Carrello vuoto
Altri Sport
2 Marzo

Prima che la terra ci divori

La preview dei grandi Master 1000 sul cemento americano: i profili dei protagonisti e dei possibili outsider fra attese, delusioni e prospettive future.

Tira aria di sole e cemento al di là dell’oceano. Di sudore e di hot dog, mentre le palme disegnano qua e là nuvole nel cielo azzurro degli States. Da noi la primavera è invocata come una preghiera, ma in California e in Florida è di stanza per buona parte dell’anno. Ed è proprio in questi due stati dell’unione che si tengono i primi Masters 1000 della stagione: gli ultimi due abbracci grigioblu del cemento prima della soffocante terra rossa di aprile e maggio. Dopo i tornei dello Slam, i Masters 1000 sono gli eventi più importanti per un tennista: i più agguerriti, i più ricchi di premi, i più efficaci termometri per capire lo stato del proprio gioco. Questa volta come non mai, Indian Wells – il primo dei due tornei – sarà la cartina di tornasole che tutti vorranno consultare. La parte nobile della classifica Atp e Wta è presente al completo: nessuna defezione, nessuna assenza ingiustificata. Ognuno proverà a strapparsi il suo pezzetto di gloria da portare quale buon auspicio lungo una stagione che per qualcuno deve ancora iniziare seriamente. Qualcuno come Juan Martin Del Potro, ad esempio. Il gigante di Tandil, dopo il clamoroso ritorno nel 2016 condito da un inaspettato argento olimpico e da una storica Coppa Davis con l’Argentina, è sicuramente uno dei giocatori più attesi; tanto più che è da quella finale vinta con la Gran Bretagna che non lo si vede in una competizione di un certo livello. Il motivo è sempre lo stesso: quel polso così fragile e così maledetto da far tenere sul chi vive lui e buona parte dei tifosi.

Juan Martin Del Potro
Juan Martin Del Potro

Precauzione, si è detto. Sarà; in ogni caso l’hype nei suoi confronti non poteva essere maggiore. Dopo esser risalito dalla posizione numero 1045 fino all’attuale trentaduesima, la domanda che frulla in testa allo spettatore medio è: dove potrà arrivare? Già, dove. Per il momento ha fatto notizia una foto postata sui suoi social assieme alla bellissima Génie Bouchard (attuale n. 46), giovane promessa del tennis canadese in cerca di nuove conferme dopo un anno alquanto travagliato. Lo scatto ritrae i due intenti ad allenarsi insieme in vista dei prossimi appuntamenti sul cemento, ma a giudicare dalle facce di entrambi è lecito ipotizzare che la sessione sia stata piacevole anche da un punto di vista umano, non solo sportivo. Inutile dire che sul web si sono sprecate le ironie sugli ipotetici affaticamenti lasciati da quest’incontro al già convalescente polso di Delpo, ma tant’è. Gli sportivi fremono nell’attesa di una piacevole sorpresa a opera di uno dei due; anche perché il loro habitat naturale è l’attico della top ten, non un monolocale diviso con il Troicki o la Shvedova di turno.

Indian Wells e Miami si giocheranno praticamente uno dopo l’altro: dal 6 al 19 marzo il primo, dal 21 marzo al 2 aprile il secondo e avranno all’incirca gli stessi partecipanti. Due tornei allo specchio insomma, uno per costa: due parti di una stessa puntata. Li unisce infatti la vicinanza temporale e buona parte dei vincitori: l’anno scorso i trionfatori furono Novak Djokovic per l’Atp e Vika Azarenka per il Wta. Due tennisti cui l’anno passato non ha lesinato sorprese. Il serbo, dopo aver dominato in tutto e per tutto fino a giugno Roland Garros compreso, è iniziato a calare sempre di più, perdendo persino la prima posizione ai danni di un Andy Murray elevato a working class hero. La bielorussa, invece, dopo un arrembante rientro da un infortunio a suon di vittorie (a Indian Wells sconfisse Serena in due set), ha ricevuto una visita dalla cicogna e la sua stagione ha subito una lunga, seppur felice, interruzione. La fame di rivincita li unisce, anche se nel caso di Nole può giocare a sfavore la mancanza di obbiettivi da raggiungere: dopo aver completato il Career Grand Slam (ovvero vincere tutti i tornei dello slam almeno una volta), il suo rendimento è calato a vista d’occhio. Perdendo quella componente “robotica” del suo gioco, Djokovic si è mostrato umano, fin troppo. Dal canto suo Murray non dà l’impressione di essere un re tiranno, anzi. Ricollegandosi alla tradizione dei monarchi inglesi, si può dire che il mese scorso, a Melbourne, abbia firmato la sua Magna Charta. Insomma, di trippa ce n’è per tutti, fatevi sotto. A maggior ragione, Indian Wells non porta ancora la firma dello scozzese dunque le possibilità per gli sfidanti non sono poche. Tra questi, Federer è sicuramente il più avvantaggiato. Perché? Perché non ha nulla da dimostrare. Dopo essersi tolto la scimmia del diciottesimo slam e fatto tacere chi lo dava per finito, ora ha tutta la serenità che gli serve per giocare senza pensieri. Giocherà per il gusto di farlo, punto. E nessun altro può godere di tale vantaggio al momento. Si sa, probabilmente i suoi occhi guardano già all’erba di luglio e forse lì la tensione sarà un pochino diversa, ma Indian Wells! Indian Wells è l’equivalente di un dopolavoro coi colleghi. Sia che esca al primo turno, sia che vinca in scioltezza, è certo: sorrisi più smaglianti del suo non se ne troveranno. Nadal è in attesa dell’onda di terra rossa per poterla cavalcare ancora una volta; come Roger, il suo cuore batte altrove. Ma Rafa non gioca tanto per. Gioca per vincere, sempre e comunque: quel quinto set in Australia lo tiene sveglio la notte e un secondo errore difficilmente potrà essere tollerato.

