Carrello vuoto
Ritratti
9 Novembre

Sòcrates, la via calcistica al socialismo

La democracia corinthiana e il valore della politica, in senso lato.

Dagli scritti di Antonio Gramsci (1891-1937) si evince che una rivoluzione, per avere successo, deve essere guidata da un capo carismatico che guidi il popolo nel processo di costruzione della nuova società. Tale capo carismatico deve essere un intellettuale, un uomo di cultura: soltanto un intellettuale, infatti, può esercitare un controllo sulla società tale da indurla nella direzione di una rivoluzione.

 “Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione” (Antonio Gramsci)

È necessario pertanto trovare un mezzo che coinvolga attivamente il popolo e negli anni ’80, a San Paolo del Brasile, l’unica via di coinvolgimento del popolo è il calcio e, nella fattispecie, lo Sport Club Corinthians Paulista. Il Brasile precedentemente era retto da una dittatura militare, e la durezza del regime del generale Emilio Garrastazu Médici aveva colpito anche il mondo del calcio: a farne le spese fu il CT della nazionale João Saldanha, sollevato dall’incarico pochi mesi prima del mondiale 1970 nonostante un girone di qualificazione impeccabile. Saldanha infatti prima che allenatore era un intellettuale (un giornalista) con simpatie socialiste, dunque secondo Médici un pericoloso sovversivo.

Solo dal 1979, dopo quindici anni in cui la politica è stata appannaggio dei soli militari, il Paese si sta avviando verso la democrazia: il popolo, però, deve essere ancora preparato. Siamo nel novembre del 1982. Da alcuni giorni il Corinthians, la squadra dei proletari di San Paolo e la prima che dal 1910 ha iniziato a pensare che il calcio in Brasile non dovesse essere soltanto un passatempo per benestanti, scende in campo con una divisa insolita. Al posto dello sponsor compare un altro tipo di annuncio. “Dia 15 vote” c’è scritto. Significa: “Il giorno 15 vai a votare.

Il 15 novembre, infatti, si terranno le prime libere elezioni comunali e statali a San Paolo. In quei giorni il Corinthians sta portando avanti uno dei meglio riusciti esperimenti di democrazia partecipata in un Paese che fino a quel momento era retto da una dittatura. Una rivoluzione vera e propria, che si riconosce (secondo gli insegnamenti gramsciani) in un uomo che prima di essere calciatore è intellettuale e uomo di cultura. Costui si chiama Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, o per farla breve Sócrates.

SÛcrates, do Corinthians, comemorando gol.
Sòcrates, dopo un gol, con il pugno chiuso al cielo

Sócrates è uno dei sei figli (tra l’altro, tutti calciatori) di Raimundo Brasileiro Sampaio, un contadino dell’Amazonia che seppur analfabeta coltivava la passione per la cultura classica e la filosofia greca, tanto da chiamare i suoi tre figli maggiori Sócrates, Sóstenes e Sófocles (e avrebbe voluto continuare, se la moglie non si fosse imposta).

Come ogni buon sudamericano che si rispetti, è conosciuto con diversi soprannomi. È ‘O Magrão’ (il ‘Magrone’) per la sua forma fisica (altissimo e magrissimo); ‘O Doutor‘ (il dottore), per meriti accademici, dal momento che è uno dei pochi calciatori a essere laureati (in medicina, pediatria per la precisione, professione che eserciterà una volta ritiratosi dal calcio giocato); ‘O Filosofo‘ (il Filosofo) a causa del suo nome e per la sua classe in campo e il suo leggendario colpo di tacco ‘O calcanhar que a bola pidiu a Deus‘ (Il tacco che il pallone chiese a Dio).

All’università entra in contatto con i grandi teorici del socialismo, Gramsci in particolare, e con i circoli degli intellettuali di sinistra, dalle cui idee rimane folgorato. Sócrates decide però di non darsi alla professione per cui aveva studiato e sceglie il calcio. Nel 1978 si trasferisce al Corinthians. Qui, forte degli ideali politici maturati ai tempi dell’università, dà vita insieme al nuovo allenatore della squadra, un sociologo che con il calcio ha ben poco a che fare, alla Democracia Corinthiana.

democracia
La rivoluzione della “Democracia Corinthiana” guidata dall’intellettuale Sòcrates

La Democracia Corinthiana è un sistema in cui i giocatori rifiutano l’autorità dell’allenatore e della dirigenza. Al motto di «essere campioni è un dettaglio» preferiscono allenarsi da soli, votando ogni scelta e coinvolgendo tutto lo staff tecnico, dal grande campione all’ultimo dei magazzinieri. Nelle decisioni tutti hanno lo stesso peso: il campione titolare in nazionale conta quanto il più dimenticato dei panchinari, il voto del magazziniere ha lo stesso peso del voto del Commissario Tecnico. Non è un caso che Sócrates usi festeggiare i suoi goal, ne segna ben 172 con la maglia del Corinthians, alzando al cielo il pugno al cielo; ed è anche uno degli unici calciatori (se non l’unico) a portare la barba lunga a quei tempi.

