Carrello vuoto
Italia
18 Marzo

Il fallimento italiano non è colpa del “gioco”

Federico Brasile

66 articoli
Ma del ritardo (tecnico, fisico e caratteriale) del nostro calcio.

Con l’eliminazione della Lazio, tutte le squadre italiane hanno ufficialmente abbandonato l’Europa che conta: un bilancio mortifero, e pensare che dopo l’esito dei gironi nel Belpaese regnavano fiducia e ottimismo – decisamente malriposti. Partendo dall’Inter, prima della classe in Patria ma subito fuori in Europa, ciò che preoccupa non è tanto il risultato (zero squadre ai quarti di finali Champions), bensì il modo: le italiane sono infatti uscite mostrando un inquietante ritardo rispetto alle migliori formazioni – e non solo – del continente. Un ritardo che non è tattico bensì tecnico, fisico, caratteriale.

 

 

Qualcuno ha parlato dopo Real Madrid-Atalanta di Zidane che batte Gasperini, lo stesso Caressa ha tirato in ballo su Sky un “Real che ha giocato da Atalanta”, quasi lasciando sottintendere che i blancos abbiano vinto grazie al loro gioco speculare rispetto agli orobici. Certo, il tecnico francese ha studiato l’Atalanta e gli ha riservato il giusto rispetto e l’attenzione tattica che meritava, ma il confronto tra le due squadre va ben oltre i piani e gli stili di gioco. Ci ha detto invece molto di più.

 

Ci ha confermato innanzitutto che in Italia abbiamo una prospettiva schiacciata, distorta, che si lascia condizionare dai ritmi e dai risultati di un campionato in crisi.

 

La stessa retorica sulla Serie A competitiva dovrebbe essere riadattata: certo la competizione interna c’è, basta vedere la classifica, ma questa è pesantemente livellata verso il basso. In Italia d’altronde l’Inter per battere la Dea deve fare la migliore partita stagionale, in Europa basta un Madrid lontano dalla forma – e dalla formazione – migliore per portare letteralmente a scuola i ragazzi di Gasperini. Inquietante è allora la normalità e la sicurezza con cui il Real non ha concesso assolutamente nulla ai bergamaschi, nemmeno un tiro verso la porta per più di un’ora, comunque non dando mai ai nerazzurri la sensazione di poter incidere.

 

Con tutto il bene per l’ottimo De Roon… (Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)

 

 

Così poco cambia se si tratta della Lazio (che prova a giocarsela con il Bayern), della Juventus (buttata fuori da un Sergio Conceição che studia da Simeone), dell’Inter (che da squadra propositiva di inizio stagione chiude addirittura quarta il girone) o dell’Atalanta: perché ciò che è emerso è l’evidente e strutturale gap del calcio italiano rispetto a quello europeo.

 

 

Fisico, perché il Porto ha corso più della Juventus, il Bayern non ha fatto respirare la Lazio, il Real Madrid, con tutte le sue stelle, ha ridimensionato l’Atalanta anche dal punto di vista atletico (cosa che in Italia nessuno sembra in grado di fare). Tecnico, e qui non c’è nemmeno da discutere: nessuna squadra italiana è minimamente avvicinabile per qualità, velocità ed efficacia di palleggio o giocate alle migliori europee. Caratteriale, perché va bene la condizione atletica ma il 35enne ipertecnico Modric che al 70esimo compie un recupero profondo su Maehle è anche sintomo di mentalità e carattere.

 

Qui non c’entra nulla il calcio più o meno propositivo, c’entrano i ritmi, la qualità, la personalità. L’abitudine.

 

Di questo è fatto il pallone, e di questo è sprovvisto al momento il calcio italiano. Il nostro è oggi un campionato che sta diventando il resort paradiso europeo: una competizione in cui Ibrahimovic può tenere la media di un gol a partita, idem il peggior Ronaldo degli ultimi quindici anni, e in cui Lukaku è talmente immancabile da sembrare letteralmente onnipotente. Un torneo, ancora, nel quale la capolista può conquistarsi il primato della classifica e una sua solidità solo rinunciando alle competizioni europee.

