Carrello vuoto
Storie
5 Novembre

Mirko Saric

Remo Gandolfi

20 articoli
Pare proprio che nessuno riesca a capire. Sto male. Sto male come un cane ma nessuno pare darci peso. Tutti a minimizzare o addirittura a scherzarci sopra.   “Hai 20 anni figliolo ! Giochi a calcio in una delle più grandi squadre del Paese ! ma di cosa ti lamenti ???”. Oppure “hai più soldi […]

Pare proprio che nessuno riesca a capire.
Sto male.
Sto male come un cane ma nessuno pare darci peso.
Tutti a minimizzare o addirittura a scherzarci sopra.

 

“Hai 20 anni figliolo ! Giochi a calcio in una delle più grandi squadre del Paese ! ma di cosa ti lamenti ???”.
Oppure “hai più soldi di tutti i tuoi coetanei ! ma di cosa ti lamenti ???“.
O ancora “sei anche un bel ragazzo, potresti avere tutte le figliole che vuoi ! ma di cosa ti lamenti ???”.
Grazie a tutti.
Davvero, grazie di cuore.
Solo che non so che farmene dei vostri commenti, dei vostri paragoni superficiali e delle vostre considerazioni idiote. E tantomeno della vostra razionalità del cazzo. La DEPRESSIONE se ne fotte della razionalità. La DEPRESSIONE è come un’esperta puttana. Ti lancia qualche occhiata, qualche segnale. Ti circuisce con pazienza, piano piano. Non le dai tanta importanza. Pensi di sapere come tenerla lontana.
Poi, improvvisamente, realizzi. Ed è troppo tardi. Si è impossessata di te. Sei SUO. Non so se sono state troppe le prove che ho dovuto affrontare nei miei poco più che vent’anni. So solo che sono state troppe PER ME. Forse sono solo debole e impaurito di fronte alla vita. Chi lo sa. Vorrei essere come mio fratello. Ha un paio di palle come due noci di cocco!

 

Mirko Saric con la 11

Il San Lorenzo, la “nostra” squadra, quella dove entrambi siamo cresciuti, lo ha mollato come un oggetto dopo 14 anni nel Club. Glielo hanno detto l’ultimo giorno di contratto. Pensate che mio fratello si sia abbattuto, sentito offeso, umiliato e sconfitto? Macché! Mio fratello si è semplicemente cercato un’altra squadra. Da solo. In Argentina non c’è posto per lui? Allora ha preso un aereo e se ne è andato a giocare in Paraguay! Io non ne sarei mai stato capace.
Mai e poi mai.
Dicono che sono bravo a giocare a calcio.
Al San Lorenzo a me ci tengono.
Mi sono sempre sentito desiderato, protetto, coccolato.
Ci tengono anche adesso.
Anche se i legamenti del mio ginocchio si sono spezzati.
E’ successo in una partita con le Riserve.
L’anno prima invece, e non avevo ancora 20 anni, giocavo titolare in prima squadra.
Ho già giocato 47 partite con il San Lorenzo e ho segnato 6 gol.
Tante squadre, in Argentina e all’estero, si sono interessate a me.
Nonostante i 10 milioni di dollari del mio cartellino.
Poi però tutto ha cominciato ad andare storto.
Nel calcio e soprattutto nella vita.
E ora mi sento svuotato.
Privo di energie.
La voglia di ricominciare tutto daccapo non ce l’ho più.
Ci mancava pure questo maledetto ginocchio!
Non ho più voglia di lottare.
Qualche giorno fa l’ho detto anche al mio Mister, Oscar Ruggeri.
E’ una bravissima persona.
Ma anche lui, come gli altri, non capisce.
Non PUÒ capire.
Se non ci sei passato ti sembra completamente inconcepibile.
“Ma come può essere figliolo ? Hai tutto quello che si può desiderare!”.
Eccetera eccetera eccetera.
Ve l’ho detto all’inizio.
Tutti provano a spiegarla, ad aiutarti, a sostenerti, a confortarti con la RAZIONALITÀ.
Ma alla depressione della razionalità non gliene frega un cazzo.

