Tra crisi e rinascita, nel filo biancorosso dell’identità.
Basta uno sguardo allo stemma dell’Athletic Club Ajaccien, più semplicemente AC Ajaccio, per capire molto di questo club: in alto a sinistra c’è la testa di moro, simbolo della Corsica mentre a destra, sempre nella parte alta, si può ammirare un orso, l’orsu in corso, ruggente, icona di coraggio ed elemento identificativo della squadra. Infine, nella porzione bassa dello stemma, la data di fondazione dell’Ajaccio, il 1910, è sormontata dalla corona di Napoleone Bonaparte, il corso più famoso della storia.
L’Ajaccio vuole trasmettere così l’identità isolana e l’orgoglio dell’Ile de Beauté, un’identità messa a dura prova dai guai economici che hanno rischiato di far sparire il club.
La scorsa estate quella che è una delle squadre più importanti dell’isola ha vissuto un momento molto complesso. L’Ajaccio si contende il primato assoluto con i rivali del Bastia. Bastia e Ajaccio sono le due anime della Corsica, da una parte c’è la roccaforte del rinato nazionalismo isolano mentre dall’altra c’è la capitale amministrativa, governata ancora oggi da un partito di centrodestra inserito, a livello nazionale, nella maggioranza del presidente francese Emmanuel Macron. Nonostante ciò, la tifoseria dei biancorossi è legatissima agli ambienti autonomisti e indipendentisti.
Il nome degli ultras dell’Ajaccio, infatti, è gli “Orsi ribelli” con il ribelli che sta a identificare proprio i militanti nazionalisti clandestini. Affinità politiche a parte, il derby corso è sempre molto sentito e, in più di un’occasione, le due tifoserie si sono scontrate per il predominio sportivo e quello degli spalti. Uno degli ultimi derby giocati, in Ligue 2, è stato disputato ad Ajaccio nel marzo del 2022 ed è terminato 1-0 per il Bastia. Ma mai come in quel caso, il risultato era del tutto secondario. Negli stessi giorni, infatti, l’isola era sconquassata dalle feroci proteste seguite alla morte di Yvan Colonna, ucciso nel carcere di Arles da un estremista islamico.
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