Carrello vuoto
Recensioni
2 Marzo

Hool non è solo letteratura sportiva

Vite ribelli tra pub, palestre e cimiteri.

Tralasciando I Furiosi di Nanni Balestrini ed il filone Headhunters di John King trainato da quello straordinario cult-book che è Fedeli alla Tribù, la banalmente etichettata narrativa “da stadio” con dicitura “romanzo” in copertina ha sempre fatto fatica ad emergere nel piatto bacino degli adepti, figurarsi negli impervi fiumi letterari che contano. Decine e decine di biografie non hanno mai saputo strabordare strutture episodiche abbozzate ed una “certa” stucchevole smania da supereroi. Niente di lontanamente approfondito o ispirato.

 

 

Per questo elementare motivo, constatare la validità di un romanzo inerente il mondo del tifo estremo suscita interesse e gioia. Almeno negli avidi lettori frequentatori abituali di curve. È il caso di Hool di Philipp Winkler, pubblicato in Italia dalla casa editrice romana 66thand2nd.

 

 

Insieme a Kai, Ulf e Jojo, Heiko fa parte dell’ala giovane di una frangia degli hooligans dell’Hannover 96. A dirigere la falange è lo zio, Axel, il fratello maggiore del padre. Se alcune parole richiamano inequivocabilmente certe rappresentazioni ormai marchiate a fuoco nell’immaginario collettivo, è bene chiarirlo subito: lo stadio e le curve, nel suddetto romanzo, c’entrano solo in parte.

 

“Doveva succedere in fretta da morire per forza, perché se è vero che eravamo dentro un bosco, eravamo anche in mezzo alla città. Una camionetta della polizia poteva saltare fuori dai cespugli in ogni momento”.

 

Il microcosmo tratteggiato da questo giovane autore tedesco, artisticamente modellatosi tra letture targate Alan Moore e Breece D’J Pancake, è quello di una specifica parte di hooligans popolanti città e periferie nord-est europee. Scontri organizzati nei boschi, 15 contro 15. Niente armi, solo paradenti. Basterebbe questa piccola introduzione a suscitare in veri addict, poser o semplici appassionati del genere una curiosità smaniosa, per non citare spedizioni punitive ad hooligans avversari, bicchierate su crani di naziskin, biker spacciatori di droga, ma sarebbe tutto ingiusto, pura e mera perfidia da sinossi spicciola.

 

 

La vera forza di questo romanzo, come di ogni opera che vale, non si può riassumere. È scavata di bisturi nella psicologia schiacciante dei personaggi, ribelli affamati di azione. Winkler ci fornisce quello che è sempre mancato alla maggior parte dei riferimenti in materia: la profondità. Una profondità che si trascina inevitabilmente dietro una blanda forma d’interclassismo socio-parentale, tassello capace di spostare non pochi equilibri, considerando ciò che molto conta nella formazione di un essere umano: la famiglia.

 

Proprio per le strade di Hannover ha fatto le prove il movimento HoGeSa (Hooligans Gegen Salifisten – Hooligans contro i salafiti). Foto Alexander Koerner/Getty Images

 

 

È bene sottolineare, come esposto nel Dalla Lambretta allo Skateboard di Roberto Pedretti e Itala Vivan, e nel La Sindrome di Andy Capp di Valerio Marchi, due tra i tanti saggi interrogatisi sul mondo delle controculture, che lo stadio, così come la pista da ballo, rientra in quei luoghi capaci di unire in gruppi organizzati i giovani, abbattendone le differenze di classe tipiche delle sottoculture del dopoguerra.

 

 

A tal proprosito, una delle figure più centrali del romanzo è sicuramente Kai, il migliore amico del protagonista, studente universitario con in testa progetti vagheggianti tirocini all’estero, esempio lampante di come l’hooliganismo e le sue derivazioni attecchiscano in chiunque covi dentro un ideale di ribellione, sacro, puro, non per forza sobillato da particolari disagi tanto cari ai sociologi, che anche esistono. Ne sa qualcosa, Heiko. Lui e Kai sono cresciuti insieme, ma la vita del protagonista è indirizzata su altri binari: “segato” due volte alla maturità, una madre andata via di casa e mai più tornata, un padre alcolizzato, un lavoro più che precario, un appartamento condiviso con un trafficante di animali da combattimento.