 

Mirko Saric

 

Mirko Saric verrà trovato impiccato nella sua camera il 4 aprile del 2000. Non aveva ancora 22 anni. A trovare il corpo sarà la madre, salita in camera preoccupata per il ritardo del figlio a pranzo. Mirko era, come dicono in Argentina, la “joya” del settore giovanile del San Lorenzo. Aveva letteralmente bruciato le tappe tanto da diventare, a soli 18 anni, titolare inamovibile del Club di Boedo. Un fisico perfetto. 190 centimetri per 80 kg di peso. Una visione di gioco, una tecnica ed una eleganza di primissimo livello. E quel sinistro. Potente e preciso, capace di cross al bacio come di repentini cambi di gioco di 30 o 40 metri. Titolare inamovibile con Mister Ruggeri, il grande difensore centrale dell’Argentina ai mondiali del 1986. Con un futuro ai vertici del calcio argentino e un trasferimento in qualche prestigioso Club europeo che sarebbe stata solo questione di tempo, forse di mesi.

 

Prima che tutto iniziasse ad andare storto. Un primo infortunio ad una caviglia. Il recupero e poi di nuovo un infortunio. Quasi comico nella sua dinamica. Investito mentre si stava riscaldando a bordo campo dal macchinino che entra in campo a soccorrere gli infortunati! Nella vita le cose non vanno meglio. Anzi. Mirko inizia a frequentare una ragazza. Quella sbagliata. Lui che ne aveva qualche centinaio tutte per lui ad aspettarlo alla fine di ogni allenamento. Lei invece ha una bella serie di vizi. Il minore dei quali è quello di andare a letto praticamente con chiunque le capiti a tiro. Nasce un bimbo. Mirko gli fa da padre e da madre. Se ne fa carico totalmente in tutti i momenti liberi dal calcio. Lei invece non c’è quasi mai. E poi arriva la “botta”. Il figlio non è suo. Mirko stavolta barcolla davvero. Poi cade e fa fatica a rialzarsi. I famigliari gli sono vicini.

“Sei giovane, hai tutta una vita davanti Mirko”.

Mirko, che è sempre stato introverso, si chiude in se stesso. Salta anche qualche allenamento. Perde il posto da titolare. Ma al San Lorenzo hanno fiducia, lo aspettano. “In fondo è solo un ragazzo e a quell’età certe cose fanno male, ma poi il tempo aggiusta tutto”. Pensano al “Ciclon”. E mentre gioca nelle riserve, contro il River Plate, il ginocchio va in briciole. Rottura dei crociati. Minimo 6 mesi ai box. E a questo punto in Mirko si rompe qualcosa. Dentro. E poi anche un incidente automobilistico; ne esce illeso ma l’automobile è distrutta. Per Mirko è troppo. Pensa che nulla vada più per il verso giusto. Che nulla ci andrà mai più. I famigliari ricordano questo periodo con tanta apprensione a tal punto che gli evidenti segnali di una depressione ormai conclamata convincono loro e i dirigenti del San Lorenzo a ricorrere a cure specialistiche. Mirko inizia un percorso terapeutico. E a questo punto accade l’errore più comune in questi casi; pensare che essere in cura equivale a guarire. Anche la preoccupata telefonata al padre di Mirko da parte di Mister Ruggeri la sera stessa del loro colloquio viene presa con un po’ di sufficienza. “Grazie Mister, ma Mirko è così. Tende a ingigantire tutto”, gli risponde il padre. “Uno psicologo lo sta seguendo e vedrà che si risolverà tutto”. La soluzione invece, drammatica e definitiva, la troverà Mirko Saric in una tiepida giornata di aprile, impiccato ad un lenzuolo nella sua camera da letto.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Ritratti
Nazzareno Consalvi
20 Aprile 2022

Il mito del Magico Gonzalez

Sulle tracce di una leggenda di popolo.
Tifo
Lorenzo Serafinelli
17 Aprile 2022

La guerra intestina del River Plate

La dirigenza (e le autorità) contro i tifosi.
Cultura
Diego Mariottini
2 Aprile 2022

Entrenamos en suelo argentino!