C’è però chi è messo peggio, come le promesse incompiute Raonic e Nishikori. Quest’ultimo poi si è lasciato sfuggire una dichiarazione dal sapore beffardo: “Penso che mi sto avvicinando al loro livello”. Il loro ovviamente è riferito ai due finalisti degli Australian Open. Ci si preserva dal far battute perché conoscendo il personaggio si ha la certezza che quella non fosse una spacconata, ma soltanto un insensato bushido. Per il canadese di origini montenegrine invece questo è l’ennesimo ultimo anno per dimostrare finalmente chi è. 26 anni non sono pochi per un tennista e la desolazione della bacheca di Raonic fa riflettere. Non avendo il ghigno dell’underdog come Wawrinka, non può permettersi di vincere il primo Slam a 30 anni. Milos era la promessa del tennis mondiale, il prescelto della sua generazione. Le aspettative su di lui sono tutto sommato ancora alte, forse troppo. Certo, se va avanti di questo passo, la scena gli sarà presto rubata dai vari Thiem, Goffin e Zverev, le cui fiches sono ancora molte. Paradossalmente quella finale di Wimbledon 2016 che avrebbe dovuto accostarlo ai grandi, lo ha avvicinato al fantasma di Tomas Berdich. Sul fronte femminile la situazione non è da meno interessante. Serena è tornata là dove le si confà e dietro di lei si presenta il solito valzer di tenniste che salgono e scendono a seconda dell’umore e del torneo. Radwanska, Pliskova e Kerber saranno le sue principali avversarie, ma non scordiamo Venus, rediviva più che mai dopo lo splendido Australian Open. Come già accennato, Genie e Vika non faranno da spettatrici: il carniere è vuoto e chiede scalpi a gran voce. Indian Wells e Miami daranno parecchie risposte alle mille e più domande dei tifosi. Due test importanti prima che la terra divori tutto quanto. Per allora la primavera sarà arrivata anche qui: chissà quali novità avrà portato.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Ritratti
Luca Capponi
30 Aprile 2022

Boris Becker, sempre al massimo

Bum-Bum è stato il prodigio del tennis mondiale, ora è sull'orlo della bancarotta.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
18 Aprile 2022

Montecarlo tra terra, mare e cielo

Rivoluzione di costume ma soprattutto tecnica.
Interviste
Luca Capponi
23 Marzo 2022

Djokovic contro tutti

Intervista a Simone Eterno, autore di “Contro: vita e destino di Novak Djokovic”.
Tennis
Giulia De Agnoi
11 Febbraio 2022

Camila Giorgi, originale non risolto

La tennista, la modella, la donna.
Tennis
Diego Mariottini
2 Febbraio 2022

Fred Perry non è solo un marchio

Il più grande tennista britannico, allergico all'etichetta.
Tennis
Andrea Antonioli
18 Gennaio 2022

Djoko al massacro

Ammazzare il serbo e vivere felici.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
6 Gennaio 2022

Bruciamo le autobiografie sportive

Liberiamoci da questa piaga.
Tennis
Federico Brasile
4 Gennaio 2022

La legge di Novak

La trattativa Stato-Nole si chiude con la vittoria del serbo.
Tennis
Andrea Antonioli
14 Novembre 2021

Carlos Alcaraz, un selvaggio meccanico

Crudele e animalesco, venuto per sbranare il tennis.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Novembre 2021

Musetti al rovescio

Lorenzo sta cercando di ritrovare se stesso.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
13 Settembre 2021

Djokovic è umano, dopo tutto

L'automa che si scoprì fragile.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Settembre 2021

Vincere e sorridere come Emma Raducanu

La britannica è entrata nella storia vincendo gli U.S. Open partendo dalle qualificazioni.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
4 Luglio 2021

Amare la prima settimana degli Slam

Il cuore dei Major è la culla degli appassionati.
Tennis
Enrico Ricciulli
26 Giugno 2021

Juan Martìn Del Potro, eroe del popolo

Un gigante dal cuore d'oro che lotta per non arrendersi.
Tennis
Raffaele Cirillo
25 Giugno 2021

Pete Sampras contro il tempo

Essere il più grande ha le sue responsabilità.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
21 Giugno 2021

