Carrello vuoto
Editoriali
27 Aprile

Il soccer made in USA, un problema culturale

Gianluca Palamidessi

126 articoli
Il gioco del calcio, in America, non è per tutti.

Le partite della MLS (Major League Soccer) sembrano finte. Non che la finzione non faccia parte della cultura USA, anzi, ma non è questo il punto. Se il calcio americano si limitasse a copiare – più o meno fedelmente – il football del Vecchio Continente, è assai probabile che, almeno a livello visivo, risulterebbe più godibile. Gli americani li conosciamo, in fondo. Preferirebbero scivolare da un precipizio piuttosto che aggrapparsi ad una mano amica.

 

Qui arriva il bello. La filosofia del self-made che caratterizza la Weltanschauung americana tarpa le ali alla libertà espressiva che caratterizza il calcio in quanto fenomeno culturale. Andiamo con ordine.

 

 

Il Soccer, in America, sta crescendo in maniera esponenziale sotto il profilo economico. Stando a quanto riportato da Forbes, il 7% degli americani cita il calcio come proprio sport preferito (il baseball è al 9%). Dal 2012 ad oggi, la MLS è cresciuta del 27% nel tasso di interesse. Fondata nel 1996, la massima serie americana porterà a 27 il numero delle proprie squadre entro l’anno prossimo – tra queste c’è anche l’Inter City Miami di David Beckham. Il sogno americano, dunque, sembra esaudirsi anche nel calcio. A cosa è dovuta questa crescita?

 

Pelé Warhol SOCCER
Andy Warhol, Edson-Pelé (da 10 Portraits of Athletes), 1977, © 2001 Andy Warhol Foundation for the Visual Arts/Artists Rights Society (ARS), New York (fotografia di R.H. Hensleigh)

 

 

«Sono felice che in America il calcio stia crescendo così velocemente», ha recentemente dichiarato Robert Pires. «Penso che alcuni giocatori come il mio amico Thierry Henry, Zlatan Ibrahimovic e Wayne Rooney abbiano aiutato molto a far crescere l’interesse intorno al calcio, qui. C’è tanto spazio, in America, per il calcio. Non è facile vedersela col basket, il baseball e il football americano, ma il calcio è per tutti». Lo è davvero?

 

 

Sì, ma non in America. Ryan Huettel ha dedicato un intero long-form su These Football Times alla trattazione di questo problema, lo stesso che è al centro del nostro articolo. Huettel, che vive in America, spende qualche – decisiva – parola al “silenzio americano” sulla questione culturale riguardante il gioco del soccer. È vero: il calcio in America cresce giorno dopo giorno. La nazionale femminile, poi, tre volte campione del mondo, ha attirato su di sé una grossa fetta dello sport femminile americano. Megan Rapinoe e compagne rappresentano però come lo specchio rovesciato della situazione tecnica della nazionale – e del talento – maschile.

 

USA nazionale femminile
Ai mondiali di Francia 2019, la superiorità della nazionale femminile a stelle e strisce è stata a tratti imbarazzante (foto Robert Cianflone/Getty Images)

 

 

Gli Stati Uniti, i cui calciatori di livello appaiono alla nostra mente come flash in stato di incoscienza – Dempsey, Donovan e Howard su tutti, recentemente Pulisic –, gli Stati Uniti, dicevamo, faticano tanto nella Coppa del Mondo – in 10 occasioni su 21 la nazionale non si è qualificata – quanto nella CONCAF Gold Cup – dove l’unica seria concorrente è il Messico, campione in carica. La MLS, coi suoi “campioni” tutti rigorosamente a fine carriera –, ha certamente acceso i riflettori dello spettacolo, ma non ha fatto che accrescere il divario tra palcoscenico (quello occupato dai vari Pirlo, Ibrahimovic, Villa, Beckham, etc.) e dietro le quinte (quello del talento fatto in casa).

 

 

Di cosa stiamo parlando? Del calcio quotidianamente vissuto, quello giocato tra i vicoli, quello delle strade dove è proibito il giuoco del pallone e solo infine quello del professionismo. Lasciando per un attimo la parola a Ryan Huettel, «at the heart of all of these [problems] is the idea of culture». Vediamo meglio.

