Carrello vuoto
Rudy Galetti
28 Maggio 2020

Ugo Tognazzi e il Milan, il Diavolo per le palle

Rudy Galetti

6 articoli
Un amore mai nascosto per i colori rossoneri, iniziato con un battesimo singolare.

“Giulio, che è quella faccia? Che ttieni?” “Come che ttengo, al Milan!”.

Anni ’70: i rossoneri stanno regalando più dolori che gioie ai tifosi, il sentimento largamente diffuso verso una squadra che singhiozza ormai da troppo tempo è lo sconforto. Lo stesso dipinto sul volto di quel Giulio, il Basletti di “Romanzo Popolare”, una delle commedie più iconiche dell’epoca: un malinconico e bistrattato operaio, nato dalla fine penna degli sceneggiatori Age e Scarpelli, trascorre la settimana in fabbrica in attesa che arrivi la domenica, che giochi il suo Milan; incurante del fatto che la moglie Vincenzina – una giovanissima e affascinante Ornella Muti – gli preferisca, tra le lenzuola, un bel poliziotto pugliese, al secolo Michele Placido. Per il Basletti infatti il calcio è un’ossessione.

Ad interpretare, divinamente, il Caciavit, sfegatato tifoso tradito dalla moglie e dal suo Milan, un grande della commedia all’italiana: Ugo Tognazzi. Vecchia scuola di recitazione, artista poliedrico, un sommo filosofo moderno che ha lasciato ai posteri un’ardua sentenza illuminista:

“Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?”

Una scelta, quella di assegnare all’attore di Cremona i panni del Basletti, quanto mai azzeccata: lui, rossonero nella carne e nell’anima, ha saputo regalare “al Giulio” un realismo toccante, senza un briciolo di finzione. Tutte le ansie per quei colori non erano scritte sul copione, quel sentimento di sofferenza verso una fede calcistica avara di riconoscenze era già lì, ben presente nel cuore di Tognazzi.

Ugo Tognazzi Conte Mascetti
Ugo Tognazzi nei panni del Conte Mascetti, personaggio immortale della pellicola ‘Amici Miei’ del grandissimo Mario Monicelli. È l’emblema e la più alta rappresentazione della commedia all’italiana.

Si è sempre definito “un milanista dal battesimo”, più che dalla nascita: colpa, o merito, di uno zio guascone, che per le sue idee bizzarre avrebbe potuto trovare un posto d’onore in Amici Miei, tra il Conte Mascetti, il Professor Sassaroli e Rambaldo Melandri. Le radici cremonesi di Tognazzi, inevitabilmente, lo legavano ai colori grigiorossi della città ma lo zio, poco prima dell’immersione nella fonte battesimale, gli legò agli attributi un nastrino rossonero. Il sigillo dell’unione era stato apposto: come dire, il Diavolo incontra l’Acquasanta, con buona pace del celebrante.

Uniti in quel rito, Tognazzi ed il Milan si ameranno per tutta la vita: prima il trasferimento nel capoluogo meneghino per respirare l’aria di San Siro, poi le trasferte, mano nella mano con lo zio – che poi parente non era, ma un amico in affari del papà chiamato bonariamente così per compiacerlo. Il piccolo Ugo aveva già girato l’Italia in lungo e in largo, con ogni condizione metereologica, per seguire le gesta sportive dei rossoneri.

Per lui, gli eroi nel prato verde avevano il nome di grandi bomber come Mario Romani, Aldo Boffi, Pietro Arcari – un campione del Mondo 1934 con l’Italia di Vittorio Pozzo, che giocò anche tre stagioni nella “sua” Cremonese – ma quando, al campetto sotto casa, era tempo di indossare maglia e pantaloncini, l’Ugo ragazzino prediligeva mettersi in porta. Forse per guardare negli occhi quegli attaccanti tanto amati dalle tribune: e così nacque quel soprannome, “il Zamora di Porta Vittoria”, per i grandi riflessi, simili – con le dovute proporzioni – a quelli del fenomeno portiere spagnolo. I primi applausi della sua carriera arrivarono proprio in quel campo sterrato e Ugo non li dimenticò mai.

Tognazzi Zamora
In tuffo, proteso verso il Super Santos, lo Zamora di Porta Vittoria sventa la minaccia sulle spiagge dei nostri litorali.

Con l’adolescenza Tognazzi lasciò Milano e la porta, per passare prima a centrocampo, poi in fascia e, definitivamente, in tribuna. Sì perché se tra i pali aveva fatto vedere qualcosa di buono, come giocatore di movimento non c’era speranza.