 

 

Ad unirli è qualcosa che travalica lo status sociale, qualcosa che si annida nel non detto, nella quotidianità, nel sapersi fianco a fianco quando si sfonda in avanti. Probabile prossimo leader della falange, tra i suoi amici Heiko è quello che più crede negli scontri, vero e proprio motore pulsante in un corpo cementificato da anni e anni di dure realtà, l’unico scatenante in lui surrogati di ambizioni necessari alla sopravvivenza. Effetto e non causa di un’esistenza ai margini di un sottoproletariato urbano, dove la fratellanza, miscelata alla territorialità, trasforma giornate grigie in danze frenetiche pullulanti vita verace.

 

Un ideale ingingantito, fatto più che proprio, poiché teso a compensare tre dei quattro pilastri esistenziali: famiglia, lavoro e amore.

 

Già, amore. I ricordi dei due anni con Yvonne pulsano ancora sotto pelle come ferite aperte. E come spesso accade, mancanze profonde possono trascendere, colmandosi in uno splendido e solido appiglio: l’amicizia, il quarto pilastro esistenziale. Tema più che centrale, “forse” incosciamente ereditato da un ormai peso massimo della letteratura tedesca: Clemens Meyer. Come in Eravamo dei Grandissimi, romanzo dai toni marcatamente più epici di Hool, l’amicizia è la vera arma, la spada con cui si affronta a muso duro il disagio.

 

 

Nel caso di Heiko, quello che condivide con i suoi fratelli è un cameratismo fondato su pratiche estreme, forte come una roccia ma al contempo fragile che, alla stregua di patti di sangue simbolicamente inscindibili, rischia di sgretolarsi se la sacralità di certi riti viene a mancare. E cosa succederebbe in quel caso? Forse gli rimarrebbe solo sua sorella. Manuela, unico personaggio “positivamente” caratterizzato, inequivocabile e canonico esempio di come anche tra le crepe di sdruciti massi possa nascere un fiore, ci prova a rimediare agli errori di genitori indifferenti, ma il risultato è solo un quadro rappezzato col fil di ferro, che si lacera ad ogni minimo movimento.

 

L’autore del libro Philippe Winkler, classe 1986.

 

 

A differenza sua, Heiko sembra accontentarsi della vita che ha, sforzandosi, almeno negli intenti, di plasmare gli eventi sotto il suo naso in continue occasioni per emanciparsi dallo zio, Axel, ingombrante padre putativo. Il risultato è una giostra pericolosa e continua che volteggia tra due cieli: osare e obbedire. Una bilancia esistenziale che appesantisce la mente. La voglia di spingersi oltre, la frustrazione pulsante e il desiderio celato di essere amato si fondono in Heiko, troncando pensieri e parole, soprattutto, parole, quelle che servono quando l’ultimo sorso di birra fallisce il colpo, lasciando in bocca niente altro che un sapore amaro di polistirolo bruciato.

 

 

La Bassa Sassonia aleggia nella mente del lettore come una nebbia brodosa che attorciglia tutto: pub, palestre, cimiteri. Difficile davvero staccarsi dalle pagine, ognuna intrisa di una prosa gergale, scarna, ma vivida, che evoca situazioni e immagini in modo chiaro, quasi suggestivo, rigettando categoricamente qualsiasi forma di moralismo:

 

“Ci schieriamo di fronte a loro. Il rombo profondo che srotola sull’asfalto il nome della nostra città diventa un grido. Centinaia di pareti di cemento rigettano indietro l’eco. I nomi delle città si mescolano nell’aria.

 

Ondeggio avanti e indietro sulle suole: punte, talloni, punte. Guardo la nuca rasata di mio zio, poi passo in rassegna la schiera avversaria. I volti sopra quei corpi che, ai miei occhi, sembrano essersi fusi in un solo organismo. Un mostro con trenta teste”.

 

 

Terminato, non stupisce sapere come questo libro sia stato finalista al Deutscher Buchpreis, il più importante premio letterario tedesco. Philipp Winkler ha appiattito il protagonista in maniera troppo negativa, forse. Avrebbe potuto giostrare certe reazioni con maggiori sfumature. Un paio di sequenze sembrano spruzzate lì, così, soltanto per suscitare clamore.

 

 

Tuttavia, nel complesso, ha regalato una piccola perla, e non solo agli amanti del genere; qualcosa che emozionerà, in positivo o in negativo, variegati lettori, un romanzo che va a piazzarsi proprio lì, a metà strada tra l’Inghilterra di King e l’Italia di Balestrini, pennellando nel panorama letterario ribelle, la faccia nord-est europea di uno dei fenomeni sociologici più controversi e affascinanti di tutti i tempi.

 

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tifo
Michelangelo Freda
19 Maggio 2022

Si può essere ultras a Lipsia?

