno l’importanza di uno Juventus-Frosinone, perché parla della nostra cultura, delle nostre radici, della nostra tradizione. Così come sono un’espressione importante del nostro territorio i derby, gli scontri tra squadre di provincia: servono a farci capire da dove veniamo, dunque chi siamo. Il calcio è identità, che non è qualcosa di virtuale ma è reale, la si vive in prima persona.

Silvio Baldini e Massimiliano Allegri a confonto, con Walter Novellino ad ascoltare
Silvio Baldini e Massimiliano Allegri a confonto, con Walter Novellino ad ascoltare (Gabriele Maltinti/Getty Images)

In una recente intervista, Antonio Conte ha confidato che fu lei a consigliargli, anni fa, di proporsi come allenatore della Juventus…

Non voglio farmi pubblicità per questo episodio. Lui è un amico, quel mio suggerimento nasce da una storia particolare che Conte conosce ed è importante che la conosca solo lui. La questione è bene che rimanga fra me e lui.

Lei si proporrebbe oggi a una società di Serie A, anche prestigiosa? Penso alla Roma, che sarebbe alla ricerca di un nuovo allenatore…

Ovunque mi andassi a proporre, riceverei un rifiuto. Del resto non ho una storia così importante, ognuno raccoglie ciò che ha seminato. Però una cosa me lasci dire….

Prego…

Che è più facile allenare la Roma che una squadra di Serie C: con calciatori di qualità superiore, è più facile vedere realizzata la propria idea di calcio.


Ma è più difficile realizzare la propria ‘isola felice’, quella che Silvio Baldini ha realizzato a Carrara, fatta di autonomia decisionale, passione e identità. Anche se senza soldi.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tennis
Diego Mariottini
7 Giugno 2022

Il rogo del Ballarin, una tragedia dimenticata

Il più grande dramma in uno stadio italiano, in un periodo molto delicato.
Papelitos
Federico Brasile
14 Maggio 2022

Viva Baldini e il percorso! (ma quello vero)

Chissenefrega di questo mondo, viva la libertà.
Calcio
Annibale Gagliani
29 Aprile 2022

Quale girone dell’inferno per Mino Raiola?

Vita e non morte di Mino da Nocera Inferiore.
Calcio
Matteo Mancin
3 Aprile 2022

Maurizio Mosca, il colto giullare

Qual è il vero Maurizio Mosca?
Italia
Raffaele Scarpellini
18 Marzo 2022

La tragica commedia del Parma di Manenti

La pagina più triste della storia dei Ducali.
Papelitos
Valerio Santori
7 Febbraio 2022

I want you, Serie A TIM!

Siete pronti a trasferirvi a Nuova York?
Papelitos
Valerio Santori
18 Gennaio 2022

Gli arbitri non contano più nulla

Dopo il VAR, ora addirittura le scuse dell'AIA.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Papelitos
Alessandro Imperiali
9 Gennaio 2022

Chissenefrega dei tifosi

Questo, in sostanza, è il messaggio congiunto di Lega calcio e governo.
Italia
Lorenzo Serafinelli
9 Gennaio 2022

È la Lazio a sceglierti

122 anni di gioia, sofferenza e senso d'appartenenza.
Italia
Marco Armocida
6 Gennaio 2022

La crisi della Juventus non può sorprendere

Analisi alla prima parte di stagione della Vecchia Signora.
Italia
Gianluca Palamidessi
4 Gennaio 2022

Il sarrismo non esiste, Sarri sì

Il tecnico toscano ha bisogno di più tempo e meno retorica.
Tifo
Simone Meloni
25 Dicembre 2021

Avellino e Foggia, amici mai

Reportage sul tifo delle due curve dal Partenio.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
6 Dicembre 2021

L’Atalanta è pronta per vincere lo Scudetto

Come è cambiata quest'anno la Dea.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
3 Dicembre 2021

Commisso solo contro tutti

Il patron viola è tornato all'attacco su procuratori e agenti.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Novembre 2021

La normalità di Simone Inzaghi

L'allenatore dell'Inter non fa notizia, ed è un bene.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Novembre 2021

Sarri e Ancelotti parlano anche per noi

Troppe partite, troppo calcio. Ma noi tifosi siamo pronti a rinunciarci?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Novembre 2021

Serie A isola Felix (per gli stranieri)

Cosa ci dice la doppietta del classe 2003 giallorosso.
Editoriali
Andrea Antonioli
10 Novembre 2021

