Una battaglia decisiva, uno stadio disumano.
Oggi alle ore 16 si gioca Padova v Vicenza. È un derby, e i derby sono sempre caldi. Questa volta però il calore che s’accompagna naturalmente alla contesa sarà come localizzato al di fuori della stessa, per le ragioni di una piazza, quella padovana, che chiede di essere ascoltata. E che per farlo ha scelto la via del nascondimento, quantomeno per le partite casalinghe, in quell’Euganeo che definire Stadio è un affronto alla lingua italiana, ma soprattutto alle esigenze del pubblico e dei tifosi.
Nel comunicato del 2 ottobre scorso gli Ultras padovani, affiancati da Appartenenza Biancoscudata, contro società e amministrazione comunale, avevano ribadito la loro decisione di non entrare allo stadio, persino al derby, soprattutto al derby: “Sabato 5 ottobre alle ore 10, tutto il popolo Biancoscudato è chiamato a raccolta per sostenere i ragazzi nell’ultimo allenamento all’Appiani prima del derby! Ritrovo in Via Carducci. Avanti Padovani!”. Si perché, nel frattempo, in molti – Padovani stessi – avevano mostrato le proprie perplessità in merito alla scelta della tifoseria organizzata biancorossa di disertare l’Euganeo.
Per completezza d’analisi, riportiamo alcune parti del duro, ma coerente a nostro avviso, comunicato degli Ultras padovani uscito lo scorso giugno . . .
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