Tifo
28 Marzo 2026

Viaggio a Batna, tra calcio e rivoluzione

Il CAB non è solo un club, ma un simbolo dell'Algeria.

L’Aurès, nell’Algeria orientale, confina con la Tunisia. È una zona di foreste, montagne, palmeti e oasi del deserto, nonché un luogo ricco in agricoltura e risorse minerarie. La sua popolazione è principalmente composta da Berberi Sciauia e da una minoranza di Arabi.

Il centenario della colonizzazione francese dell’Algeria, nell’anno 1930, festeggia “le luci della civiltà, il progresso, il bensessere della colonia, figlia della Madre patria Francia”.

Eppure, gli algerini dell’ottocento non hanno chiesto all’impero francese di colonizzarne la terra per vivere da oppressi a casa loro: avevano il proprio Stato, la Reggenza di Algeri, con a capo il Dey; una lingua ufficiale (l’arabo); dei confini politici delimitati; avevano insomma un soggetto statale vero e proprio, con un sistema di valori e un’appartenenza alle civiltà arabo-islamica e ottomana. Qui, nel 1830, avviene l’invasione dell’Algeria da parte dell’esercito imperiale francese.

cab batna algeria
Nel murale Ali Nemer, uno dei giocatori più importanti della storia del club (anni ’40), nonché uno dei capi della rivoluzione Algerina nel Aures, morto in combattimento nel 1958. La scritta recita: “Testamento degli antenati”

Un secolo dopo, nel 1932, in un’Algeria colonizzata dalla Francia, un gruppo di militanti patrioti decide di fondare una squadra di calcio a Batna, nella regione dell’Aurès. Parliamo di una regione che, nel corso della storia, ha svolto un ruolo di primo piano in tutte le insurrezioni popolari contro le truppe di invasione e occupazione. È così fin dai tempi antichi con la rivolta di Tacfarinata, il quale condusse una guerriglia contro l’occupante romano per sette anni – w a cui Luigi Cantarelli, specialista italiano di studi romano-bizantini, ha dedicato un saggio chiamandolo l’Arminio nordafricano.

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