Il calcio è stanco di essere umano

La mania di controllo condannerà il football.
Papelitos
Lorenzo Santucci
9 Novembre 2021

DAZN fa rima con disperazione

Tolta la concurrency.
Papelitos
Federico Brasile
8 Novembre 2021

Un derby che viene dal futuro

Per intensità, ritmo, qualità. La partita dell'anno.
Italia
Enrico Leo
4 Novembre 2021

Padova, amare l’amaro

Sotto la notte stellata di Giotto, il calcio è una ferita aperta.
Tifo
Emanuele Meschini
2 Novembre 2021

Avete mai giocato a PES con Andy Warhol?

Chi non salta, una mostra artistica tra calcio, cultura e identità.
Papelitos
Federico Brasile
1 Novembre 2021

Il Milan (in Italia) sta un passo avanti

Almeno ad oggi, almeno in Serie A.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Ottobre 2021

Zero a zero è puro punk

Roma vs Napoli è stata la partita perfetta.
Tennis
Marco Armocida
19 Ottobre 2021

Radja Nainggolan, guerriero incompreso

Un giocatore irripetibile, come i suoi eccessi.
Interviste
Antonio Aloi
8 Ottobre 2021

Il pallone è rotondo come il mondo

Intervista ad Antonio Stelitano, tornato a Messina dopo aver giocato (quasi) ovunque.
Italia
Edoardo Franzosi
3 Ottobre 2021

Il Pisa parla russo

Una squadra da capogiro con un progetto serissimo alle spalle.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Settembre 2021

Anche basta

Il terribile teatrino dei calciatori allenatori.
Italia
Antonio Torrisi
22 Settembre 2021

Joe Tacopina, il primo tifoso

Il giro d'Italia del Presidente d'America a tempo determinato.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
21 Settembre 2021

Impossibile nascondersi

Zitto zitto, il Napoli di Spalletti è in testa alla classifica.
Italia
Antonio Aloi
18 Settembre 2021

Allenatore padre padrone

Quanto incide sul risultato finale il lavoro di un tecnico.
Papelitos
Valerio Santori
11 Settembre 2021

Il lancio degli Inter Fan Token è stato imbarazzante

Il sonno dei tifosi produce mostri.
Papelitos
Vittorio Ray
5 Settembre 2021

Lunga vita ai fantallenatori

Vitelloni, immobili, finto-impegnati. Meravigliosamente italiani.
Italia
Michelangelo Freda
4 Settembre 2021

Il modello del Südtirol

La Bolzano biancorossa sogna il calcio che conta, ma è divisa tra tedeschi e italiani.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
30 Agosto 2021

Ridateci la fascia di Davide Astori

La Lega insegna che anche la memoria ha una data di scadenza.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto 2021

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Italia
Luca Pulsoni
24 Agosto 2021

La Serie A non par(l)a più italiano

Su 20 squadre di A, 13 hanno il portiere titolare straniero.
Italia
Gabriele Fredianelli
20 Agosto 2021

Il sentimento infinito di Borja Valero e Francesco Flachi

Quando il calcio è qualcosa di simile all'amore.
Ritratti
Edoardo Franzosi
17 Agosto 2021

Smetto quando voglio

Da campione a clochard. Le mille vite di Maurizio Schillaci.
Italia
Raffaele Scarpellini
31 Luglio 2021

Lo Scudetto dimenticato a La Spezia

Sotto le bombe i Vigili del Fuoco diventavano Campioni d'Italia.
Editoriali
Andrea Antonioli
28 Luglio 2021

Umano, troppo umano

Walter Sabatini, una sintesi impossibile.
Ritratti
Marco Metelli
23 Luglio 2021

Julio Cruz, il giardiniere di San Siro

Il dodicesimo uomo nerazzurro.
Papelitos
Luca Pulsoni
19 Luglio 2021

Il boomerang del Decreto Crescita

Il capolavoro di Mancini rischia di essere un episodio isolato.
Podcast
La Redazione
13 Luglio 2021

Lasciateci il pallone

Due chiacchiere con Francesco Repice.
Ritratti
Marco Metelli
3 Luglio 2021

La leggenda di Osvaldo Bagnoli

Compie oggi 86 anni un mito della panchina.
Ritratti
Marco Metelli
5 Giugno 2021

Alberto Malesani, l’ultimo degli umani

Sorridere in faccia al fallimento.