Carrello vuoto
Ritratti
11 Febbraio

Lo strano caso di Aritz Aduriz

Compie oggi 40 anni un simbolo del calcio basco.

Bilbao è il cuore di un’area metropolitana con più di un milione di abitanti. Situata nel territorio di Biscaglia, la città è circondata da un paesaggio fertile, con boschi, montagne, spiagge e coste scoscese che ne fanno un luogo unico al mondo. L’unicità del posto è qui accompagnata dalla storia calcistica. Bilbao ha la sua squadra, l’Athletic, intangibile gemma tradizionale nel panorama del calcio moderno, debole ormai sotto i colpi del proprio “progresso”: l’indole “indipendentista” dell’Athletic non permette infatti ad anima spagnola o straniera di vestirne la maglia biancorossa.

 

Solo giocatori autoctoni per il club, il cui nome tradisce comunque una venatura inglese. È tra i figli del proprio popolo che troviamo Aritz Aduriz, soprannominato “el zorro”, uno dei giocatori più forti e determinati dell’intera storia calcistica basca.

 

Con i suoi (ormai) 40 anni l’attaccante, dotato di uno spiccato senso del gol, una foga al servizio della concretezza che ben si sposa con un talento innato, per la prima stagione si ritrova a vedere i suoi compagni da fuori del campo dopo il ritiro. Un percorso al contrario, nel quale Aduriz ha dovuto lavorare duramente al fine di guadagnarsi un posto nel calcio che conta.

 

 

E pensare che il bomber dal cuore basco il calciatore non lo doveva nemmeno fare. A 9 anni si laurea infatti vice campione di Spagna nello sci di fondo, e i suoi genitori partono da San Sebastian per portarlo sulla neve dei Pirenei. Lui però, che da sempre pensa al mare e alla Playa de la Concha, il suo primo campo di calcio, è di un altro avviso.

 

aduriz
Con la maglia del Valencia (foto Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)

 

 

 


Gli inizi


 

Aritz Aduriz muove i suoi primi passi nell’Antiguoko, una delle tante squadre con cui l’Athletic stipula accordi di collaborazione nell’ambito della propria politica societaria, incentrata sulla ricerca di giovani talenti. Ed è proprio qui che il giovane prodigio inizia a rapportarsi con altrettanti futuri campioni: Xabi Alonso, Mikel Arteta e Andoni Iraola sono le sue stelle fisse, da cui apprendere gli aspetti fondamentali della realtà “footbalista” accademica.

 

 

Nel 1999 il basco approda all’Aurrera Vitoria, che gli concede l’opportunità di toccare con mano i campi della seconda divisione. Otto reti segnate a fronte delle venticinque presenze complessive, questo sarà il bottino a fine stagione: prestazioni sufficienti per suscitare l’interesse dell’Athletic Bilbao che, un anno dopo, decide di tesserarlo. Qui Aduriz inizia a brillare, tant’è che al termine del campionato l’attaccante viene eletto come miglior giocatore della stagione ed i Rojoblancos approdano in Primera Division.

 

 

Con l’arrivo di Jupp Heynckes sulla panchina del club nel 2002, però, qualcosa inizia a scricchiolare: gli vengono preferiti Azkorra e Arriaga e, proprio sul procinto di iniziare l’avventura nella massima serie del campionato spagnolo, l’attaccante viene ceduto al Burgos, società con sede in un piccolo paese della Castiglia e Leòn. Il frutto, insomma, non è ancora maturo. Il periodo trascorso nella squadra allenata da Carlos Terrazas è breve perché il Valladolid è sulle sue tracce già da parecchio tempo.

