Ma nessuno ha il coraggio di dirlo.
La notizia non è più la penalizzazione. Non lo è nemmeno l’ennesimo rinvio, o il deferimento. In Serie C, ormai, la notizia è quando qualcosa funziona. Triestina, Rimini, Foggia. Tre nomi, tre sintomi, un solo paziente cronicamente malato: il sistema calcio italiano. Altro che episodi isolati: siamo di fronte a un tracollo strutturale, reiterato, documentato. L’ennesimo disastro, che segue di pochi mesi quello dei playout di Serie B slittati per il caos Brescia.
Uno scenario da Paese dilettante. Ma l’Italia dilettante non è, nonostante qualcuno continui a gestirla come tale.
Dovremmo essere abituati, e invece no. Ogni estate porta con sé la stessa farsa: squadre iscritte che non hanno i requisiti minimi per affrontare una stagione, controlli ridicoli, documenti taroccati, fideiussioni ballerine. Poi le penalizzazioni, gli stipendi non pagati, i calciatori che minacciano la messa in mora, i ricorsi, i rinvii, e le dichiarazioni ipocrite che promettono riforme da settembre. Sempre da settembre. Da sette anni a questa parte.
Nel frattempo i club si sbriciolano. La Triestina ha ricevuto un nuovo deferimento per il mancato rispetto della scadenza federale di luglio 2025, e il campionato è iniziato con sette punti di penalizzazione – bisogna vedere se non ne arriveranno altri. Un’estate burrascosa con il ritiro della squadra rinviato giorno dopo giorno, lasciando presagire il peggio. Non se la passa meglio il Rimini, intrappolato nel medesimo gorgo economico-finanziario seppur scongiurando il rischio di penalizzazione ad inizio campionato.
Il Foggia, invece, ha iniziato con un -3 per il mancato rispetto della scadenza di aprile: al club rossonero è stata riconosciuta l’attenuante dell’intervento dell’Antimafia, legato alla nota inchiesta della scorsa primavera. Al tempo stesso lo staff tecnico di Delio Rossi, durante il ritiro, ha dovuto comprare il ghiaccio per gli allenamenti in una pescheria. Questo per far capire lo stato della società, che ha giocato la prima partita di campionato con un kit non ufficiale e nomi arrabattati con il nastro adesivo . . .
Immagine copertina © Andrea Staccioli /Insidefoto
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