Calcio
28 Marzo 2021

Viva il pragmatismo degli Azzurrini di Nicolato!

Lotta, sudore, sacrificio: ma per De La Fuente è l'anticalcio.

Fare di necessità virtù non è più una virtù. Almeno nel calcio. Il CT spagnolo Luis De La Fuente, al termine di Spagna-Italia U21, ha criticato la condotta di gara degli azzurrini di Nicolato affermando che “alcune situazioni non dovrebbero esistere su un campo da calcio”. Eccolo, il professor De La Fuente, venuto dalla splendida Spagna per insegnarci il mestiere del pallone.

 

 

Ora, a prescindere dalla condotta di gara a dir poco pietosa dell’arbitro Osmers, a incuriosire è lo sfogo dell’allenatore spagnolo, evidentemente abituato a un tipo di calcio che, tra triangolazioni stantie, controlli da urlo e passaggi a un metro di distanza, è ormai il marchio di fabbrica della scuola spagnola. Chiamateci pure reazionari, ma a questo tipo di calcio preferiamo di gran lunga quello che – sia chiaro, con i mezzi attuali! – opta per la lotta e quel sano pragmatismo che contraddistingue la scuola italiana. Perché non tutto è da buttare, e come direbbe qualcuno ci vuole equilibrio.

 

L’unica vera occasione da gol della partita di ieri, prima del finale convulso con due espulsioni azzurre (Scamacca e Rovella, entrambe assurde) e una spagnola (ancor più inventata, per Mingueza), è capitata sul piede destro dell’ottimo Frattesi su errore/orrore del centrocampo spagnolo, che si stava dilettando nella costruzione da dietro.

 

La palla ce l’hanno avuta sempre loro, o quasi sempre: ma con quali risultati? L’Italia è stata molto più pericolosa delle Furie Rosse.

 

Il primo tiro nello specchio azzurro è arrivato dopo 20′ nella ripresa, mentre l’unica grande occasione spagnola, nata da un assalto finale che, guarda caso, ha messo da parte ogni sorta di abbellimento estetico, è stata salvata da un doppio intervento da urlo di Carnesecchi, portierino dal futuro assicurato.

 

 

La Spagna ha eseguito in tutto 634 passaggi, l’Italia 394. Il possesso palla, che ve lo dico a fare, dice 58% Spagna e 42% Italia. Ma mai e poi mai la Spagna ha dato la sensazione di dominare il gioco, di assediare la porta azzurra. L’Italia si è difesa con ordine, con coraggio, con sacrificio: parole appartenenti al secolo scorso, pericolosissime. Ma il risultato finale dice comunque 0-0.

 

Il più cattivo dei suoi è senza dubbio Cucurella, non a caso un uomo del Getafe (Jurij Kodrun/Getty Images)

 

Per il CT spagnolo De La Fuente, però, questo non è calcio: “Se una squadra è autorizzata a fare quello che vuole in termini di contrasti e aggressioni, è ingiusto nei confronti di chi prova a giocare a calcio e usa esclusivamente le armi concesse dal regolamento – ha dichiarato in conferenza stampa. Così gli avversari rovinano il nostro lavoro in modo antisportivo”.

 

Eccolo De La Fuente, neo e non richiesto rappresentante del nuovo corso calcistico: o ti adegui a questo tipo di calcio, che è ormai diventato calcetto, o meriti di essere escluso. Noi possiamo anche consigliare a De La Fuente di andarsi a fare un tour in giro per le nostre categorie minori, ma probabilmente non servirebbe a nulla: si inventerebbe che quello non è calcio, ma Medioevo. Secondo il nostro luminare, la Spagna ha giocato secondo le armi concesse dal regolamento, l’Italia no.

 

 

Queste sono frasi inquietanti, ma che non ci stupiscono affatto. Chi ha spinto per l’omologazione del football, ormai tutto uguale in qualsiasi parte del pianeta – e se qualcuno resiste, è solo per una questione di ritardo temporale -, non può storcere il naso davanti a certe dichiarazioni. Cercando l’essenza del gioco, cercando il bel gioco, il gioco palla a terra, il calcio è diventato calcetto. E chi usa ancora le vecchie e care “armi del mestiere”, la spinta, il tackle, la sgomitata, sta semplicemente giocando un altro sport. Quale? Ce lo stiamo dimenticando anche noi. Intanto, però, viva gli Azzurrini di Nicolato.

 

 

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Giuseppe Pastore: l’Italia vive una crisi di attaccanti e attaccati (alla maglia)
Interviste
Gianluca Palamidessi
22 Settembre 2022

Giuseppe Pastore: l’Italia vive una crisi di attaccanti e attaccati (alla maglia)

Intervista sulla Nazionale ad uno dei più bravi e preparati giornalisti italiani.
Juric e l’elogio del calcio dinamico, non fisico
Papelitos
Gianluca Palamidessi
18 Settembre 2022

Juric e l’elogio del calcio dinamico, non fisico

La Serie A è indietro anni luce rispetto agli altri campionati.
Quanto è Vecchia questa Signora
Papelitos
Gianluca Palamidessi
15 Settembre 2022

Quanto è Vecchia questa Signora

Che fine ha fatto il genio di Max Allegri?

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Vogliamo ballare in Curva, non nelle discoteche
Papelitos
Matteo Paniccia
14 Giugno 2020

Vogliamo ballare in Curva, non nelle discoteche

L'ultimo DPCM si è dimenticato dei tifosi, ancora una volta.
La Serie A sta diventando una casa di riposo
Papelitos
Sebastiano Caputo
18 Agosto 2020

La Serie A sta diventando una casa di riposo

Da campionato più bello del mondo a resort di lusso.
Giacomo Bulgarelli, eterna bandiera
Ritratti
Alberto Fabbri
12 Febbraio 2021

Giacomo Bulgarelli, eterna bandiera

Di Bologna figlio, del Bologna sposo.
Fernando Redondo
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
23 Novembre 2018

Fernando Redondo

Storia di un principe.
Lasciateci il pallone
Podcast
La Redazione
13 Luglio 2021

Lasciateci il pallone

Due chiacchiere con Francesco Repice.