Lo sport argentino nel conflitto delle Malvinas.
Cultura
Lorenzo Serafinelli
15 Febbraio 2022

Peronismo, futbol e rivoluzione

Per una nuova Argentina fondata sullo sport.
Altro
Alessandro Imperiali
14 Dicembre 2021

Simone Biles non è l’atleta dell’anno

Lo sport è conflitto, che ci piaccia o meno.
Estero
Luca Pulsoni
25 Novembre 2021

Orfani di Maradona

Un anno senza Diego e al calcio è già successo di tutto.
Estero
Vito Alberto Amendolara
17 Novembre 2021

Il tempo del Kun

Una carriera vissuta in un attimo.
Interviste
Antonio Aloi
8 Ottobre 2021

Il pallone è rotondo come il mondo

Intervista ad Antonio Stelitano, tornato a Messina dopo aver giocato (quasi) ovunque.
Papelitos
Luca Pulsoni
1 Ottobre 2021

Carlos Bilardo e il fantasma di Maradona

Il mitico ct dell'Argentina campione del mondo non sa ancora che Diego è morto.
Estero
Vito Alberto Amendolara
6 Settembre 2021

Una follia studiata a tavolino

La sospensione di Brasile-Argentina non è puro teatro.
Cultura
Lorenzo Serafinelli
22 Agosto 2021

Quella canalla di Fontanarrosa

In una vita spesa tra china e parole il Rosario Central è stata la vera passione del 'Negro'.
Ritratti
Paolo Cammarano
14 Agosto 2021

Jorge Valdano e il gioco infinito

L'ultimo poeta del fútbol.
Interviste
Mattia Di Lorenzo
4 Agosto 2021

Fernando Signorini, all’ombra di Maradona

Due chiacchiere con lo storico preparatore di Diego.
Tennis
Gianluca Palamidessi
1 Agosto 2021

Immagine e depressione

Non un problema sportivo, ma culturale.
Interviste
Leonardo Aresi
30 Luglio 2021

Conversazione con Jorge Burruchaga

A tu per tu con il campione argentino.
Ritratti
Marco Metelli
23 Luglio 2021

Julio Cruz, il giardiniere di San Siro

Il dodicesimo uomo nerazzurro.
Cultura
Sergio Taccone
20 Luglio 2021

Osvaldo Soriano, del San Lorenzo

Il fútbol come riassunto dell'esistenza.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
11 Luglio 2021

Finalmente Leo, finalmente Argentina!

L'Albiceleste vince la Copa America.
Tennis
Enrico Ricciulli
26 Giugno 2021

Juan Martìn Del Potro, eroe del popolo

Un gigante dal cuore d'oro che lotta per non arrendersi.
Ritratti
Luca Giannelli
29 Maggio 2021

Bruno Pesaola, napoletano d’adozione

Le estrose geometrie calcistiche attraverso il fumo delle sigarette.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Maggio 2021

La lezione del calcio sudamericano

E la brutta figura del nostro calcio.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
6 Aprile 2021

Lasciate riposare Maradona

Non l'abbiamo fatto vivere, e neanche morire, in pace.
Ritratti
Antonio Torrisi
3 Aprile 2021

La vita di Maxi Lopez è una serie tv

Con l'evoluzione umana del protagonista.
Estero
Marco Metelli
22 Marzo 2021

Walter Samuel, l’ultimo muro difensivo

La nobile arte dello Stopper.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
15 Marzo 2021

Certe giocate ti rimettono al mondo

De Paul, Lautaro, Lamela: semplicemente grazie.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
4 Marzo 2021

Ariel Ortega ci ha fatto sognare

Un fenomeno umano, troppo umano.
Ritratti
Marco Metelli
1 Febbraio 2021

Batistuta giocava con il cuore e segnava come un pazzo

Compie oggi 52 anni Gabriel Omar Batistuta.
Ritratti
Mattia Di Lorenzo
25 Gennaio 2021

