Estero
11 Giugno 2026

Messico, all'ombra dei cartelli

Speciale Mondiali: Gruppo A.

Il Mondiale che sta per iniziare costituirà “la prima volta” sotto tutta una serie di punti di vista: la prima volta che un appuntamento di questo tipo sarà diffuso in ben tre Paesi, la prima volta in cui le squadre partecipanti saranno 48, la prima volta nella storia di questo sport che uno degli anfitrioni, il Messico, ospiterà il suo terzo Mondiale di calcio.

Rappresenterà, inoltre, un “mondiale geopolitico”: nel pieno della crisi migratoria, simboleggiata dalla barriera di separazione tra USA e Messico, l’alleanza nordamericana, quella calcistica, stretta nel 2017, voleva lanciare un messaggio di ritrovata vicinanza e collaborazione tra le tre potenze (oltre a mirare all’ottimizzazione e alla ripartizione dei costi), disposte a mettere da parte le velleità del singolo per ospitante l’evento più atteso da istituzioni calcistiche e tifosi di tutto il globo.

E non può essere un caso che l’altra alleanza nordamericana, quella commerciale, l’USMCA (ex NAFTA), preveda che i tre Paesi membri (proprio gli stessi tre che ospiteranno l’appuntamento mondiale) siano chiamati al suo rinnovo entro il 1° luglio. In pieni sedicesimi di finale.

messico
Foto Pexels

Alleanza anch’essa straordinariamente legata a doppio filo al mondo del fútbol: entrò in vigore il 1° gennaio 1994, lo stesso giorno in cui, nello stato messicano del Chiapas, ebbe luogo la rivolta del Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN) che mostrò le condizioni di povertà estrema e marginalizzazione vissute dalle comunità indigene, scoperchiando il ricolmo vaso delle contraddizioni interne al Messico. Assurta agli onori delle cronache la storica partita tra l’EZLN e l’Inter di Zanetti, le cui dichiarazioni risuonano ancora oggi come parole di un campione dentro e fuori dal rettangolo verde:

“Crediamo in un mondo migliore, non globalizzato, ma arricchito dalle differenti culture e dai consumi di ogni popolo. È per questo che vogliamo appoggiarvi in questa lotta per difendere le vostre radici, e combattere per i vostri ideali”.

Lo scenario geopolitico e i rapporti fra i tre Paesi si sono piuttosto modificati da quella candidatura del 2017: in occasione delle elezioni federali canadesi del 28 aprile 2025, il Presidente USA Trump non ha sottaciuto l’invito a rendere il Canada il “51esimo Stato degli Stati Uniti”, evidenziando che «l’America non può più sovvenzionare il Canada con le centinaia di miliardi di dollari all’anno che abbiamo speso in passato». Nei rapporti con il Messico la situazione è poco dissimile, seppur nel costante impegno della Presidente Claudia Sheinbaum nel contenere e fare contestuale opposizione al più prepotente dei suoi vicini.



Sulla calamità del narcotraffico, drammaticamente rappresentata dalla diffusione del fentanyl, si sono basati gli scontri principali tra le due potenze negli ultimi anni, oltre che sul ruolo ricoperto dagli USA di fornitore di armi ai gruppi criminali messicani, utilizzate da questi ultimi per compiere un numero sproporzionato di omicidi nel Paese.

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