 

 

Con la squadra pucelana le partite ufficiali disputate sono 52, mentre i gol 22. Tra questi c’è anche la prima volta al San Mames, in un quarto di finale di coppa del re, disputato proprio contro la squadra della Biscaglia. In quella partita accade qualcosa; i dirigenti del Bilbao, spinti dal destino, decidono di riacquistarlo. Iniziano per Aduriz tre stagioni assai complicate: nonostante le 90 presenze complessive, il club, come nelle più travagliate storie d’amore, decide nuovamente di disfarsi di lui. Non è bastato il ritorno del figliol prodigo. Il perdono e la gloria hanno da rinviarsi.

Adin onari aquit1.
(Intraprendi (solo) ciò che è ragionevole.)

 


La crescita


 

El Zorro non demorde e riparte dalle Isole Baleari, sponda Mallorca. Qui ha il durissimo compito di non far rimpiangere uno dei giocatori più amati di sempre, Daniel Guiza, trasferitosi in Turchia dopo l’europeo austriaco-svizzero del 2008. Aduriz sembra non sentire il peso dell’eredità lasciatogli sulle spalle, lavora sodo e a testa bassa. Incarna l’animo basco in tutto e per tutto. I compagni lo ricordano come il primo ad arrivare agli allenamenti. La costanza, l’impegno ed il sudore fruttano: nelle due stagioni con la maglia rossonera l’attaccante si conferma capocannoniere riuscendo a guadagnarsi la fama di uno degli attaccanti spagnoli più amati della nazione. Il vero punto di svolta arriva però in Champions League.

 

Nell’estate del 2010 ci sono su di lui lo Stoke City e il Fenerbahce, ma l’amore per la terra natia spinge l’attaccante di San Sebastian a trasferirsi nel Valencia.

 

In appena nove minuti Aritz segna il suo primo gol con la maglia bianconera. Nonostante il buon approccio nelle competizioni europee, il suo talento è ancora incompreso: dopo un inizio scoppiettante e a suon di reti gonfiate, gli ultimi mesi dell’annata sono problematici, con l’allora commissario tecnico Unai Emery che decide troppo spesso di relegarlo in panchina. A fine stagione, nonostante tutto, l’attaccante basco si piazza al primo posto della classifica dei marcatori della squadra, a pari merito con Roberto Soldado. Aritz sa aspettare.

 

aduriz
Con la maglia che ha sempre amato, quella dell’Athletic (foto David Ramos/Getty Images)

 


L’esplosione


 

L’apice della carriera Aduriz lo raggiunge superata la soglia dei trentanni. Nel 2012 sulla pachina dell’Athletic Biblao siede El loco Marcelo Bielsa. Eccola la Provvidenza che torna protagonista della storia, è lei a volere che il bomber basco torni là dove tutto è iniziato. Inizia la consacrazione. La sua seconda tripletta con la maglia dei “leoni” è contro il Granada, la prima risaliva al precedente periodo trascorso con l’Athletic, ma è soltanto il punto di partenza: il 27 agosto 2014 Aduriz mette a segno una doppietta contro il Napoli nella fase preliminare di Champions League, che permette alla squadra basca di qualificarsi alla fase a gironi della coppa dalle grandi orecchie dopo sedici lunghissimi anni.

 

 

Al termine della stagione 2014-2015 gli viene consegnato il primo e vero riconoscimento, il Trofeo Zarra, per essersi consacrato con i suoi 18 gol quale miglior marcatore spagnolo della Liga. Dodici mesi più tardi, il 14 agosto 2015, nella partita d’andata della Supercoppa di Spagna mette a segno una tripletta contro il Barcellona, suggellando il risultato finale di 4-0. La sua prestazione, caratterizzata dall’originalità del ruolo di falso nueve al quale è abituato, gli permette di diventare il primo calciatore da dieci anni a quella parte a segnare una tripletta contro la squadra blaugrana. Il 17 agosto nella gara di ritorno al Camp Nou firma il gol del definitivo 1-1 che pone fine alle speranze dei marziani catalani: è il tripudio rojoblanco, e Aduriz ne è l’artefice.

