In Francia (da Lione a Strasburgo e Marsiglia) e non solo.
Per leggere tutti i precedenti articoli della rubrica, clicca qui.
Giovedì 12 febbraio Quentin Deranque, attivista identitario 23enne francese, veniva linciato a Lione da un gruppo di militanti antifascisti, morendo dopo due giorni di coma per le ferite ricevute. L’aggresione è avvenuta a latere di una protesta pacifica organizzata dal collettivo femminista-nazionalista ‘Nemesis’ per la conferenza di Rima Hassan, europarlamentare di ‘La France Insoumise’, (la sinistra francese) giudicata di “islamo-sinistra”.
Quentin, secondo quanto riferito, era lì a sostegno delle rappresentanti di ‘Nemesis’, ma la situazione è presto degenerata con i militanti dell’ultrasinistra. Quentin e un amico sono stati inseguiti e, una volta isolati, picchiati brutalmente da un gruppo di antifascisti. Scaraventato a testa e poi brutalmente colpito con ripetuti calci in testa, “vittima di una violenza inaudita” per citare le parole di Macron, Quentin si è rialzato, è stato soccorso dall’amico ma è svenuto poco dopo per l’emorragia celebrale entrando in coma.
La sua morte, quella di uno studente di matematica incensurato, appassionato di tennis e filosofia, ma anche cattolico tradizionalista e militante identitario, legato secondo ricostruzioni della stampa a movimenti neofascisti francesi e presente (secondo Mediapart) all’ultima discussa parata organizzata dal Comitato 9 Maggio, ha scosso la Francia, arrivando fino ai vertici della politica nazionale e oltrepassando addirittura i Pirenei. È divenuta anche oggetto di un botta e risposta tra la nostra premier Meloni e il presidente della Repubblica francese Macron, il quale ha lamentato un’ingerenza italiana nel commento del nostro governo.
Chiaramente l’omicidio di Quentin è arrivato anche sugli spalti, specchi delle società, e ha diviso il tifo – in Francia e non solo. Prima l’omaggio della curva lionese, città in cui era stato ucciso Quentin, tra le più identitari, nazionaliste e a tratti neofasciste di Francia. Un semplice e sobrio striscione, scritta in maiuscolo bianca su sfondo nero:
REPOSE EN PAIX QUENTIN.
Poi la rissa nella curva dello Strasburgo in occasione della partita contro il Lione (22 febbraio), causata proprio dalla commemorazione per Quentin da parte degli Strasbourg Offender (ci torneremo sotto), la contro-protesta del tifo marsigliese, sempre per la partita contro il Lione (1 marzo), in cui i South Winners hanno esposto in curva i nomi delle persone “uccise dall’estrema destra”, e infine uno striscione che ha fatto clamore in Belgio, ad opera degli Ultras Inferno, gruppo della tifoseria (storicamente antifascista) dello Standard Liegi . . .
Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano
di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei
trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che
vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.
L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di
visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare
i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti.
Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.