Le Note delle Piazze, ep. III: Ascoli e Caponetti.
Le Note delle Piazze è una rubrica (a cura di Filippo Colombo) che racconta le realtà del calcio italiano indagando le commistioni tra calcio, tifo, musica e identità locali
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Ascoli FC di Caponetti è un brano che insegna una lezione importante: che i tifosi di una squadra di calcio, di fronte a canzoni che raccontano appunto la storia di quella squadra, si avvalgono del beneficio di inventario, e non è che per forza le accettano come degli inni. Ci sono alcune condizioni che vanno rispettate.
Era il 2020, e per Carosello Records uscì il secondo singolo di un artista marchigiano di nome Caponetti. Un brano indie romantico, figlio dei tempi in cui fu composto e rilasciato. Inserito nell’universo del nuovo cantautorato melodico e orecchiabile, racconta il disagio esistenziale tipico di quel mondo: troppi caffè, non dormire mai abbastanza, la vita in un monolocale di provincia. Intervallato dalle strofe, si apre un ritornello, di quelli da cantare all’unisono con la torcia del telefono acceso:
Ma per una volta
Che c’è un prete in discoteca
E beve una vodka
E l’Ascoli in trasferta subito segna
Caponetti compose il pezzo a cavallo tra il 2018 e il 2019. Veniva da una famiglia di tifosi sfegatati dell’Ascoli, e le prime partite che andò a vedere allo stadio, da bambino, furono quelle al Cino e Lillo Del Duca, dove andava accompagnato dallo zio. Negli anni, crescendo e andando via di casa, la passione per la squadra andò scemando. Però, quando la sua ispirazione artistica virò in direzione dello spleen interiore della provincia, gli venne naturale parlare dell’Ascoli Calcio. Anche per rivendicare un senso di appartenenza a una città che abbandonò da giovane, ma dove sente di avere le proprie radici, anche e forse soprattutto grazie all’attaccamento emotivo con la squadra.
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