 

 

Le prestazioni che riesce a sfornare in patria trovano un’importante eco anche in Europa. Il 3 novembre 2016 realizza cinque gol, tre su rigore, in una partita valida per la fase a gironi dell’Europa League vinta dall’Athletic Bilbao per 5-3 contro il Genk, aggiornando un po’ di record: quello delle 5 marcature nella competizione, appartenuto fino ad allora a Fabrizio Ravanelli, e quello del pokerissimo con la maglia dell’Athletic Bilbao.

 

A questi si aggiunge anche il titolo di giocatore più anziano a realizzare 5 gol in una partita europea, superando i 33 anni del russo Eduard Markarov.

 

Poi ancora tanti gol e altrettante conferme, in patria e in Europa. Infine il ritiro arrivato a suggellare una straordinaria carriera fatta di talento e, forse soprattutto, identità; perché la storia di Aduriz è stata anche quella dell’Athletic Bilbao, una storia di cultura e società, non solo di campo. Per il resto, dal calcio egli è riuscito a riprendersi tutto ciò che gli era stato tolto, riuscendo a vincere il silenzioso nemico dell’uomo: il tempo.

 


Note:

1. Memorias de Garibay, p. 634.

 

Copertina Rivista Contrasti


 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Italia
Diego Mariottini
17 Maggio 2022

La Coppa UEFA tutta italiana della Juventus

Il primo trofeo bianconero in Europa, l'unico 100% tricolore.
Papelitos
Andrea Antonioli
5 Maggio 2022

Tradizione, mistica, religione

Así gana el Madrid.
Papelitos
Gianluca Palamidessi e Andrea Antonioli
27 Aprile 2022

Manchester City-Real è stata utopia

Tra orrori difensivi e talento smisurato dei singoli.
Ritratti
Marco Metelli
26 Aprile 2022

Wales, Golf, Madrid. In that order

Perché Gareth Bale è una leggenda.
Tifo
Gianluca Palamidessi
15 Aprile 2022

Il tifo infiamma Europa e Conference League

Lo ribadiamo nuovamente: in Europa si tifa solo di giovedì.
Papelitos
La Redazione
31 Marzo 2022

La nuova Champions sarà una Superlega

Tanto valeva fare quella originale.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Cultura
Niccolò Maria de Vincenti
9 Dicembre 2021

L’Inno della Champions

Storia della melica più celebre del Calcio.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
3 Novembre 2021

L’Europa tifa solo il giovedì

Se lo spettacolo non è in campo ma sugli spalti.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Papelitos
Valerio Santori
15 Settembre 2021

Da Malmö a Malmö

Sta tornando la Juventus di Allegri?
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Ritratti
Gianluigi Sottile
14 Luglio 2021

Luis Enrique, leader e gentiluomo

L'allenatore che non accetta compromessi.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
7 Luglio 2021

Occhi lucidi

Il cuore dell'Italia non muore mai.
Estero
Paolo Cammarano
6 Luglio 2021

La Spagna che non tifa Spagna

La Roja non unisce tutto il Paese.
Papelitos
Marco Armocida
1 Luglio 2021

La Spagna gioca al ritmo di Sergio Busquets

Un giocatore insostituibile.
Estero
Paolo Cammarano
9 Giugno 2021

La guerra (delle radio) più assurda di sempre

Un potere che in Spagna superava quello dei club.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
27 Maggio 2021

Le finali non si giocano, si vincono

Il Villarreal è campione d'Europa.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
25 Maggio 2021

Lasciare a casa Sergio Ramos non è una scelta di campo

Un leader tanto decisivo da risultare scomodo.
Estero
Gianluca Losito
23 Maggio 2021

L’Atletico Madrid non muore mai

Gli uomini di Simeone hanno vinto l'undicesimo titolo.
Ritratti
Marco Armocida
5 Maggio 2021

Toni Kroos, il principe

Elegante, intelligente, colonna del Real Madrid.
Papelitos
Federico Brasile
16 Aprile 2021

Italianissima Roma

L'arte dell'adattamento e della difesa.
Papelitos
Guglielmo Russo Walti
14 Aprile 2021

Le follie dell’imperatore

Le spese del City e l'obbligo di vincere la Champions.
Estero
Gianluca Palamidessi
13 Aprile 2021

La difesa è il miglior attacco

Il Chelsea di Tuchel lo dimostra.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
28 Marzo 2021

Viva il pragmatismo degli Azzurrini di Nicolato!