 

 

Certo, Conte e i suoi non lo hanno mica fatto apposta, ma lo stesso giudizio sull’Inter 2020/2021 non dovrebbe essere condizionato da questo piccolo particolare? Negli altri campionati continentali è impensabile che la migliore squadra nazionale resti fuori dall’Europa, dei più e meno grandi. Cosa ne sarebbe stato oggi dei nerazzurri se avessero dovuto affrontare partite pesanti in un calendario mai così fitto? Avrebbero trovato ugualmente, senza la possibilità di preparare la partita per tutta la settimana, quell’intensità collettiva che oggi gli sta permettendo di allungare in classifica fra le celebrazioni di tutti i media?

 

Antonio Conte e Romelu Lukaku, due dei principali artefici dei successi – in patria – dell’Inter (Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

 

 

Troppo spesso allora parliamo del deficit italiano come di un ritardo di “gioco”, con le solite frasi fatte sul calcio italiano speculativo laddove invece in Europa si propone. La verità è che noi perdiamo (e pure male, anzi malissimo) in qualsiasi modo. Perdono le squadre più offensive e le più catenacciare, le più europee e le più italiane. Perdiamo perché non siamo al livello, a costo di ripeterci né atletico, né tecnico, né caratteriale/mentale. Ridurre il tutto ad una questione di stile di gioco è pura disonestà intellettuale, una battaglia ideologica che può essere una comoda scorciatoia per qualcuno ma non certo una soluzione al problema.

Con solo “le idee”, insomma, in Europa non si va lontano.

Ne parlavamo qualche giorno fa, l’importante è certo creare un’identità di squadra (qualunque essa sia) ma poi soprattutto tenere il passo atletico, tecnico e di personalità degli altri. E magari anche sviluppare l’abitudine a giocare certe partite, e in questo l’Europa League è una competizione fondamentale – nel nuovo millennio hanno vinto squadre turche (1), ucraine (1), olandesi (1), russe (2), portoghesi (2), inglesi (4), spagnole (10), mentre noi abbiamo raggiunto solo una finale, quella dell’anno scorso proprio dell’Inter.

 

 

Per concludere se oggi non siamo competitivi non è certo per colpa degli allenatori, ché anzi in questo fondamentale rappresentiamo da sempre un’eccellenza: il “gioco” non c’entra niente, c’entra invece il livello delle nostre squadre e di conseguenza il valore del nostro campionato, un torneo che ai tempi del coronafootball ha solo accentuato ritardi e contraddizioni. Semplicemente siamo più scarsi, più lenti, abbiamo meno personalità e talento degli altri.

 

 

Ecco perché la soluzione è a lungo termine, e deve affrontare problemi profondi e al momento strutturali: strutture, settori giovanili, cultura, economia, sostenibilità (ma anche più nell’immediato condizione atletica e tecnica delle squadre). Una strada per molti versi in salita e complessa, che non può certo essere semplificata con la retorica approssimativa del gioco e delle idee.

 

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Papelitos
Andrea Antonioli
5 Maggio 2022

Tradizione, mistica, religione

Así gana el Madrid.
Papelitos
Gianluca Palamidessi e Andrea Antonioli
27 Aprile 2022

Manchester City-Real è stata utopia

Tra orrori difensivi e talento smisurato dei singoli.
Calcio
Matteo Mancin
3 Aprile 2022

Maurizio Mosca, il colto giullare

Qual è il vero Maurizio Mosca?
Papelitos
La Redazione
31 Marzo 2022

La nuova Champions sarà una Superlega

Tanto valeva fare quella originale.
Italia
Raffaele Scarpellini
18 Marzo 2022

La tragica commedia del Parma di Manenti

La pagina più triste della storia dei Ducali.
Papelitos
Valerio Santori
7 Febbraio 2022

I want you, Serie A TIM!

Siete pronti a trasferirvi a Nuova York?
Papelitos
Valerio Santori
18 Gennaio 2022

Gli arbitri non contano più nulla

Dopo il VAR, ora addirittura le scuse dell'AIA.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Papelitos
Alessandro Imperiali
9 Gennaio 2022

Chissenefrega dei tifosi

Questo, in sostanza, è il messaggio congiunto di Lega calcio e governo.
Italia
Lorenzo Serafinelli
9 Gennaio 2022

È la Lazio a sceglierti

122 anni di gioia, sofferenza e senso d'appartenenza.
Italia
Marco Armocida
6 Gennaio 2022

La crisi della Juventus non può sorprendere

Analisi alla prima parte di stagione della Vecchia Signora.
Italia
Gianluca Palamidessi
4 Gennaio 2022

