Tifo
01 Dicembre 2024

Ridateci le curve colorate!

No alle marionette vestite tutte di nero.

Quella di oggi, amici del tifo, è una riflessione che serbiamo nel cuore da qualche tempo, della quale peraltro siamo certi condividiate la questione di principio. Qualche giorno fa, in quella scintillante-sempre-più-fake lega che è la Premier League, a bordo campo del Tottenham Hotspur Stadium sono comparsi dei figuranti vestiti da ‘guardie’ di Squid Game, la celebre serie tv Netflix che ha pubblicato la seconda stagione pochi giorni fa. Una delle trovate del coronafootball (cit. Angelo Carotenuto), sempre più lontano dalla semplicità di chi ama il gioco, persino in un ambiente così popolare come lo stadio.

Ebbene, dopo un attimo di disgusto per aver assistito all’ennesima buffonata in quello che dovrebbe essere non un luogo da chips&cola ma di preghiera collettiva, la nostra riflessione si è fatta più limpida, e al contempo più inquieta. Quelle ‘guardie’, quelle comparse, quantomeno, poi si sono fatte da parte, a partita cominciata. Soprattutto, non tifano per la propria squadra. Ma cosa dire dei figuranti – così vanno chiamati – che animano sempre più curve in Italia, portando e imponendo dall’alto uno stile estetico che non appartiene affatto alla cultura del nostro Paese, riprendendo invece quella dell’Est Europa (i Balcani ma ancor più le tifoserie polacche)?

Milan, la Curva Sud sciopera e attacca la società: silenzio e striscioni,  poi abbandona gli spalti|Primapagina | Calciomercato.com
La Curva Sud Milano lo scorso maggio. Spicca, stoico, un ragazzo di bianco vestito sulla sinistra

Ci riferiamo, nel caso non l’aveste capito, a quell’orribile abitudine – ormai consolidata, purtroppo – di presentarsi allo stadio, in trasferta – dove l’effetto scenico è ancora più forte – e nel proprio settore in casa, vestiti tutti uguali (di nero). Un unico monolite, un blocco di loschi figuri che più che tifare sembrano “fare il tifo” per la propria squadra . . .

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