Lotta, sudore, sacrificio: ma per De La Fuente è l'anticalcio.
Italia
Federico Brasile
18 Marzo 2021

Il fallimento italiano non è colpa del “gioco”

Ma del ritardo (tecnico, fisico e caratteriale) del nostro calcio.
Papelitos
Marco Armocida
13 Marzo 2021

È troppo facile prendersela con Cristiano Ronaldo

Da leggenda vivente a fardello il passo è in un click.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
10 Marzo 2021

L’identità non è un’opzione

Cosa ci ha detto l'eliminazione della Juventus.
Storie
Gianpaolo Mascaro
23 Dicembre 2020

(Piccola) Patria basca

Orgoglio e radici dell'Euskal Selekzioa.
Storie
Simone Galeotti
21 Novembre 2020

L’Aston Villa è un pilastro del calcio inglese

Compie oggi 146 anni una squadra simbolo d'Inghilterra.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
3 Novembre 2020

Il circo del Payaso

Compie 41 anni uno degli argentini più amati.
Calcio
Gianluigi Sottile
27 Ottobre 2020

All or nothing: la strategia di Amazon nel calcio

Lo sport come nuova frontiera da conquistare.
Papelitos
Federico Brasile
21 Ottobre 2020

Una Superlega made in JP Morgan

Sembra tutto pronto per la stretta degli oligarchi.
Calcio
Andrea Antonioli
24 Agosto 2020

Il Bayern Monaco non è un top club qualsiasi

Affrontare la modernità con la forza della tradizione.
Tennis
Lorenzo Ottone
23 Agosto 2020

Il calcio post-Covid è più finto della Playstation

Quanto è triste alzare una coppa in uno stadio vuoto?
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
16 Agosto 2020

In un calcio sballato, il solito Pep

Tutto cambia in questa Champions, tranne la sfortuna di Guardiola.
Tennis
Gianluca Palamidessi
15 Agosto 2020

È questo il calcio che volete?

Se quello di ieri è football, meglio votarsi al tennis.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
13 Agosto 2020

L’Italia che dorme aggrappata al sogno dell’Atalanta

Siamo stati costretti a credere in un miracolo.
Papelitos
Alberto Fabbri
7 Agosto 2020

Champions League 19/20: prove tecniche di Superlega

E se l'élite europea se ne andasse davvero per conto suo?
Ritratti
Andrea Catalano
18 Luglio 2020

Giacinto Facchetti, capitano mio capitano

Il 18 Luglio del '42 nasceva una leggenda dell'Inter e colonna della Nazionale.
Calcio
Alberto Maresca
12 Giugno 2020

Tifare Sevilla tra sangue e sangria

I Biris Norte tra Federico García Lorca e Francisco Franco.
Storie
Rudy Galetti
22 Aprile 2020

Il miracolo di Brian Clough

La straordinaria epopea del Nottingham Forest.
Storie
Remo Gandolfi
17 Aprile 2020

Marcelo Bielsa e Bilbao si sono tanto amati

Dalla stima alla rottura, un amore argentino nei Paesi Baschi.
Calcio
Gianluigi Sottile
10 Aprile 2020

Le radici di Sadio Mané

Conservare Dio e la propria cultura. Ignorare i media. Vincere.
Tifo
Mattia Curmà
30 Marzo 2020

Cosa significa essere del Betis

Tifare blanquiverde è da sempre un'esperienza totalizzante.