 

«Qui, il calcio è marcatamente diviso in due gruppi – gli immigrati e la classe medio-alta – i quali interagiscono in misura minima. Per molti di noi, me compreso, il calcio è [un fenomeno] relativamente nuovo. I nostri genitori non giocavano. Non siamo cresciuti con la palla al piede».

 

Con estrema chiarezza, Huettel definisce i limiti del calcio americano. Al primo limite, quello socio-culturale – che smembra lo sport in due precise e contrastanti classi sociali – se ne aggiunge un secondo, cronologico – il calcio è, in America, un fenomeno relativamente recente. Curioso, se pensiamo che il primo club calcistico negli US risale al 1862: l’Oneida Football Club (per una breve panoramica sulla storia del calcio negli USA, vedi qui).

 

USA Mondiali
Un’immagine dalla finale, per noi maledetta, di USA 94. Due anni dopo verrà fondata la MLS (foto di Lutz Bongarts/Bongarts/Getty Images)

 

 

Dobbiamo continuare a scavare. Ryan Huettel, che si inscrive nel primo gruppo sociale, quello della classe americana medio-alta, sottolinea con forza questo aspetto, e a ragione. Più l’America investe sui giovani, meno giovani partecipano al gioco. Come è possibile un paradosso simile? Risposta: i costi delle Academy sono troppo elevati per i ragazzi figli di («often-poorer», sottolinea Huettel) immigrati. Con l’ovvia conseguenza che

 

«al livello più alto della piramide americana arrivano quelli con più soldi».

 

Uno studio del 2013 condotto da Greg Kaplan (Università di Chicago) e Roger Bennet (NBC) ha scoperto che i calciatori della nazionale maschile americana provengono tutti dalle aree più ricche e sviluppate del Paese. I “latinos” sono spesso lasciati al proprio destino: per giocare a calcio, negli Stati Uniti, servono i soldi. Almeno sotto questo aspetto, tutt’altro che irrilevante a livello socio-culturale e sportivo, possiamo affermare senza troppi giri di parole che il soccer, negli US, non è per tutti.

 

soccer USA
Un’immagine che si commenta da sola (foto di Ashley Allen/Getty Images)

 

 

In una confessione del 2015, Jürgen Klinsmann (l’allora allenatore della nazionale maschile statunitense) si è espresso egregiamente ed autorevolmente sul problema che stiamo trattando: «I giocatori della nostra nazionale devono vivere e respirare calcio 24 ore al giorno. Tutto questo richiede un cambiamento nella mentalità e nello stile di vita. […] Sentirlo da me è buffo, ma il calcio si autodetermina (self-driven). Non è insegnabile, al contrario degli altri sport» (corsivo nostro).

 

 

Self-driven, vocabolo tanto intraducibile quanto chiaro come il sole. Klinsmann ha detto con altre parole ciò che abbiamo già avuto modo di sottolineare: il soccer, al contrario degli altri sport, è un fenomeno socio-culturale. Se ci è consentita questa metafora, il ragazzo americano medio che si affaccia al mondo del calcio – giocandovi e partecipandovi – assomiglia terribilmente al dodicenne selvaggio dell’Aveyron, incapace di apprendere il linguaggio perché mai a contatto con esso.

 

USA Inghilterra
29 giugno 1950: i capitani di Inghilterra e USA, Billy Wright e Ed McIlvenny si scambiano i convenevoli prima della partita in cui l’America vincerà, risultato storico e mai più verificatosi, per 1-0 (foto Keystone/Getty Images)

 

 

Per esprimerci con le parole di Jon Townsend, giornalista americano e autore presso These Football Times, «ciò che [il calcio americano] non ha è una vera e propria cultura [calcistica] su larga scala. Elementi vitali come il self-play e lo street football non fanno parte della società americana al contrario di quanto accade per il basket, il football americano e il baseball».

 

 

Uno studio del professor Stefan Szymanski (Università del Michigan) ha dimostrato che il vocabolo “soccer” è un’invenzione inglese. In Gran Bretagna, si è smesso di usare il termine circa 30 anni fa. Gli americani, con buon pragmatismo, lo hanno mantenuto per distinguerlo dal football americano. È una scelta linguistica, dunque culturale.

 

“Spendere è molto più americano di pensare” (Andy Warhol).

