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26 Marzo

Malatella l’impavido

Perché noi stiamo con Malatella, lo steward che più provinciale non si può.

Febbraio, 2019. In quel di Torre del Greco si disputa la 22° giornata del campionato di Serie D girone I, tra Turris e Bari calcio. Una partita molto sentita soprattutto dal pubblico di casa, che non affrontava il Bari nello stadio Amerigo Liguori dal 1975 – i corallini piegarono gli ospiti 3-2 -, pronto dunque a sostenere con tutto l’entusiasmo possibile la propria squadra, nella speranza di ottenere punti preziosi contro un’autentica corazzata per la categoria, il Bari della famiglia De Laurentis. Una partita ancor più sentita perché si affrontavano la prima (Bari) e la seconda (Turris), con la società pugliese che viaggiava a più nove sui padroni di casa.

 

L’esito è stato un piccolo trionfo del calcio provinciale, con il goal di Riccio che ha trascinato la Turris ad una vittoria fondamentale contro la temibile armata barese, facendo esplodere i tifosi presenti in un boato di gioia incontenibile. Ed è proprio in quei momenti che Sergio Esposito, detto Malatella, steward e tifoso della Turris, si è lasciato andare ad un’esultanza colorita, goliardica, a favore delle telecamere di Dazn. In pochi minuti il tutto è diventato virale: migliaia di persone hanno iniziato a inviarsi quei secondi di “gloria”, ridendo e scherzando per una gioia scomposta, volgare e provinciale, ma del tutto innocua, in cui Malatella si lasciava andare (usando un eufemismo), insultando i tifosi baresi.

 

Anche il tirare in causa le forze dell’ordine fa parte di un sano provincialismo (la parola Stato in grassetto è effettivamente un tocco di classe)

 

Ma quel video dagli addetti ai lavori è stato giudicato offensivo, scandaloso, tanto da far intervenire gli investigatori della sezione Uigos del Commissariato di Torre del Greco, che dopo averlo attentamente valutato hanno deciso di sanzionare Sergio Esposito con 5 anni di Daspo. Una pena che ha fatto storcere il naso a tanti appassionati di sport, increduli nel veder applicare il regolamento alla lettera quando, in tanti altri casi, le condanne sono state molto più lievi. Una decisione che ha trattato alla stregua di un criminale – 5 anni di Daspo è una sanzione che spesso non viene inflitta nemmeno ai tifosi più violenti -, uno degli ultimi di questa società, uno di quelli che come al solito pagano tutto perché è fin troppo facile punirli, e non hanno santi in paradiso a cui appellarsi.

 

Ma diamine, capite un po’ la situazione e il contesto, una partita storica e sentita di Serie D, che per giunta vede contrapporsi le due tifoserie dopo 44 anni. Probabilmente l’aggravante della “punizione” risiede nel suo ruolo di steward, una figura che dovrebbe esser impiegata per garantire la sicurezza all’interno dell’impianto, e tutto quello che volete; ma le imprecazioni di Sergio Malatella certo sono scurrili e “fuori luogo”, ma non possiamo ritenerle offensive, così come tanti tifosi del Bari non si sono sentiti minimamente toccati. Lo steward ha sicuramente esagerato, ma in buona fede: non ha usato violenza, non ha scavalcato o lanciato oggetti e non ha nemmeno minacciato nessuno. Rispecchia un calcio provincialissimo e antico, se volete inadeguato (chiamatelo un po’ come vi pare), ma il suo non è stato un atto ostile tale da meritare cinque anni di Daspo.

 

La crudeltà di Dazn che taglia sul più bello 

 

E poi noi non possiamo dimenticare le telecamere di Sky che “cercano” Matteo Salvini, leader della Lega, mentre è impegnato a salutare i tifosi avversari con un gesto dell’ombrello ripetuto più volte, o lo stesso Cristiano Ronaldo impegnato ad indicare, ai tifosi dell’Atletico Madrid, i propri genitali da 30 mln di euro; ma sono cose che ci stanno, e anche per Ronaldo non siamo certo noi i moralisti ad invocare squalifiche. Il gesto istintivo di Malatella è l’essenza di un calcio puro e provinciale, lontano dalla narrazione dello show o da palcoscenici milionari. La vittoria di una piccola squadra, arenata nei campionati dilettantistici, che batte l’armata di De Laurentis, attrezzata per risalire subito di categoria: Malatella è proprio questo, l’espressione della piccola realtà che batte la grande per di più in una partita così sentita, la gioia provinciale per una partita di calcio che in tanti ricorderanno per anni, perché solo chi non conosce il calcio di provincia non sa cosa significa battere una “grande”.

 

 

Allora vorremo capire perché l’autore di un gesto puro, goliardico ed inoffensivo è stato giudicato più pericoloso di chi lancia un fumogeno in campo, di chi con una pietra colpisce un pullman, o di chi con un petardo colpisce i tifosi ospiti in trasferta (nello specifico Salernitana-Avellino, dove i granata furono puniti con tre anni di Daspo). Nessun gesto violento da parte di Malatella, nessuna invocazione alle armi: lo steward della Turris è colpevole solo di non essere mai uscito dalla sua ottica provinciale, se volete retrograda, che invece il progresso vorrebbe cancellare in favore di una realtà sempre infiocchettata. Molti di noi, a loro modo, sono stati almeno una volta Malatella, ma la sua colpa in definitiva è aver cercato una telecamera, espressione di un calcio-business che ci vuole meri consumatori e spettatori, pronti a batter le mani come nei più classici teatri sparsi nella nostra penisola. Ecco, è questo che non gli si può proprio perdonare.

 

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