“Ero una schiappa. Nessuno mi faceva giocare e a quel punto ho fondato una squadra, la Bonizzoni Calcio, così chiamata in onore di uno strepitoso terzino del Milan, Giuseppe Bonizzoni”.

La faccia tosta tanto amata dagli italiani del Tognazzi attore era già ben impressa sul volto di quel giovanotto: Ugo tornò a Milano per incontrare il giocatore, informarlo della squadra fondata a suo nome e chiedergli, senza troppi giri di parole, 11 mute da gioco, 11 paia di scarpe e 1 pallone. E ottenne tutto: la cosa fece così scalpore dalle parti di Cremona che attirò ottimi giocatori, desiderosi di indossare le maglie ufficiali del Milan. Ci furono così tante adesioni di talenti, che Tognazzi fu costretto ad autoescludersi dal suo stesso club. La strada da attore comico era già, inconsapevolmente, iniziata.

Ma anche durante l’intensa professione, Ugo non trascurò mai il suo amore per il Milan e per il calcio. All’epoca le compagnie teatrali, una volta abbassato il sipario, formavano squadre di calcio per sfidarsi tra loro. Dagli sketch ai tackle, dalle battute alle proteste, dai camerini agli spogliatoi il passo era breve: una rivalità talmente accesa che Tognazzi, insieme al suo compagno di palcoscenico Raimondo Vianello, scritturava ballerini bravi più sui tacchetti che sulle punte.

Da un lato il coreografo: “Ronde de jambe e tour en l’air? Sublime!”. Dal fondo della sala, le voci di Tognazzi e Vianello, all’unisono: “Dribbling?” “Come, scusi?” “Avanti il prossimo!” per la disperazione del regista. Si finiva per scritturare un corpo di ballo che non sapeva danzare, ma che in campo diventava una specie di nazionale. E gli scontri con le altre compagnie avevano la stessa carica di tensione dei derby tra Stella Rossa e Partizan.

Tognazzi e Vianello
Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Una delle coppie comiche più riusciti del teatro tricolore, mai abbastanza compianti.

Per portare a casa la vittoria, si utilizzava ogni mezzo possibile, lecito e illecito. Come accadde a Tognazzi alla vigilia della sfida contro la compagnia capitanata da un altro grande attore del passato: Renato Rascel. In quella occasione, il coreografo di Ugo disse al maestro: “Ho un amico che gioca da fenomeno, potremo chiamarlo per la partita. Ha giocato nel Monza”. “Se lo riconoscono dalle tribune succede un macello – rispose Tognazzi – ma vale la pena correre il rischio”.

Prima del fischio d’inizio, Rascel decise di andare in ispezione negli spogliatoi avversari e adocchiò subito il fuoriquota: “E tu chi sei?”, “Un orchestrale” esclamò l’ex giocatore brianzolo. Allora Rascel, che aveva mangiato la foglia, gli sparò una domanda a bruciapelo difficile anche per un fine conoscitore di spartiti musicali. L’oriundo ebbe la battuta pronta: “Io suono a orecchio”. Non era un attore, ma data la qualità nell’improvvisazione, avrebbe potuto diventarlo. E in campo, poi, diede spettacolo. Per la gioia di Tognazzi: che amava vincere, in campo, con la sua “nazionale teatranti”, e con il Milan, da spettatore, in tribuna.

Un tifoso immancabile a San Siro, Tognazzi fu sempre fedele ai colori rossoneri: solo la Cremonese, in serie A nella stagione 84-85, fece traballare una storia di passione e sentimento tra Ugo e il Milan. Ma fu una scappatella, durata il tempo di una stagione:

“Il Milan per me è stato prima la mamma, poi la fidanzata e poi la moglie. E la moglie si tradisce: il tradimento c’è stato, quando la Cremonese è arrivata in serie A. Mi dividevo tra moglie e amante con grande imbarazzo quando giocavano fra loro, come quando le due donne si incontrano ad una festa e tu non sai dove guardare. Poi la Cremonese è tornata in B e ho abbandonato quell’amore impossibile.”

Tornando dalla sposa, attempata ma di prestigio.

Tognazzi e Bertolucci
Ugo Tognazzi in compagnia di Bernardo Bertolucci. Il regista premio Oscar per ‘L’ultimo Imperatore’ lo diresse in ‘La tragedia di un uomo ridicolo’. In questa foto a Cannes, in occasione della consegna della Palma d’Oro come migliore attore a Tognazzi.