Le due facce di Daniel Passarella

Chi meglio di Luciano Wernicke per mostrarle?
Ritratti
Remo Gandolfi
21 Dicembre 2020

Matias Almeyda, non mollare mai

Compie 47 anni un uomo capace di lasciare il segno.
Altro
Raffaele Scarpellini
13 Dicembre 2020

Classismo e razzismo del rugby argentino

La palla ovale come specchio delle diseguaglianze sociali.
Papelitos
Niccolò Maria de Vincenti
25 Novembre 2020

Nessuno tocchi Maradona

L'arte è arte perché amorale, al di là del bene e del male.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
9 Novembre 2020

Marcelo Salas, l’autentico Matador

L'attaccante più forte della storia cilena.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
3 Novembre 2020

Il circo del Payaso

Compie 41 anni uno degli argentini più amati.
Calcio
Andrea Meccia
30 Ottobre 2020

Il Maradona politico

Populista, socialista e terzomondista, ma soprattutto Diego.
Papelitos
Vito Alberto Amendolara
5 Settembre 2020

Messi male

L'amaro (non) finale di una storia che avrebbe meritato ben altro esito.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
27 Luglio 2020

Quel portiere volante di José Luís Chilavert

Infrangere le regole del calcio e diventare un'icona mondiale.
Storie
Andrea Meccia
22 Giugno 2020

L’altra faccia di Argentina v Inghilterra 1986

22/06/1986: oltre la mano di Dio, il gol del secolo e le Falkland/Malvinas.
Interviste
Leonardo Aresi
15 Giugno 2020

L’epica di Hugo Pratt, tra sport e avventura

Marco Steiner racconta il padre nobile della letteratura disegnata italiana.
Storie
Vito Alberto Amendolara
14 Giugno 2020

Il Che Guevara sportivo

Se la dimensione sportiva segna la vita del guerrigliero più famoso.
Calcio
Giacomo Proia
7 Giugno 2020

Papa Francesco non poteva che tifare San Lorenzo

L'azzurro e il rosso, la Vergine Maria Ausiliatrice, il calcio e il cattolicesimo.
Ritratti
Giacomo Amorati
29 Maggio 2020

Miroslav Klose, l’umiltà porta alla gloria

Controritratto di un fuoriclasse.
Storie
Luca Pulsoni
24 Maggio 2020

Victor Hugo Morales, Maradona e l’aquilone cosmico

Quando la narrazione sportiva diventa letteratura.
Calcio
Diego Mariottini
27 Aprile 2020

L’Argentina è una Repubblica fondata sullo Sport

Quando lo sport diventa mito fondativo dell'identità nazionale.
Calcio
Remo Gandolfi
26 Aprile 2020

Andare in guerra con Marcelo Gallardo

Il Muñeco è figlio della più pura tradizione River Plate.
Altro
Giacomo Cunial
20 Aprile 2020

Il pilota tra eros e morte

Spingersi oltre i propri limiti, conquistando le donne e beffando la morte.
Storie
Remo Gandolfi
17 Aprile 2020

Marcelo Bielsa e Bilbao si sono tanto amati

Dalla stima alla rottura, un amore argentino nei Paesi Baschi.
Storie
Vito Alberto Amendolara
13 Aprile 2020

La maglia di Maradona

Storia reale di una vicenda incredibile.
Storie
Sergio Taccone
6 Aprile 2020

Osvaldo Soriano racconta il San Lorenzo

La vittoria di un campionato raccontata dal tifoso più nobile.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
3 Aprile 2020

Boca Juniors significa La Bombonera

Il 3 Aprile del 1905 nasceva il Boca Juniors, una squadra inscindibile dal suo stadio.
Ritratti
Luigi Fattore
16 Marzo 2020

Claudio Caniggia, l’antieroe

Uno dei calciatori più sottovalutati della storia, che ha pagato a caro prezzo un gol di troppo.