Papelitos
11 Novembre 2020

UEFA Nations League, l'inutilità delle Nazionali al quadrato

Era proprio necessaria la pausa delle Nazionali?

«Sono preoccupato», ha detto Fonseca. Così Mihajlovic, prima di Bologna-Napoli. Lo siamo anche noi, ma non solo per la possibile positività di alcuni giocatori al ritorno dalle trasferte intercontinentali. Lo siamo per la nostra salute mentale. La pausa delle nazionali è da tempo immemore il terrore degli appassionati di calcio, ma in tempo di coronavirus lo è diventato anche per gli addetti ai lavori.

 

Dare un nome accattivante a questa follia non solo la rende ancor più folle, ma equivale a prendersi gioco della nostra intelligenza. UEFA Nations League, patetico. Fondata nel 2018, la competizione più inutile della storia vanta ben 55 squadre. Il suo ideatore? Quel furbetto di Michel Platini, scomparso dai radar insieme a Blatter dopo averla combinata grossa per l’organizzazione dei Mondiali in Qatar.

 

L’UEFA Nations League nasce con l’idea di dare maggiore competitività e lustro alle amichevoli internazionali: le migliori squadre del torneo si aggiudicano infatti l’accesso ai play-off di qualificazione agli Europei e ai Mondiali che lo seguono in ordine di tempo. Immaginatevi il banchetto, ricco e succulento: più diritti tv per tutti, più soldi tra pubblicità, biglietti allo stadio, presentazioni in pompa magna e quella sigla prima della nominazione, UEFA, che rende il tutto più affascinante.

 

uefa nations league italia
Durante l’ultima sfida contro l’Olanda (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

 

Come non dubitare, tuttavia, in un momento così complicato per il calcio mondiale, della bontà di questa competizione – già inutile di per sé? Un’inutilità che si sta dunque trasformando in accanimento terapeutico. D’altra parte, già i duelli già tra le Nazionali in competizioni ufficiali, nel mondo iper-globalizzato e -fluido nel quale viviamo, stanno diventando una barzelletta – vedasi il caso del Qatar su tutti –, figuriamoci in competizioni ufficiose come questa.

 

Gli allenatori sono preoccupati, e con loro le ASL, che svolgono nel calcio del 2020 lo stesso ruolo che nel 2017 svolgeva il VAR – protagonista a sorpresa della stagione calcistica. Da ogni parte vengono sollevati dubbi sulla reale necessità di far giocare le nazionali allo stato attuale delle cose. E così, mentre le vipere mediatiche si sono scagliate sul povero Mancio, che si è beccato il covid e mica guardando i telegiornali!, il CT azzurro è costretto a far la conta sugli uomini a disposizione, tra divieti ASL e perplessità diffuse. Compresa la nostra, che della UEFA Nations League, soprattutto ora, proprio non sa che farsene.

 

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