Il sarrismo non esiste, Sarri sì

Il tecnico toscano ha bisogno di più tempo e meno retorica.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Cultura
Niccolò Maria de Vincenti
9 Dicembre 2021

L’Inno della Champions

Storia della melica più celebre del Calcio.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
6 Dicembre 2021

L’Atalanta è pronta per vincere lo Scudetto

Come è cambiata quest'anno la Dea.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Novembre 2021

La normalità di Simone Inzaghi

L'allenatore dell'Inter non fa notizia, ed è un bene.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Novembre 2021

Sarri e Ancelotti parlano anche per noi

Troppe partite, troppo calcio. Ma noi tifosi siamo pronti a rinunciarci?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Novembre 2021

Serie A isola Felix (per gli stranieri)

Cosa ci dice la doppietta del classe 2003 giallorosso.
Papelitos
Lorenzo Santucci
9 Novembre 2021

DAZN fa rima con disperazione

Tolta la concurrency.
Papelitos
Federico Brasile
8 Novembre 2021

Un derby che viene dal futuro

Per intensità, ritmo, qualità. La partita dell'anno.
Papelitos
Federico Brasile
1 Novembre 2021

Il Milan (in Italia) sta un passo avanti

Almeno ad oggi, almeno in Serie A.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Ottobre 2021

Zero a zero è puro punk

Roma vs Napoli è stata la partita perfetta.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Tennis
Marco Armocida
19 Ottobre 2021

Radja Nainggolan, guerriero incompreso

Un giocatore irripetibile, come i suoi eccessi.
Italia
Edoardo Franzosi
3 Ottobre 2021

Il Pisa parla russo

Una squadra da capogiro con un progetto serissimo alle spalle.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Settembre 2021

Anche basta

Il terribile teatrino dei calciatori allenatori.
Italia
Antonio Torrisi
22 Settembre 2021

Joe Tacopina, il primo tifoso

Il giro d'Italia del Presidente d'America a tempo determinato.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
21 Settembre 2021

Impossibile nascondersi

Zitto zitto, il Napoli di Spalletti è in testa alla classifica.
Italia
Antonio Aloi
18 Settembre 2021

Allenatore padre padrone

Quanto incide sul risultato finale il lavoro di un tecnico.
Papelitos
Valerio Santori
15 Settembre 2021

Da Malmö a Malmö

Sta tornando la Juventus di Allegri?
Papelitos
Valerio Santori
11 Settembre 2021

Il lancio degli Inter Fan Token è stato imbarazzante

Il sonno dei tifosi produce mostri.
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Papelitos
Vittorio Ray
5 Settembre 2021

Lunga vita ai fantallenatori

Vitelloni, immobili, finto-impegnati. Meravigliosamente italiani.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
30 Agosto 2021

Ridateci la fascia di Davide Astori

La Lega insegna che anche la memoria ha una data di scadenza.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto 2021

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Italia
Luca Pulsoni
24 Agosto 2021

La Serie A non par(l)a più italiano

Su 20 squadre di A, 13 hanno il portiere titolare straniero.
Italia
Gabriele Fredianelli
20 Agosto 2021

Il sentimento infinito di Borja Valero e Francesco Flachi

Quando il calcio è qualcosa di simile all'amore.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Ritratti
Edoardo Franzosi
17 Agosto 2021

Smetto quando voglio

Da campione a clochard. Le mille vite di Maurizio Schillaci.
Italia
Raffaele Scarpellini
31 Luglio 2021

Lo Scudetto dimenticato a La Spezia

Sotto le bombe i Vigili del Fuoco diventavano Campioni d'Italia.
Ritratti
Marco Metelli
23 Luglio 2021

Julio Cruz, il giardiniere di San Siro

Il dodicesimo uomo nerazzurro.
Papelitos
Luca Pulsoni
19 Luglio 2021

Il boomerang del Decreto Crescita

Il capolavoro di Mancini rischia di essere un episodio isolato.
Podcast
La Redazione
13 Luglio 2021

Lasciateci il pallone

Due chiacchiere con Francesco Repice.
Ritratti
Marco Metelli
3 Luglio 2021

La leggenda di Osvaldo Bagnoli

Compie oggi 86 anni un mito della panchina.
Ritratti
Marco Metelli
5 Giugno 2021

Alberto Malesani, l’ultimo degli umani

Sorridere in faccia al fallimento.