Ultra
07 Luglio 2026

Questa Fifa è il male assoluto

Non è più tempo dei comunicati bensì delle azioni.

“Rigore è quando arbitro fischia”. Vujadin Boškov è morto dodici anni fa ma pensavamo che la sua frase più iconica potesse, al contrario, rimanere immortale. E invece no: il suo senso profondo non c’è più, finito, sepolto, venuto a mancare. Kaputt. Già, perché se è vero che rigore-è-quando-arbitro-fischia non vale più già da un po’ (vedesi var), rimane chiaro che fino a oggi la regola, seppur cambiata, è rimasta tale. Magari, questo sì, è stata diluita nel calcio odierno, il calcio del coito interrotto, ma ci sembrava chiaro che, almeno, non si potesse cambiare a posteriori, a partita finita.

Invece ricorderemo i Mondiali 2026 come il momento in cui tutto è cambiato per sempre. E per la prima volta nella vita mi viene da pensare: ma che lo guardo a fare un calcio così?

Se espulsione-non-è-quando-arbitro-espelle, che cosa stiamo vedendo quando vediamo il pallone? Non sono affatto un appassionato di regole; il mio cuore, di solito, patteggia per chi un po’ froda, magari con garbo, per chi dà una spinta alla sorte con l’astuzia simulatrice del maniaco, di chi vive patologicamente per la vittoria (e che poi, di solito, finisce per perdere comunque — ma che, soprattutto, finisce per conoscere l’empatia quando riconosce nell’altro la sua stessa turba). Ma qui questo tipo di ossessione non c’entra niente perché non è chi gioca che aggira le regole, bensì chi dovrebbe esserne notaio

Quello che è accaduto riguarda il delirio di onnipotenza; e questo, nella sua pericolosità, finché è relegato a una sola persona, si può tenere sotto controllo — ma quando ne accumuna due rischia di sfociare nell’associazione a delinquere. Se poi queste due persone sono pure tra le più potenti del mondo e che si credono i padroni del globo perché si sono ritrovate, dopo nebulosissime vicissitudini, a poggiare i loro vecchi culoni su poltrone così decisive — quello che accade (oltre a tante altre cose orrende, sia chiaro) è che viene macchiato per sempre il più bel gioco di tutti.

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