Papelitos
27 Agosto 2026

La resa della Serie A al fantacalcio

Le pagelle live su Dazn certificano una morte annunciata.

A febbraio 2026, la Lega di Serie A ha deciso di investire 18 milioni di euro per comprare il 51% di Quadronica SRL, società che detiene i diritti del fantacalcio in Italia, prima nella forma di “fantagazzetta” e poi in quella di “fantacalcio.it” – essendosi opposta la Gazzetta dello Sport alla registrazione del marchio fantagazzetta da parte di Quadronica, che ha quindo dovuto ripiegare, appunto, su fantacalcio. L’acquisizione da parte della Lega Serie A, comunque, è stata una grande vittoria per la società, perchè Quadronica è riuscita a monetizzare – e anche bene – un gioco che non ha nemmeno ideato, ma soltanto curato nella transizione digitale (nel 2012 erano ancora in tanti a giocare con carta e penna).

La Serie A invece, ormai alla canna del gas, travolta dal disinteresse generale e, come tante volte abbiamo scritto su queste colonne, tenuta in piedi solo dal fantacalcio e dalle scommesse, si è ritrovata tra le mani un prodotto che proverà a commercializzare in tutti i modi possibili.

Un gioco, tuttavia, che è nato e morira per essere fruito tra amici. “Il fantallenatore” non ha bisogno di un “patentino”: quale persona sana di mente si ritroverebbe a Milano il 29 agosto per partecipare al «primo corso ufficiale per diventare fantallenatori professionisti»? La partnership con Sisal (società di scommesse, va sottolineato) per l’evento che nel programma prevede corsi come «L’arte dello schieramento della formazione, a cura di CarmySpecial», o peggio «Fenomenologia delle sorprese stagionali con Ludovico Rossini e Carmine Cassandra» non è altro che il punto di non ritorno di un gioco che per anni parte è stato parte della nostra identità popolare.



Sul ponte della Serie A sventola bandiera bianca


Durante il match tra Torino e Milan della prima giornata di campionato, a un certo punto, sugli schermi di DAZN sono apparsi i “voti del fantacalcio live”. Sinceramente, non ne siamo sorpresi: è la resa plastica di un sistema incapace ormai di catturare l’attenzione (e, magari, gli ascolti) dei telespettatori se non ricorrendo a simile trovate, e che tramite il concessionario dei diritti DAZN inserisce il fantacalcio direttamente nelle partite – a proposito, siete pronti dalla 3a giornata per il programma di approfondimento “Fantacalcio night“?.

In fondo, dopo l’acquisizione, che la Serie A iniziasse a “spingere” il suo nuovo prodotto era una cosa preventivabile; anzi, scontata. Eppure, solo con le “pagelle live” in tanti sembrano essersi resi conto della tristezza del tutto.

Da tempo attorno a questo gioco ha iniziato a svilupparsi un sottobosco patetico di pseudo “content creator” capaci di vendere a peso d’oro consigli (sì, avete letto bene) per l’asta del fantacalcio, Content creator (mica giornalisti o match analyst) che sono poi approdati, con tanto di collaborazioni ufficiali, nel mondo della Serie A – un po’ come la Fifa che per i mondiali puntava sui tik-toker. Personaggi giunti addirittura a pontificare sulla Nazionale, come a ridosso della delicata (poi catastrofica) sfida contro la Bosnia in cui era un influencer, tramite l’account ufficiale della Lega Serie A, a spiegare come fermare Dzeko e compagni.

Ma c’è anche altro. Sì perché questa “trovata” non fa altro che dimostrare l’arretratezza e soprattutto l’inadeguatezza dei vertici del calcio italiano: nel 2026, laddove tutto è a misura di smartphone, chi ha bisogno di controllare il voto del proprio calciatore sulla televisione? E soprattutto, perché invece di investire tempo e risorse in un restyling grafico (bellissimo) come quello organizzato dalla Lega di Serie B, apprezzato in tutto il mondo, si è pensato al fantacalcio? D’altronde le grafiche pre-partita – così come il ridicolo spot per la lotta alla pirateria, che fa venire voglia di votarsi al pezzotto anche al più tremebondo contribuente – sono state realizzate con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.


Comunque, l’acquisto di Quadronica dimostra l’intento di voler monetizzare un gioco popolare (e questo dovrebbe già far riflettere) che mai come gli ultimi anni ha raggiunto dei numeri pazzeschi, tanto da tenere in piedi l’intero e logoro baraccone. Il fantacalcio d’altronde è stato a lungo un “complemento” al campionato di Serie A, mentre ora sembra diventata la sua stessa fruzione: l’unico motivo, tolto il tifo, per seguire il nostro campionato e sentirsene coinvolti. Secondo gli ultimi dati infatti, il gioco ha coinvolto nella passata stagione circa 6 milioni di persone; un numero spaventoso che, si è pensato, potesse trainare l’ecosistema calcistico italiano.

Eppure, lo ripetiamo, è solo un colpo di coda di un dinosauro stanco e debole. Un’improvvisazione per tirare a campare. E così, durante un Milan-Inter, oggi invece delle statistiche su tiri, possesso palla ecc.. possono apparire i voti dei nostri beniamini al fantacalcio; dopodomani, le quote per fare una bella scommessa (piccolo inciso e appello: Giorgetti, siamo con te, non mollare). Le scommesse dicevamo, magari con il 2% dei proventi in tasca a De Laurentis e soci. Così, almeno per un’altra manciata d’anni, si potrà andare avanti e rimpinguare un po’ le casse.

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