Un tifo in provetta, o meglio in lattina.
Tifo
Alberto Fabbri
13 Maggio 2022

Le sottoculture contro la società moderna

Intervista a Mauro Bonvicini, esperto ed interprete delle sottoculture giovanili.
Cultura
Sergio Taccone
26 Aprile 2022

L’autunno, l’Argentina, la guerra

Osvaldo Soriano racconta i sogni, il calcio e il conflitto.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
27 Marzo 2022

L’anima nera degli ultras ucraini

Dalle curve al fronte, tra guerra e ultranazionalismo.
Tifo
Alessandro Imperiali
1 Marzo 2022

Stefano Furlan vive

La morte di un tifoso, la morte senza giustizia di un ragazzo.
Tifo
Jacopo Benefico
9 Febbraio 2022

Sparta contro Slavia, storia di un odio

I due volti inconciliabili della Praga calcistica.
Tifo
Alessandro Imperiali
15 Dicembre 2021

Andy Capp tra denuncia sociale e post-modernità

Icona Ultras, il fumetto ha radici storiche e politiche ben definite.
Tifo
Alberto Fabbri e Domenico Rocca
26 Novembre 2021

Curve pericolose: quando le gradinate minacciano il potere

Intervista-recensione a Giuseppe Ranieri, penna militante sulla strada e sui gradoni.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
3 Novembre 2021

L’Europa tifa solo il giovedì

Se lo spettacolo non è in campo ma sugli spalti.
Cultura
Edoardo Franzosi
2 Luglio 2021

Lo sport secondo Ernest Hemingway

Il 2 luglio del '61 moriva suicida un'icona del Novecento.
Tifo
Domenico Rocca
4 Giugno 2021

Nel nome di Antonio De Falchi

04/06/1989: il buio a San Siro.
Tifo
Alberto Fabbri
6 Maggio 2021

La presa di Old Trafford: un’opportunità per il tifo italiano

La rivoluzione deve essere innanzitutto culturale.
Tifo
Alessandro Imperiali
8 Gennaio 2021

I tifosi del West Ham United tra storia e mitologia

Congratulations, you have just met the Inter City Firm.
Editoriali
Vito Alberto Amendolara
25 Dicembre 2020

Elogio degli stadi pieni

Il regalo che tutti vorremmo: tornare sulle gradinate.
Tifo
Emanuele Meschini
17 Dicembre 2020

Genoa-Siena: tra farsa e realtà

Una tragedia inscenata sul palcoscenico dello Stadio Ferraris.
Tifo
Jacopo Benefico
19 Novembre 2020

Marsiglia vs Nizza, il derby del mare

Storia di due città che si odiano da sempre.
Tifo
Alessandro Imperiali
11 Novembre 2020

Gabriele Sandri, storia di un omicidio

Tredici anni fa veniva ucciso un cittadino italiano.
Interviste
La Redazione
6 Novembre 2020

Pierluigi Spagnolo, una voce fuori dal coro

Intervista all' autore de' I ribelli degli Stadi e Contro il calcio moderno.
Storie
Domenico Rocca
25 Settembre 2020

San Siro a mano armata

La parabola criminale di Gilberto Cavallini, dai Boys SAN ai Nuclei Armati Rivoluzionari.
Calcio
Giuseppe Cappiello
20 Settembre 2020

Il calcio a Bari è un Ideale

Il pallone dal basso che non si arrende al business.
Tifo
Domenico Rocca
15 Settembre 2020

Supertifo, il peso del tempo

Parabola della prima storica rivista dedicata al tifo organizzato.
Tifo
Alberto Fabbri
18 Agosto 2020

In curva non sventola bandiera bianca

Malgrado il periodo più buio di sempre, i tifosi non si arrendono.
Calcio
Alberto Maresca
12 Giugno 2020

Tifare Sevilla tra sangue e sangria

I Biris Norte tra Federico García Lorca e Francisco Franco.
Tifo
Michelangelo Freda
30 Maggio 2020

Il Bastia come orgoglio della Corsica

Una squadra che, insieme ai suoi tifosi, si identifica totalmente con il proprio territorio.
Recensioni
Alberto Fabbri
22 Maggio 2020

I Furiosi

Nanni Balestrini ha composto il primo ed inimitabile poema sugli ultras italiani.
Tifo
Jacopo Benefico
21 Maggio 2020

Perché Florentino Perez obbliga degli attori a tifare il Real?