 “Il calcio si concede il lusso di lasciar vincere il peggiore, non c’è niente di più Marxista o Gramsciano del calcio”.

La svolta nell’impegno politico di Sócrates arriva nel 1984. O Doutor da tempo ha legato il suo destino a quello dell’intero Brasile e si schiera apertamente con le posizioni del movimento Elezioni Ora, che pretende elezioni democratiche. In un comizio arriva a promettere di abbandonare il Brasile e il Corinthians qualora il parlamento non voti un emendamento alla costituzione che ristabilisca libere elezioni. Tale emendamento viene bocciato e Sócrates, uomo di parola, lascia il Brasile. Nel 1984 nel frattempo l’utopico esperimento della Democracia Corinthiana era volto al termine e O Doutor avevo lasciato il club.

Arriva quindi in Italia, alla Fiorentina, per oltre 5 miliardi di lire. Qui si fa subito notare per frasi come: Non mi interessano automobili, né case di lusso, né voglio diventare vecchio accumulando fortune. L’Italia mi interessa perché posso imparare certe cose direttamente sui libri”. E a chi gli chiedeva: “Chi è l’italiano che stima di più, Mazzola o Rivera?”, rispondeva: “Non li conosco. Sono qui per leggere Gramsci in lingua originale”. 

gramsci
Il motivo, a colori, per cui Sòcrates scelse l’Italia

Sócrates ha sempre sognato di morire un giorno in cui il Corinthians vincesse il Brasileirão. Così accade domenica 4 dicembre 2011. Al Dottore del Calcio purtroppo piaceva bere e non poco: un giornalista, Juca Kfouri, lo stesso che aveva coniato il termine Democracia Corinthiana, ha detto di lui che “poteva bere qualsiasi cosa all’infinito senza mai sentirsi male”. Socrates muore di cirrosi epatica all’ospedale di San Paolo proprio mentre la sua squadra alza il trofeo.

Alla fine dell’ultima partita (e che partita: un Classico Paulista contro l’odiato Palmeiras) tutta la squadra si riunisce in mezzo al campo del Pacaembu e tutto lo stadio tace per un minuto di silenzio in onore del dottore del Calcio. Durante il minuto di silenzio i giocatori alzano il pugno al cielo, proprio come faceva lui davanti ai suoi tifosi, consegnando il suo nome definitivamente alla leggenda: la leggenda di Sòcrates, nella quale l’essere campioni diventa un dettaglio.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Interviste
Alberto Fabbri
9 Aprile 2022

Stenio Solinas: la corrida, il calcio, la vita

La giovinezza è uno stato dell'anima, e dello sport.
Cultura
Alberto Fabbri
5 Marzo 2022

Pasolini, il calcio e la vita

Il pallone è un linguaggio che riassume l'esistenza.
Cultura
Andrea Mainente
10 Febbraio 2022

Vittorio Sereni e il fantasma nerazzurro

Un amore dolce e intenso come pochi, consumato a San Siro.
Estero
Vito Alberto Amendolara
6 Settembre 2021

Una follia studiata a tavolino

La sospensione di Brasile-Argentina non è puro teatro.
Ritratti
Marco Metelli
29 Agosto 2021

Enzo Maresca il saggio

Un allenatore da seguire.
Cultura
Sergio Taccone
20 Luglio 2021

Osvaldo Soriano, del San Lorenzo

Il fútbol come riassunto dell'esistenza.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
11 Luglio 2021

Finalmente Leo, finalmente Argentina!

L'Albiceleste vince la Copa America.
Cultura
Giovanni Tarantino
10 Giugno 2021

Alle origini del calcio

Come nasce il gioco più bello del mondo.
Ritratti
Marco Armocida
2 Maggio 2021

Junior Messias è uno spirito libero

Il brasiliano gioca un calcio in via d'estinzione.
Calcio
Carlo Garzotti
17 Febbraio 2021

Adriano, alla fine dell’impero

Un fenomeno vittima dei propri demoni.
Storie
Pablo Malevic
20 Gennaio 2021

Garrincha viveva per il dribbling

Abbasso la scienza, viva la fantasia!
Calcio
Simone Galeotti
14 Gennaio 2021

Palmeiras è sapore italiano

Palestra Italia è in finale di Copa Libertadores.
Calcio
Carlo Brigante
19 Dicembre 2020

La cabala del numero 7

Da Garrincha a Cristiano, passando per Best e Cantona.
Interviste
Annibale Gagliani
27 Novembre 2020

Fabio Cordella ai confini del mondo

Intervista a un Odisseo nel calcio, primo DS italiano in Brasile.
Tifo
Alberto Fabbri
19 Novembre 2020

I colori dividono le torcidas, Bolsonaro le unisce

Le tifoserie organizzate unite contro il presidente.
Calcio
Alberto Maresca
16 Novembre 2020

Mircea Lucescu e la libertà dagli schemi

Come la cultura rom ha plasmato l'allenatore.
Tennis
Diego Mariottini
22 Settembre 2020

Ronaldo, una storia semplice

44 anni di un uomo nato per giocare a pallone.
Calcio
Marco Armocida
16 Luglio 2020

