Papelitos
12 Settembre 2022

In morte di Sua Maestà il Calcio

Allo Juventus Stadium ieri sera si è consumato un delitto.

Il seguente annuncio è redatto dalla famiglia reale di Sua Maestà il Calcio. Ieri, alle ore 22.45, la regina delle nostre passioni si è spenta pacificamente nello Juventus Stadium di Torino. I funerali si svolgeranno ogni venerdì, sabato, domenica e lunedì per il resto dei vostri anni, con rito squisitamente laico, e il popolo tutto è chiamato a raccolta quantomeno per sborsare i trenta euro al mese di DAZN. Da questo momento in poi, ve lo assicuriamo, nulla sarà più come prima.

Erano anni che tentavano di distruggere una passione centenaria che allieta le vite di miliardi di persone, che le unisce negli stessi colori e nell’abbraccio collettivo di uno stadio, di una notte, di un coro intonato insieme con la sciarpa tesa fra le mani. Erano anni che tentavano di distruggere un gioco divenuto un po’ troppo seguito nel corso del tempo, un po’ troppo luminoso, e così strano: umile e insieme incantevole. Una perenne eccezione alla regola. Dove i favelados di Rio de Janeiro potevano ritrovarsi, magari un giorno, a fare il paso doble al Santiago Bernabeu. Dove gli imprenditori più ricchi del mondo venivano portati in trionfo, talvolta, perfino dai loro operai.

Dapprima provarono a distruggerlo con l’economia. A rimpinzarlo di soldi sperando che qualcuno, magari, si stufasse infine di tifare i viziatelli. Ma si resero conto, con loro grande sorpresa, che non attecchiva: contro ogni aspettativa e al di fuori di ogni logica Sua Maestà continuava semplicemente a splendere. Poi fu la volta del doping, degli scandali arbitrali, della caccia agli ultras. Della demonizzazione di qualsiasi forma di appartenenza e quindi anche della fede calcistica. Da noi i tempi delle curve infiltrate, altrove delle gabbie negli stadi. Le gabbie… Quasi si trattasse di curare una specie di morbo animale, una devianza ormai insostenibile per ogni forma progredita e razionale di civiltà.

Arrivarono così i divieti di tamburo, le poltroncine asettiche, la ridicola, imbarazzante, retorica del fair play. E poi le televisioni, il racconto frammentato, il porno a soppiantare l’epica, il campionato on demand. Le partite al lunedì per incentivare lo zapping, i mondiali a dicembre per incentivare le casse qatariote. La fine, in campo e fuori, di ogni concetto di bandiera e la morte di ogni forma di giornalismo sportivo.

Ma credeteci, fratelli, se vi diciamo che anche questi erano in fondo tutti tentativi destinati al fallimento. Credeteci quando vi giuriamo che in qualche modo il cuore di Sua Maestà avrebbe continuato lo stesso a battere, e con lui quello del suo popolo.

È successo però qualcosa di irrimediabile cinque anni fa, e solo oggi tutti inizieranno purtroppo a capirlo. La regina si ammalò gravemente, ma di una malattia subdola, silente e diabolica, una strana demenza capace di farsi scambiare per lucidità. Noi che conosciamo bene Sua Maestà e l’abbiamo servita per una vita intera, lo avevamo capito subito che non si trattava di un male come gli altri. Lo avevamo capito subito che quel morbo, che alcuni medici ci descrissero con l’acronimo “VAR”, sarebbe stato l’unico in grado di annientarla veramente.

Il suo funzionamento era oscuro, come quello di tutti i mali incurabili. Si direbbe si presentasse con la rigidità e la trasparenza di una miglioria tecnologica necessaria. In realtà prometteva di trasformare i boati dei tifosi in rancorosi mugugni, l’estasi sconvolgente del gol in una tensione da sala operatoria. Soppiantando infine addirittura Sua Maestà la Regina, luce dei nostri giorni e custode dei nostri cuori, con una sua riproduzione sbiadita. L’incontenibile amore dei suoi sudditi con un’inquietante e lucida follia.

I guardiani del football, con tutti i loro i difetti, però erano uomini. In carne ed ossa, non spirito tecnocratico che detta la propria (inconfutabile) legge ma spirito umano che in quanto mortale può cadere in errore. La figura dell’arbitro, che del gioco è parte fondamentale, è stata fatta a pezzi e sostituita da migliaia di pixel. L’uomo ha creduto di aver finalmente trovato il rimedio ad ogni ingiustizia: la VAR, divinità plotiniana, è stata accolta come Nuovo Re del Mondo.

Da quel momento in poi, cari sudditi, nulla è stato più come prima. Il regno di Sua Maestà si è fatto di colpo di cartapesta e senza che nessuno, badate bene, provasse a lanciare un solo urlo di dolore. E a chi solo oggi si risveglia dal torpore, scoprendo una strana malinconia albergare nel suo cuore, dobbiamo dire che purtroppo è già troppo tardi. Che siamo arrivati oramai all’epilogo, perché ieri sera, piegata dal suo male, la Regina Madre si è infine spenta per sempre. Di lei non resta che il ricordo, malinconico, di uno stadio ammutolito. E queste parole, pronunciate con un filo di voce a chi gli è stato vicino fino all’ultimo:

“Il mio segreto. il mio segreto. Il mio segreto.
Alla fine hanno scoperto il mio segreto più grande”
.

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Valerio Santori

35 articoli
Cosa significano i deliranti cambi di Inzaghi
Calcio
Valerio Santori
21 Settembre 2022

Cosa significano i deliranti cambi di Inzaghi

Responsabilizzare i giocatori è una prassi superata.
L’ultima follia dei nerd: vietare i colpi di testa
Papelitos
Valerio Santori
22 Agosto 2022

L’ultima follia dei nerd: vietare i colpi di testa

A forza di safety-first non usciremo più di casa.
Non potrebbe più esserci un Gianni Clerici
Papelitos
Valerio Santori
07 Giugno 2022

Non potrebbe più esserci un Gianni Clerici

In un'epoca come la nostra di piattume e pesantezza.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Il livello successivo di Davide Nicola
Interviste
Domenico Rocca
29 Marzo 2018

Il livello successivo di Davide Nicola

Intervista a Davide Nicola, tra calcio e filosofia.
Il VAR è una mancanza di rispetto
Calcio
Luigi Fattore
08 Settembre 2017

Il VAR è una mancanza di rispetto

Nata dall'insopprimibile urgenza di migliorare il gioco del calcio, la tecnologia Var rischia al contrario di minarne il fascino e ostacolare definitivamente la nascita di una cultura sportiva.
Se il VAR diventa kafkiano
Papelitos
Federico Brasile
04 Marzo 2019

Se il VAR diventa kafkiano

A fianco dei tifosi della Spal, in rivolta contro il mondo moderno (e l'assurdo).
L’essenza della tecnica
Calcio
Ermanno Durantini
07 Settembre 2017

L’essenza della tecnica

Il VAR è ormai entrato nella realtà del nostro calcio. Perché supportarlo, anziché detestarlo.
Il calcio non è danza classica
Papelitos
Valerio Santori
02 Novembre 2021

Il calcio non è danza classica

Bensì uno sport di contatto.