Critica
03 Novembre 2017

Il portafoglio dagli occhi a mandorla

Champions League, Fritti Misti e letture esilaranti.

Come frigge l’aria lei, nessuno. A Alessandra Bocci, inviata della Gazzetta dello Sport, bastano un pentolino da campo e due gocce d’olio di semi di girasole per cucinare i suoi pezzulli e servirli ai lettori della rosea. Che sono sempre meno e chissà come mai. Non certo per colpa della Boccina. Lei fa ciò che ha sempre fatto: scrivere di calcio a nostra insaputa. La inviano in giro per i campi d’Italia e d’Europa, e lei ovunque si trovi produce esercizi di straniamento. Che ci faccio qui? E perché non mi hanno lasciato scrivere da casa con la mano sinistra, mentre con l’altra mi davo lo smalto alle unghie dei piedi? Leggendo i suoi pezzi potete sentire addosso tutto il suo disagio esistenziale. Che si esprime attraverso la coazione a ripetere le cose già dette e scritte. È stato così nella due-giorni che l’ha vista impegnata a seguire la gara di Champions League fra Napoli e Manchester City. L’hanno strappata ai conforti domestici per farla esercitare sul tema del confronto fra Sergio Aguero e Lorenzo Insigne, e lì la povera Boccina ha provato a spalmare le due gocce d’olio di semi di girasole come ha potuto. Impossibile non ripetersi. Nell’edizione di mercoledì 1 novembre, questo era l’attacco dell’articolo:

“Parenti serpenti. Sergio Aguero, che dall’ex suocero Maradona si è preso nel tempo carezze, insulti (“è un vigliacco”), poi ancora apprezzamenti (“assurdo non convocarlo in nazionale, Sampaoli vende fumo”) arriva a Napoli facendo passerella all’aeroporto assieme ai compagni del City con un look italiano molto costoso, oltre duemila sterline a persona, pare, prima di imbucarsi nel lusso soffuso dell’Hotel Vesuvio [una piccola marca non si nega a nessuno, ndr], davanti a un panorama caro al cittadino onorario più famoso”.

Una ventata di pura rosticceria, ma non è questo il punto. La cosa davvero straordinaria è che nell’edizione dell’indomani, giovedì 2 novembre, l’incipit è stato un indesiderato bis:

“Sergio Aguero a Diego Maradona ha fatto parecchi dispetti, a partire da quando, adolescente, gli strappò il record di precocità nel campionato argentino. Dopo anni di affetto e punzecchiature, complimenti e parole pesanti, ha aggiunto al San Paolo un altro dispiacere al campionario già vasto: ha avuto la prima grande occasione proprio dopo che il City aveva rimesso in gioco il Napoli e non ha sbagliato”.

Il problema è che continuano a farle mobbing inviandola a seguire il calcio dal vivo, quando è evidente che certe fritture potrebbe farle egregiamente dai fornelli di casa.

Rimanendo nell’ambito di Champions League & Fritti Misti, ecco a voi Paolo Tomaselli del Corriere della Sera. Inviato a Lisbona per seguire la gara fra Sporting Clube de Portugal e Juventus, ecco cosa ha scritto nell’edizione del 31 ottobre per descrivere la vigilia:

“Vincere nello stadio intitolato al nobile José Alvalade, che fondò lo Sporting Clube de Portugal, per confermarsi in anticipo nell’aristocrazia europea”.

Ma pensa te che trovata: la Juventus potrebbe conquistare un posto nella nobiltà europea giusto nella sera in cui gioca nello stadio intitolato a un nobile. Quante notti avrà trascorso a spremersi le meningi per escogitare una roba del genere? Di sicuro c’è che nemmeno un cronista sportivo di provincia anni Ottanta avrebbe piazzato un incipit così desolante.

.

Marco Bonetto di Tuttosport è per questa rubrica un valore sicuro. I suoi articoli contengono sempre almeno un frammento degno di menzione, e infatti capita spesso di non prenderli in considerazione per non lasciarsi catturare dalla pigrizia. Il suo articolo pubblicato da Tuttosport nell’edizione di mercoledì 1 novembre è da Hall of Fame. Scritto nella settimana che precede la gara fra Inter e Torino, esso è dedicato ai trascorsi nerazzurri del tecnico granata Sinisa Mihajlovic e a un’indiscrezione sul suo mancato ingaggio come allenatore interista. Nella parte centrale dell’articolo c’è un passaggio che da solo vale gli 1,30 euro spesi per comprare il giornale:

“Certo che davvero l’ulivo nodoso del nostro campionato, regolarmente deputato a proporre incroci e scontri ora da romanzo d’appendice, ora da “vulgata” dell’eterno ritorno nicciano, se l’è costruita bella anche a ‘sto giro”.

Non perdete tempo a decodificare il frammento, perché esso non nasce per avere un senso compiuto ma soltanto per farvi dubitare del pieno possesso delle facoltà mentali. Piuttosto, godetevi l’altro passaggio notevole dell’articolo:

“Anno Domini 2014. Gli occhi a mandorla del nuovo portafoglio nerazzurro non hanno alterato i sentimenti, e Sinisa lo sa bene”.

Il portafoglio dagli occhi a mandorla. E poi dice che non vale la pena continuare a leggere Tuttosport.

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