Ne aveva condiviso gioie e anche dolori, come nel 1980: il baratro della retrocessione a causa del Calcioscommesse, per il Milan, e una fase calante nella carriera di attore, per Ugo. Ma i grandi, si sa, non mollano mai: e così in poco meno di 12 mesi, insieme, come a braccetto verso l’altare, tornarono a respirare l’aria pura, quella della ribalta. L’anno dopo la discesa agli inferi per entrambi, mentre il Milan combatteva e ritrovava il palcoscenico della serie A, Tognazzi riceveva la Palma d’Oro come miglior attore al festival di Cannes per la sua parte, impeccabile, nel film “La tragedia di un uomo ridicolo” di Bernardo Bertolucci.

Lui che nella vita ridicolo non fu mai. O forse sì, durante quel battesimo con il nastrino rossonero allacciato alle palle: l’istante che lo legò per sempre al Milan. Gioie e dolori.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Papelitos
Gianluca Palamidessi
24 Maggio 2022

Evviva lo striscione dei calciatori del Milan!

Il calcio vive di sfottò, non di leccate social.
Italia
Annibale Gagliani
24 Maggio 2022

Perdere per vincere, come Pioli

Una storia che parte da lontano e sterza bruscamente.
Papelitos
Valerio Santori
18 Gennaio 2022

Gli arbitri non contano più nulla

Dopo il VAR, ora addirittura le scuse dell'AIA.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Papelitos
Federico Brasile
8 Novembre 2021

Un derby che viene dal futuro

Per intensità, ritmo, qualità. La partita dell'anno.
Italia
Pierfilippo Saviotti
7 Novembre 2021

Baùscia contro Casciavìt

Quando il derby aveva un sapore tipicamente meneghino.
Papelitos
Federico Brasile
1 Novembre 2021

Il Milan (in Italia) sta un passo avanti

Almeno ad oggi, almeno in Serie A.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Settembre 2021

Anche basta

Il terribile teatrino dei calciatori allenatori.
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Ritratti
Pierfilippo Saviotti
20 Maggio 2021

Nereo Rocco, il Paròn degli italiani

A lui il nostro calcio deve successi e identità.
Ritratti
Gianluigi Sottile
10 Aprile 2021

David Beckham, il professionista

La persona prima del personaggio.
Ritratti
Raffaele Cirillo
1 Aprile 2021

Arrigo Sacchi, l’eretico

Le rivoluzioni si fondano sempre su un amore divenuto ossessione.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
22 Febbraio 2021

Sulle spalle del gigante

Lukaku ha trascinato l'Inter in vetta al nostro calcio.
Ritratti
Marco Armocida
16 Gennaio 2021

Ecce Homo

Il cuore, le radici e le idee di Gennaro Gattuso.
Papelitos
Matteo Paniccia
13 Gennaio 2021

Agli ordini di Sanremo

Perché Sanremo è Sanremo.
Papelitos
Federico Brasile
29 Novembre 2020

Dove sono finiti quelli di Rangnick?

Il Milan comanda senza aver ceduto all'esterofilia.
Calcio
Diego Mariottini
23 Novembre 2020

The Ibrahimovic dilemma

Può Zlatan dominare a tal punto la Serie A?
Papelitos
Paolo Pollo
10 Novembre 2020

Marco Silvestri e la sottile arte della provocazione

Come il portiere del Verona ha fregato sua maestà Zlatan.
Ritratti
Diego Mariottini
31 Ottobre 2020

Van Basten l’impenetrabile

Compie oggi 56 anni un uomo che non si è mai concesso.
Calcio
Dario Bezzo
16 Ottobre 2020

Morto uno stadio se ne fa un altro

Il travaglio del nuovo San Siro.
Recensioni
Fabrizio Naldoni
14 Ottobre 2020

Il caso Pantani, l’omicidio di un campione

Per l'atleta straordinario e per l'uomo venuto dal mare.
Calcio
Antonio Aloi
7 Ottobre 2020

Il Milan senza pubblico è da Scudetto

Giovane, senza pressioni e solido: il Diavolo sta tornando?
Tennis
Guido Dell'Omo
23 Agosto 2020

Match Point, o dell’essenza della vita

Il tennis e l'esistenza secondo Woody Allen: un intreccio di Fortuna e Volontà.
Calcio
Rudy Galetti
5 Agosto 2020

L’eccezionale normalità di Jack Bonaventura

L'addio al Milan in un silenzio dal rumore assordante.
Calcio
Marco Armocida
16 Luglio 2020

Le tre partite più belle del calcio italiano

Fantozzi, Salvatores e Aldo, Giovanni e Giacomo: il calcio come essenza italiana.
Ritratti
Lorenzo Ottone
14 Giugno 2020