La scomparsa degli Ultras Sur e i nuovi pupazzi del Bernabéu.
Papelitos
Lorenzo Ottone
14 Maggio 2020

Non ci ribelliamo perché non andiamo (più) in Curva

Il lockdown, in realtà, non ci è pesato affatto.
Tifo
Michelangelo Freda
6 Maggio 2020

L’altro volto del Paris Saint-Germain

La storia che non conoscete dietro al PSG.
Calcio
Lorenzo Ottone
4 Maggio 2020

Support your local team!

Un viaggio nell'utopia dei nuovi ultras del calcio amatoriale britannico.
Recensioni
Gianluca Losito
26 Aprile 2020

Sunderland ‘Til I Die

La docu-serie sul Sunderland mette a nudo i demoni del calcio.
Tifo
Riccardo Santilli
19 Aprile 2020

Good music, good drugs, goodbye hooligans!

Non fu solo la Thatcher ad allontanare i tifosi più caldi dagli stadi.
Recensioni
Giuseppe Di Matteo
18 Aprile 2020

Gaetano Scirea, gentiluomo

La biografia di Darwin Pastorin ci consegna l'uomo Scirea oltre la leggenda.
Interviste
La Redazione
17 Aprile 2020

Ragazzi di stadio

Intervista a Daniele Segre, il regista che ha raccontato la nascita dei gruppi ultras italiani.
Tifo
Domenico Rocca
14 Aprile 2020

Reggina v Messina, nemmeno il ponte potrebbe unirle

Il destino ed il tempo scandiscono la storia del derby dello stretto.
Recensioni
Luigi Fattore
11 Aprile 2020

Garincia, una storia diversa

Jvan Sica immagina il soggiorno romano di Garrincha, tra alcol, partitelle e perdizione.
Cultura
Domenico Rocca
8 Aprile 2020

La sciarpa, il tamburo e la siringa

Negli anni '70 l'eroina ha cancellato una generazione, dalle piazze e dagli stadi.
Recensioni
Annibale Gagliani
2 Aprile 2020

Giovanissimi di Forgione è un inno alla vita

Nel nuovo romanzo dello scrittore partenopeo il calcio e Napoli giocano un ruolo fondamentale.
Tifo
Matteo Paniccia
28 Marzo 2020

Ultras vuol dire Comunità

Tantissime sono le curve che, da Nord a Sud, si sono attivate durante l'emergenza.
Tifo
Alberto Fabbri
14 Febbraio 2020

Quando gli ultras scendono in piazza

Nel 2011 il tifo organizzato del Cairo è stato garante e difensore delle rivolte popolari.
Tifo
Domenico Rocca
2 Febbraio 2020

Le ombre del caso Speziale

Ricorre oggi l'anniversario di una tragedia dai tratti oscuri.
Papelitos
Domenico Rocca
21 Gennaio 2020

Il tifoso non è una cavia da laboratorio

Che cosa sono gli esperimenti sociali?
Tifo
Alberto Fabbri
20 Dicembre 2019

A Natale regala un DASPO

Alle diffide sotto l'albero preferiamo il carbone della Befana.
Interviste
Alberto Fabbri
4 Novembre 2019

Contucci, l’avvocato del diavolo

Voce all'avvocato Lorenzo Contucci, sindacalista dei tifosi.
Editoriali
Andrea Antonioli
30 Settembre 2019

Distruggiamo il giornalismo sportivo

Sempre meglio che agonizzare di superficialità.
Interviste
Domenico Rocca
26 Settembre 2019

Sulla strada puoi morire ma non invecchi mai

Oscar degli Statuto ha analizzato con noi la condizione odierna delle sottoculture giovanili: dai mods ai casual, passando per gli ultras, qual è stato il passato e quale sarà il futuro.
Interviste
Michelangelo Freda
25 Settembre 2019

Tobias Jones – God save the Ultras

Intervista allo scrittore e giornalista inglese Tobias Jones, esperto di sottoculture italiane e del fenomeno ultras nel nostro Paese.
Tifo
Alberto Fabbri
6 Agosto 2019

No allo stadio teatro!

Diffidate da chi rinnega il valore emotivo degli spalti.
Recensioni
Gianni Agostinelli
25 Luglio 2019

La partita

Piero Trellini ne “La partita”, suo ultimo libro dedicato a Italia vs Brasile del 1982, parte dal calcio per parlare di vita e di uomini.
Altro
La Redazione
5 Luglio 2019

Lo sport

Maestri, Episodio X: Ennio Flaiano.
Papelitos
Matteo Paniccia
27 Giugno 2019

Porgere la mano al tifoso. Ma accade in Francia

Il biglietto, in trasferta, avrà un prezzo unico, per tutte le partite di Ligue 1 e Ligue 2.