Le tre partite più belle del calcio italiano

Fantozzi, Salvatores e Aldo, Giovanni e Giacomo: il calcio come essenza italiana.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
7 Luglio 2020

Bolsonaro condanna il Brasile e il suo calcio

La ripresa del campionato statale di Rio è solo l'ultimo folle provvedimento presidenziale.
Cultura
Giacomo Proia
1 Luglio 2020

Antonio Gramsci tra il football e lo scopone

L'originale rapporto tra il celebre intellettuale e lo sport.
Storie
Angelo Michele Arcidiacono
3 Aprile 2020

Pasolini, Bertolucci e un pallone

Come il calcio può rompere l'incantesimo del cinema.
Ritratti
Alberto Maresca
25 Marzo 2020

Felipe Melo, il mastino incompreso dal cuore d’oro

Controritratto del Comandante, rinato in Brasile e popolare come non mai.
Calcio
Diego Mariottini
2 Marzo 2020

Te lo do io Zico

La Leggenda di uno dei più forti numeri 10 della storia del calcio.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
27 Dicembre 2019

Roberto Firmino: l’attaccante invisibile

Celebrazione di Roberto Firmino, l'attaccante invisibile della squadra più forte al mondo.
Calcio
Alberto Maresca
17 Dicembre 2019

La retrocessione del Cruzeiro non è solo un dramma sportivo

Per la prima volta nella sua storia, A Raposa è finita nei bassifondi della classifica brasiliana.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
24 Novembre 2019

Gabigol ha scritto la storia

L'ex bidone dell'Inter ci ha ricordato qual è lo sport più bello del mondo.
Storie
Diego Mariottini
19 Novembre 2019

1000 volte Pelé

Cinquanta anni fa, 19 Novembre 1969, il calcio si ferma: Pelé mette a segno il gol numero 1000 in carriera.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
28 Agosto 2019

Neymar è diventato un pagliaccio

Ma è ancora in tempo per salvarsi.
Recensioni
Gianni Agostinelli
25 Luglio 2019

La partita

Piero Trellini ne “La partita”, suo ultimo libro dedicato a Italia vs Brasile del 1982, parte dal calcio per parlare di vita e di uomini.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
8 Luglio 2019

Il trionfo del Brasile nel segno di Tite

La vittoria del Brasile non è un caso.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
3 Luglio 2019

Come mangiarsi l’Asado

Semifinale senza storia. Brasile superiore, Argentina in crisi d'identità.
Altro
La Redazione
28 Giugno 2019

Lo spirito sportivo

Maestri, Episodio IX: George Orwell.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
27 Giugno 2019

Buttare un occhio sulla Copa America

La vera Copa inizia adesso.
Storie
Ugo D'Elia
25 Giugno 2019

Carmelo Bene, il calcio come fenomeno estetico

Carmelo Bene del calcio amava soprattutto l'estetica, intesa nel senso etimologico e greco del termine.
Papelitos
Alberto Maresca
24 Giugno 2019

Orgoglio Venezuela. Chi ha fame vince sempre

Il Venezuela ha passato il proprio girone in Copa America.
Altro
La Redazione
14 Giugno 2019

Il rigore più lungo del mondo

Maestri, Episodio VIII: Osvaldo Soriano.
Altro
La Redazione
7 Giugno 2019

La telecrazia

Maestri, Episodio VII: Eduardo Galeano.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
31 Maggio 2019

L’incognita Scaloni e i sogni dell’Argentina

Sui limiti e le speranze dell'Albiceleste, pronta alla Copa America 2019.
Altro
La Redazione
29 Maggio 2019

La gallina dalle uova d’oro

Maestri, Episodio VI: Massimo Fini.
Altro
La Redazione
24 Maggio 2019

I misteri del golf

Maestri, Episodio V: Dino Buzzati.
Altro
La Redazione
17 Maggio 2019

Il più bel gioco del mondo

Maestri, Episodio IV: Gianni Brera.
Altro
La Redazione
19 Aprile 2019

Un rituale espiatorio

Maestri, Episodio III: Marc Augé.
Altro
La Redazione
5 Aprile 2019

Il pallone come terapia

Maestri, Episodio I: Pier Paolo Pasolini.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
26 Ottobre 2018

Gremio corsaro, Boca da sogno

Cosa ci hanno detto le due semifinali di andata della Copa Libertadores.
Interviste
Mattia Di Lorenzo
7 Agosto 2018

Il miracolo di Gordon Banks, ep. I

Intervista al miglior portiere della storia d'Inghilterra, parte I.
Storie
Niccolò Maria de Vincenti
30 Maggio 2018

Corea e Giappone 2002

Pentacampeões.
Storie
Maurizio Fierro
22 Maggio 2018

Francia 98

Le Monde est à nous.
Storie
Maurizio Fierro
15 Maggio 2018

USA 94

Di rigori e lacrime.
Papelitos
Giuseppe Masciale
11 Maggio 2018

Lo spirito sportivo

Lo sport è come la guerra, ma senza l'esecuzione. Parola di George Orwell.
Storie
Maurizio Fierro
27 Marzo 2018

Messico 70

Mexico e nuvole.