 

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Gianluca Palamidessi
4 Gennaio

Albert Camus, il portiere che amò il calcio alla follia

Non si può scindere il pensatore dal calciatore.
Papelitos
Alberto Fabbri
6 Marzo

Giù le mani dal Meazza!

Contro l'abbattimento dello stadio di San Siro.
Papelitos
Lorenzo Santucci
8 Luglio

Mai più Europeo itinerante

Una formula fallimentare su tutta la linea.
Cultura
Edoardo Franzosi
2 Luglio

Lo sport secondo Ernest Hemingway

Il 2 luglio del '61 moriva suicida un'icona del Novecento.
Italia
Gianluca Palamidessi
22 Febbraio

La Serie A punta sugli stranieri e teme i giovani

Il nostro calcio è in ripresa, ma è lungi dall'essere sano.
storie
Alberto Fabbri
10 Ottobre

Bologna 110 e oltre

Ricordi, incubi e speranze di una città e della sua squadra.
Papelitos
Vittorio Ray
27 Settembre

Totti è nella nuca

Inventare calcio girati di spalle.
Tifo
Alessandro Imperiali
12 Ottobre

Chi canta prega due volte

Chiesa, cultura popolare, stadio: l'evoluzione dei cori in terra anglosassone.
storie
Giuseppe Gerardi
11 Gennaio

Creuza de mä

La storia d'amore tra il Genoa e Fabrizio De André.
pellicole
Andrea Antonioli
9 Novembre

L’atto, non l’azione

storie
Domenico Rocca
11 Dicembre

La mafia nel pallone

Le mafie nel calcio sono entrate dal fischio d’inizio, e non subentrate a partita iniziata.
storie
Gennaro Malgieri
13 Agosto

Le scuole calcio sono il tradimento del pallone

Desertificazione della fantasia e profitto sulla pelle dei ragazzi.
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
27 Giugno

A dover correre è la palla

Ode ai giocatori flemmatici.
Editoriali
Gianluca Palamidessi
13 Settembre

Lo spogliatoio è l’ultimo luogo sacro

In un mondo privo di regole, c'è un posto che impone ancora la propria legge.
Interviste
Alberto Fabbri
4 Aprile

Nella culla del Football

Intervista all'autore Stefano Faccendini, impareggiabile appassionato di calcio inglese.
Estero
Luca Giorgi
6 Febbraio

Sport USA e getta

Dobbiamo essere chiari, per come intendiamo noi lo sport gli Stati Uniti non hanno una cultura sportiva.
Papelitos
Alberto Fabbri
9 Maggio

La superiorità del Gioco

Ajax-Tottenham: la nostra definitiva resa di fronte all'imponderabilità del calcio.
recensioni
Simone Morichini
24 Dicembre

Il goal più bello è stato un passaggio

Il libro del filosofo francese Jean-Claude Michéa ripercorre le fasi del calcio: da sport delle élite a sport popolare, per diventare infine uno strumento nelle mani del capitalismo finanziario e globale.
recensioni
Alberto Fabbri
7 Agosto

Il presidente del Borgorosso Football Club

Una commedia semplice, spontanea ed ingenua come l'animo del tifoso, eppure tremendamente attuale. 
Editoriali
Andrea Antonioli
20 Maggio

Trump, il wrestling e l’America profonda

Il successo sta tutto nella conquista dell'immaginario.
storie
Gianpaolo Mascaro
23 Dicembre

(Piccola) Patria basca

Orgoglio e radici dell'Euskal Selekzioa.
storie
Alessandro Imperiali
13 Aprile

Football? No grazie, calcio storico fiorentino

Viva Fiorenza! Viva il calcio, quello vero!
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
13 Febbraio

Contro l’ Ünder-mania

Si plachi l’entusiasmo per il calciatore, si plachi la turcofilia (governativa) che comporta.
Italia
Annibale Gagliani
28 Aprile

Mandzukic, il cervo bianco

Vivere lottando.
Papelitos
Alberto Girardello
28 Dicembre

Il calcio naturale di Patrick Cutrone

L'Inter sbatte nella terza sconfitta consecutiva, in un derby deciso dal miglior fiore rossonero
Interviste
Federico Corona
25 Novembre