Alberto Sordi e la Roma, tra amore e conflitto

Esporre la propria fede, ma solo sul grande schermo.
Storie
Angelo Michele Arcidiacono
3 Aprile 2020

Pasolini, Bertolucci e un pallone

Come il calcio può rompere l'incantesimo del cinema.
Ritratti
Rudy Galetti
1 Aprile 2020

Alberto Zaccheroni, l’arte di essere se stessi

Compie oggi 67 anni un allenatore poco mediatico ma molto umano.
Ritratti
Jacopo Benefico
28 Marzo 2020

Enzo Jannacci, l’arcimilanista

La storia rossonera di un artista a tutto tondo, capace di rappresentare una milanesità ormai perduta.
Ritratti
Roberto Tortora
26 Marzo 2020

Gianluigi Lentini contro Eupalla

Le sliding doors di un potenziale crack del calcio italiano.
Ritratti
Rudy Galetti
25 Marzo 2020

Ruud Gullit era fuori dal coro

Un calciatore e ancor prima un uomo extra-ordinario.
Calcio
Lorenzo Solombrino
14 Marzo 2020

Ivan Gazidis e l’House Of Cards del calcio italiano

La storia di un manager machiavellico, tra luci (finanziarie) e ombre (sportive).
Ritratti
Alberto Fabbri
1 Marzo 2020

Giuseppe Meazza, il divo dai piedi d’oro

Alla scoperta di Peppìn, icona nerazzurra e monumento del calcio nazionale.
Storie
Sergio Taccone
12 Febbraio 2020

Il canto del cigno del grande Ajax

Supercoppa europea 1974, Ajax v Milan 6-0: l'ultima esibizione di una squadra rivoluzionaria.
Papelitos
Federico Brasile
10 Febbraio 2020

L’Inter può vincere lo scudetto? Pro e contro

Riflessioni dopo un derby extra ordinario.
Ritratti
Enrico Leo
30 Gennaio 2020

Dejan Savicevic, il Genio

Il Genio nato all'ombra dei Balcani che ha stregato l'Europa.
Storie
Massimiliano Vino
8 Gennaio 2020

Unione Sportiva Milanese, il cuore a scacchi di Milano

L'Unione Sportiva Milanese, terza squadra di milano, alle radici dell'Ambrosiana.
Calcio
Mattia Curmà
7 Gennaio 2020

Frank Rijkaard, l’olandese sparito

La parabola misteriosa dell'allenatore che ha rimesso Barcelona sulla mappa del calcio.
Calcio
Remo Gandolfi
12 Dicembre 2019

In ricordo di Pierino Prati

Il calciatore che ha segnato un'intera generazione.
Calcio
Enrico Leo
22 Novembre 2019

La crisi del Milan viene da lontano

Il momento negativo del Milan rispecchia l'incapacità gestionale della sua dirigenza.
Recensioni
Giacomo Cunial
20 Novembre 2019

Le Mans ’66 – La grande sfida

Il film di James Mangold è pura epica contemporanea.
Storie
Sergio Taccone
21 Ottobre 2019

Milan 1981, l’annus horribilis

Il racconto del campionato 1981/82, la stagione più infausta in centoventi anni di storia rossonera.
Storie
Sergio Taccone
6 Maggio 2019

Il Milan della Stella

Quarant’anni fa i rossoneri, guidati da Nils Liedholm, conquistarono il decimo scudetto, l’unico della storia milanista vinto con una rosa tutta italiana.
Papelitos
Federico Brasile
20 Marzo 2019

Noi stiamo con Rino Gattuso

Un allenatore e ancor prima un uomo che riavvicina al calcio.
Calcio
Luigi Fattore
23 Gennaio 2019

L’equivoco Higuain

Il deprezzamento del Pipita nella percezione calcistica collettiva segue quello sul piano economico. L'approdo al Chelsea come ultima spiaggia per tornare a sorridere.
Storie
Raffaele Cirillo
12 Dicembre 2018

La nuova era di Sacchi e Berlusconi, a spese di Liedholm

Tra Arrigo Sacchi e Nils Liedholm, due allenatori agli antipodi, Berlusconi non poteva avere dubbi.
Papelitos
Michelangelo Freda
27 Novembre 2018

Supercoppa Italiana, un’ipocrisia nazionale

Dai segni rossi sul viso alla finale di Supercoppa in Arabia Saudita la strada è breve.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
23 Novembre 2018

Fernando Redondo

Storia di un principe.
Ritratti
Marco Metelli
2 Novembre 2018

Antonio Cassano

Il ragazzo che non voleva crescere.