I popoli dello sport, ep. II.
“No se vende, la patria no se vende” è un grido di dissenso che il popolo argentino ha trasformato in essenza profonda della propria identità civile. E se è vero che il fùtbol, in Argentina, ne è – simbolicamente – rappresentazione, ecco spiegata la massiccia presenza delle tifoserie (anche organizzate) argentine durante le numerose proteste di piazza contro il governo Milei, colpevole di aver rincarato i prezzi e aver tagliato i costi sulle pensioni.
Ma anche, forse soprattutto, di aver intrapreso un percorso che nella sua testa – ma non in quella delle hinchas e dei club argentini – porterà anche il calcio albiceleste, da sempre orgogliosamente popolare, ad essere privatizzato.
Il fùtbol, per gli argentini, non è un passatempo tra gli altri né (come magari in Italia) lo specchio della società in senso lato: il fùtbol da queste parti è la stessa società vivente. Così il tifo non è che un prolungamento della vita quotidiana, dall’alba al tramonto della propria esistenza. Ma non solo nel senso del tifo domenicale per la propria squadra di calcio, quanto nell’appartenenza radicale al barrio e quindi, sempre, al club del barrio.
Per approfondire queste e altre affascinanti dinamiche del rapporto tra calcio e popolo argentino, abbiamo intervistato Dario Bersani, speaker radiofonico che ha trascorso più di un anno a Buenos Aires come inviato per seguire l’avventura di Daniele De Rossi al Boca Juniors.
I popoli dello sport è un podcast esclusivo Contrasti ULTRA, scritto e raccontato da Gianluca Palamidessi e Leonardo Aresi.
Sound design a cura di Francesca Palamidessi.
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