Lo sguardo di Marco Bucciantini

Come unire nel profondo calcio e poetica.
Altro
Andrea Catalano
21 Febbraio

Di padre in figlio

L'eredità sportiva è un peso o una risorsa?
Interviste
Luigi Fattore
17 Ottobre

A tu per tu con Scanzi

Intervista ad Andrea Scanzi, giornalista e narratore sportivo fuori dagli schemi.
Italia
Gezim Qadraku
26 Settembre

Il lato oscuro del calcio

Come la depressione può trasformare il sogno in un incubo.
Papelitos
Matteo Paniccia
14 Giugno

Vogliamo ballare in Curva, non nelle discoteche

L'ultimo DPCM si è dimenticato dei tifosi, ancora una volta.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
6 Gennaio

Bruciamo le autobiografie sportive

Liberiamoci da questa piaga.
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
22 Novembre

Libertà per il Voltolini

Cronache da un paese in paranoia perenne.
Estero
Angelo Ceci
26 Dicembre

Le origini del Boxing Day

Storia e tradizione del Santo Stefano sportivo nel Regno Unito.
Altro
Michelangelo Freda
19 Agosto

I talebani amano il cricket (e ora pure il calcio)

Il rapporto tra gli studenti del Corano e lo sport.
canestri
Simone Galeotti
3 Gennaio

In memoriam di David Stern

Un ricordo dello storico commissioner NBA, scomparso il 1 gennaio appena trascorso a 77 anni in seguito a un malore.
Ritratti
Matteo Mancin
17 Ottobre

Beppe Viola, l’anticonvenzionale

Ritratto della breve e memorabile esistenza di Pepinoeu.
recensioni
Luigi Fattore
3 Luglio

Storia d’Italia ai tempi del pallone

Un album dei ricordi, tra le parole di Darwin Pastorin e le illustrazioni di Andrea Bozzo, che recupera il lettore a una dimensione pallonara sconosciuta al mondo di oggi.
Ritratti
Lorenzo Santucci
18 Agosto

Cambiasso, il cervello in campo

Storia del Cuchu, il nobile proletario.
Altro
Alessandro Brugnolo
18 Gennaio

Karch Kiraly, una vita per il volley

Come si diventa il Re del volley? Il talento da solo non basta. Servono allenamento mentale e olio di gomito. Dopo essere diventato una leggenda della pallavolo sulla sabbia e sul mondoflex, ora si appresta a diventarlo anche in panchina.
Cultura
Emanuele Meschini
14 Settembre

Non escludo il ritorno

La storia d'amore tra Franco Califano e l'Inter.
Papelitos
Alberto Fabbri
7 Agosto

Tifa, consuma e crepa

L'umiliazione fisica e morale del tifoso.
Estero
Carlo Brigante
19 Dicembre

La cabala del numero 7

Da Garrincha a Cristiano, passando per Best e Cantona.
Italia
Luigi Fattore
2 Marzo

Ciao amore, ciao

Un tradimento consumato, una storia d'amore finita. Metafora di un calcio ostaggio della scienza.
Papelitos
Lorenzo Santucci
22 Gennaio

Nel calcio di oggi si giocano troppe partite?

Un problema comune, ma evidente in Premier League.
storie
Leonardo Palma
31 Maggio

Harukichi Shimoi: il samurai tra Dante, D’Annunzio e Mussolini

Un giapponese a Fiume tra ju-jitsu, imprese aeronautiche e studi danteschi.
Interviste
Gianluca Palamidessi
23 Novembre

Una nuova alba per la cultura Casual?

Due chiacchiere con Sergio Tagliabue, tra Joy Division, Casuals e amicizia.
storie
Matteo D'Argenio
19 Maggio

Il calcio in Corea del Nord

Passato e presente dello sport in Corea del Nord, a metà tra rivoluzione e propaganda. Con particolare attenzione al calcio, lo sport più seguito ma anche quello meno vincente.
Estero
Giuseppe Masciale
12 Giugno

Perché il calcio deve avere paura di Erdogan

Misteri e verità sul rapporto tra la presidenza turca e il mondo del calcio.
Interviste
Leonardo Aresi
15 Giugno

L’epica di Hugo Pratt, tra sport e avventura

Marco Steiner racconta il padre nobile della letteratura disegnata italiana.
Italia
Umberto De Marchi
15 Ottobre

Le multiproprietà rischiano di uccidere il calcio

Come se non bastasse tutto il resto, il tema delle multiproprietà si sta imponendo nel calcio in modo sempre più problematico.