La Curva B prova a ripristinare l'ordine delle priorità.
Fuori dal Maradona, prima di Napoli v Torino di sabato scorso, è comparso uno striscione ai piedi della Curva B: «Fuori gli spettatori… dentro i sostenitori». Poco dopo, un altro, a suggellare il messaggio, chiarissimo: «Sugli spalti, tifosi!». Ora, come la fronte calda segnala in anticipo l’arrivo imminente della febbre, è chiaro che questi due striscioni segnalano, e contrario, un disagio più o meno manifesto, più o meno esplicitato nel corso degli ultimi mesi (degli ultimi anni?), per il clima del fu San Paolo, da catino ribollente, passionale, infernale, a stadio come un altro, financo teatrale in alcuni momenti.
A dirlo non siamo noi, ma le fonti (dirette) che abbiamo raccolto. In una delle pagine più seguite sul tifo e il calcio vissuti a Napoli (La Napoli bene), nel novembre del 2025 – stagione in corso – potevamo leggere:
Il Maradona vuole vincere.
Il Maradona pretende di vincere.
Ma non sa più cosa sia il sostegno, il trascinare la squadra, il farsi sentire quando le cose vanno male, quando le difficoltà sono evidenti e servirebbe il dodicesimo uomo.
Il dodicesimo uomo che non esiste più.
Le curve, i soliti ragazzi al centro, poi il nulla.
Su un’altra pagina, altrettanto seguita e stimata (Il Napulegno), i toni non erano poi troppo diversi:
In curva si canta solo al centro, dove si posizionano i gruppi e chi come noi non trova altro senso di venire allo stadio se non quello di sostenere.
Modi di pensare e di vivere la partita, non sto dicendo sia la legge, quindi nessuno si senta attaccato.
Però è evidente ci sia un problema di sostegno, soprattutto se paragoniamo il Maradona al vecchio San Paolo.
Io penso che alla base del problema ci sia una sorta di effetto domino scaturito dal notevole aumento dei prezzi degli ultimi anni.
Ai lati della curva si sono posizionati quelli che prima con gli stessi soldi andavano nei distinti e che oggi possono permettersi solo il biglietto di curva. Cantano solo negli imminenti minuti che seguono una rete o un’azione pericolosa del Napoli.
Insomma, è la squadra a dover trascinare loro e non il contrario.
Nei distinti invece, che un tempo non cantavano 90’ ma dove comunque si guardava la partita in piedi provando ad offrire sostegno, si è spostato per la stessa ragione il pubblico delle tribune. Tutti rigorosamente seduti e in religioso silenzio, ci si alza solo per esultare ai gol.
Chiaramente ci sarà qualche eccezione, ma credo che in linea generale il grande problema del Maradona sia questo.
I ragazzi delle curve sono rimasti ultimo baluardo del supporto incondizionato che un tempo ci contraddistingueva dagli altri stadi d’Italia, tanto da lasciare esterrefatti campioni come Yaya Toure.
Un «problema Maradona» sia chiaro non solo esiste a Napoli, ma è sentito con forza da quei tifosi che giustamente, come ricordato dallo striscione in apertura, sugli spalti fanno il tifo e non guardano semplicemente la partita […]
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