Le sfide che vedono fronteggiarsi le nazionali di Francia e Germania non possono essere archiviate come normali partite di calcio. Quel che rende speciali tali incontri riguarda infatti la storia delle due nazioni, da sempre protagoniste di un rapporto particolare, scandito da guerra e pace, accordi e trattative, antagonismo e cooperazione. Dopo essersi fatte guerra per ben tre volte nell’arco di settantanni, dalla guerra franco-prussiana nel 1870 alle due guerre mondiali, Francia e Germania hanno intrapreso a partire dal secondo dopoguerra un percorso di riavvicinamento e collaborazione sia dal punto vista della società civile che a livello politico. Architrave dell’edificio comunitario, il legame tra Francia e Germania è stato fondamentale per la promozione dei principali appuntamenti dell’integrazione europea: dalla CECA alla CEE, dal “serpente monetario” allo SME, fino ad arrivare al Trattato di Maastricht e all’adozione dell’Euro. Sebbene oggi abbia perduto la sua influenza all’interno di un’Unione Europea allargata, questo asse privilegiato resta comunque di vitale importanza per i destini europei. Le “couple franco-allemand” ha oltrepassato i suoi cinquantanni di vita ed è profondamente radicato nelle società francese e tedesca. Malgrado il cammino percorso dopo la seconda guerra mondiale e l’amicizia che si è instaurata tra i due Paesi, i vecchi risentimenti tra le due “nemiche ereditarie” possono risorgere anche a causa di episodi non propriamente politici o di eventi storici. Lo dimostra ad esempio quanto successo l’8 luglio 1982, in occasione della semifinale dei mondiali di calcio, organizzati dalla Spagna. Disputata allo stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia e terminata con la vittoria della squadra tedesca per 5-4 ai calci di rigore (resi necessari dopo il pareggio 3-3 alla fine dei tempi supplementari), questa sfida è stata ribattezzata “Battaglia di Siviglia”.

Platini fermato dai tedeschi

Platini fermato duramente dai tedeschi

L’intenso agonismo in campo, il susseguirsi di ribaltamenti di fronte, gli innumerevoli colpi di scena e la qualità tecnica mostrata rendono unanimemente questa partita un classico della storia del calcio; la FIFA l’ha inclusa fra i Classic Football Matches. Oltre 70mila spettatori assistono al confronto-scontro tra due scuole calcistiche opposte: quella tedesca, basata sulla concretezza e sulla fisicità, e quella francese, basata sulla tecnica e sul bel gioco. Fra gli eventi rimasti impressi nell’immaginario collettivo, spiccano il grave infortunio del giocatore transalpino Patrick Battiston su fallo non sanzionato del portiere Harald Schumacher e la rimonta nei tempi supplementari della Germania, in svantaggio di 3-1 al 99′ minuto ed in parità 3-3 dieci minuti dopo. Michel Platini, all’epoca capitano della nazionale francese, ha definito questo incontro “la partita più bella della sua intera carriera calcistica”. La Germania inizia la gara schiacciando una timida Francia e colpendo una traversa su calcio di punizione di Littbarski. Il punteggio si sblocca al 17′, quando lo stesso Littbarski, approfittando di una corta respinta del portiere francese Ettori, manda la palla in rete. Passano dieci minuti ed è Platini a pareggiare su calcio di rigore. Il secondo tempo vede il netto predominio territoriale della Francia, che con i suoi fraseggi eleganti mette in seria difficoltà i tedeschi. L’equilibrio però non viene spezzato e si procede così con i tempi supplementari.

Al 92′ la Francia passa in vantaggio con Trésor ed al 98′ arriva il tris di Giresse. L’allenatore tedesco Derwall gioca la carta della disperazione, facendo entrare il claudicante Rummenigge, che poco dopo accorcia le distanze. Il secondo tempo supplementare vede la Germania Ovest attaccare a testa bassa fino al clamoroso pareggio, firmato grazie ad una splendida rovesciata di Klaus Fischer. Per decidere la finalista si rende necessaria la lotteria dei calci di rigore. Dopo due rigori tirati perfettamente da Kaltz e Breitner, la Francia passa in vantaggio quando Ettori para il rigore troppo centrale di Stielike; l’errore di Six ristabilisce però la parità. Alla fine dei tiri regolamentari, dopo i gol di Rumenigge e Platini, il risultato è di 4-4, quindi si prosegue ad oltranza; Schumacher para il tiro di Bossis, mentre Hrubesch non fallisce il punto del 5-4, consentendo ai tedeschi di guadagnare l’accesso alla finalissima (che poi avrebbero perso contro l’Italia).

Quella gara, oltre che per il gioco, è ricordata ancora oggi per lo scontro tra il portiere tedesco Schumacher e il difensore francese Battiston, avvenuto nel secondo tempo nell’area di rigore tedesca. Battiston, servito a centrocampo da un magnifico lancio di Platini, si diresse verso l’area avversaria e dal limite fece un pallonetto che andò fuori di poco. Schumacher, uscito male, anziché andare sul pallone si scagliò contro il francese nel tentativo di ostacolarlo. Nello scontro, Battiston rimase a terra per circa un minuto, privo di sensi e completamente immobile. Successivamente riprese conoscenza e venne quindi portato fuori in barella. Schumacher, invece, non riportò infortuni e, rialzatosi, fu fatto oggetto di fischi mentre palleggiava e faceva stretching durante i soccorsi a Battiston. L’arbitro Corver non concesse il calcio di rigore, considerando involontario quell’incidente e facendo riprendere quindi il gioco con una semplice rimessa da fondo campo. Battiston restò qualche giorno in coma, e quando venne dimesso dall’ospedale, con due denti rotti, fu costretto a portare il collare. Seguito in diretta da milioni di spettatori, questo episodio è stato vissuto come una delle più grandi ingiustizie subite dalla nazionale transalpina riaccendendo la fiamma dell’antagonismo franco-tedesco. Numerosi francesi giurarono che non avrebbero mai più messo piede oltre Reno e la stampa francese fu estremamente dura nei confronti di Schumacher. L’Équipe scrisse “Tony Schumacher, Beruf Unmensch” (Tony Schumacher, mostro professionale). Le Figaro lanciò un sondaggio in cui indicare il tedesco più odiato di tutti i tempi e Schumacher riuscì a battere persino Adolf Hitler. Intervistato a distanza di anni, l’ex portiere tedesco si mostrava dispiaciuto per le conseguenze subite da Battiston ma difendeva comunque la sua posizione.

“Stava correndo verso la mia porta e poco fuori l’area di rigore tocca la palla in corsa e la fa ballonzolare in avanti. Io non ero già più lì, ero addosso a lui, lo avevo abbattuto con un colpo d’anca quando era troppo tardi per prendere il pallone e ancora troppo presto per pentirsi. La palla era fuori e quella era la prima cosa che davvero mi importava. La cosa che conta nel calcio è spaventare l’avversario, intimidirlo. L’attaccante deve pensare che il portiere è un drago volante, che io sono un drago volante, agile come un diavolo. L’area di rigore è mia. La porta è un tempio sacro. Non poteva essere Battiston il primo a cui fare un’eccezione; gli andai dritto addosso perché in quel momento mi interessava soltanto difendere la mia porta”.

Nei giorni successivi alla battaglia di Siviglia il giornale Paris-Match si lanciò in paragoni con le precedenti battaglie franco-tedesche: “Tout est guerre. Et 1914. Et 1940. Et 1982 où, pour la troisième fois en un siècle, la France rencontrait l’Allemagne dans un match et le champ de bataille de Séville”. Di fronte a tali rigurgiti dell’odio franco-tedesco, il presidente francese François Mitterrand ed il cancelliere tedesco Helmut Schmidt furono costretti a pubblicare un comunicato congiunto volto a rasserenare gli animi. La partita giocata l’8 luglio 1982, ribattezzata Battaglia di Siviglia ha ispirato numerose canzoni, opere teatrali e film. Dopo la famosa notte di Siviglia, Francia e Germania hanno avuto modo di fronteggiarsi più volte nei tornei ufficiali. Ai mondiali di Messico ’86 furono ancora i tedeschi ad avere la meglio, superando per 2 a 0 la Francia campione d’Europa in carica ed accedendo così alla finale (poi persa contro l’Argentina guidata da Maradona). Recentemente altra sfida mondiale nei quarti di finale in Brasile con la Germania vittoriosa per 1 a 0 e lanciata verso il trionfo finale. L’ultima battaglia si è disputata la scorsa estate agli europei, ma stavolta i francesi padroni di casa hanno eliminato i tedeschi grazie ad una doppietta di Griezmann. Con gli occhi rivolti ad un passato fatto di grandi scontri, siamo sicuri di una cosa soltanto: Francia – Germania non sarà mai solo una partita di calcio, tantomeno una sfida come le altre.