Matteo Berrettini non fa notizia

Il più forte tennista italiano si è imposto al Queen's.
Tennis
Andrea Antonioli
14 Giugno 2021

Il totalitarismo di Novak Djokovic

Nole contro tutti.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
3 Giugno 2021

Osaka contro Osaka

Cosa ci dice la giapponese del tennis e del mondo contemporanei
Tennis
Filippo Peci
19 Aprile 2021

Maria Sharapova e lo spirito di gravità

La tennista russa è stata una grande promessa dello sport mondiale, mantenuta solo a metà.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
5 Aprile 2021

Anche Sinner è umano

E questo è solo un bene per la sua carriera.
Tennis
Jacopo Natali
7 Marzo 2021

Ivan Lendl, la classe al servizio della dedizione

Il primo tennista moderno, che ha trasformato un gioco in uno sport.
Tennis
Samantha Casella
16 Febbraio 2021

Quel genio pazzoide di John McEnroe

SuperBrat, il ribelle del tennis, compie 62 anni.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
8 Febbraio 2021

Lunga vita al Re

Roger Federer giocherà finché vuole.
Tennis
Francesco Albizzati
19 Gennaio 2021

Stefan Edberg era estetica allo stato puro

Un genio del tennis in giacca e cravatta.
Tennis
Edoardo Biancardi
4 Gennaio 2021

Sampras v Federer 2001: il re è morto

Wimbledon, campo centrale. Lunga vita al (nuovo) re.
Tennis
Andrea Crisanti
3 Gennaio 2021

Marat Safin non è uno di noi

L'uomo che visse una vita mille volte.
Tennis
Andrea Crisanti
21 Novembre 2020

La disfatta dell’estetica

Nel tennis femminile la brutalità ha annichilito la fantasia.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
14 Novembre 2020

Buona la prima, ma è solo l’inizio

Un altro record di precocità, che deve essere solo il punto di partenza.
Tennis
Marco Armocida
2 Novembre 2020

Andre Agassi e la morte del padre

Nel tennista americano si condensa la psicologia del Novecento.
Tennis
Andrea Crisanti
19 Ottobre 2020

Mario Fiorini, la modestia oltre la rete

Sacrificare i riflettori per la passione.
Tennis
Andrea Antonioli
7 Settembre 2020

Il tennisticamente corretto ha stroncato Djokovic

Ormai la narrazione ha superato la realtà.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
31 Agosto 2020

Caravaggio, violenza e pallacorda

E di come l'antenato del tennis ha segnato la vita del genio.
Tennis
Paolo Pollo
29 Agosto 2020

Perché Djokovic non riesce a farsi amare

L'unico riconoscimento che manca al numero uno del mondo.
Tennis
Guido Dell'Omo
23 Agosto 2020

Match Point, o dell’essenza della vita

Il tennis e l'esistenza secondo Woody Allen: un intreccio di Fortuna e Volontà.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Luglio 2020

Il nostro tennis è Rino Tommasi e Gianni Clerici

Una coppia da circoletto rosso che non potremo mai dimenticare.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
6 Luglio 2020

Federer v Nadal 2008: il miglior incontro di sempre

4 ore e 48 minuti che hanno cambiato la storia dello sport.
Tennis
Lorenzo Ottone
3 Luglio 2020

Paolo Villaggio e lo sport come commedia sociale

Il ragionier Fantozzi alle prese con l'Italia sportiva.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
24 Giugno 2020

Roma, maggio, il tennis

Gli Internazionali d'Italia si terranno a settembre, e sarà tutto diverso.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
29 Aprile 2020

Andre Agassi per vincere le tenebre

La vita stessa di Vegas' Kid è letteratura (sportiva).
Tennis
Diego Mariottini
23 Novembre 2019

Il glorioso principio di Boris Becker

Come il tedesco si impose, ancora minorenne, a Wimbledon nel 1985 da (quasi) perfetto sconosciuto. Le stimmate di un fuoriclasse della racchetta.
Tennis
Carlo Garzotti
11 Novembre 2019

Jannik Sinner è un predestinato

Jannik Sinner, classe 2001, è già più che una speranza per il tennis italiano.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
10 Settembre 2019

Quel genio maligno di Daniil Medvedev

O di come lo Zarevich è pronto a scalare il tennis mondiale: a modo suo, ovviamente.
Tennis
Andrea Antonioli
15 Luglio 2019

Solo Dio è con Djokovic

Il tennis come la vita è crudele, e a Wimbledon Novak Djokovic ha negato il lieto fine a Roger Federer.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
13 Luglio 2019

Federer-Nadal è poesia

Wimbledon, 12 luglio 2019: l'ennesimo atto di un'eterna sfida.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
10 Giugno 2019

La Top 10 secondo Fabio

Fabio Fognini è nella Top 10 del tennis mondiale. E, non ce ne voglia l'immenso Rino, è un grande giocatore.
Tennis
Davide Bartoccini
15 Maggio 2019

Battle of Sexes

L'ossessione femminista per l'unfair competition scardinata da uno sbronzo crucco nel gennaio del '98. Karsten Braash, eroe per caso.
Ritratti
Nicola Ventura
6 Febbraio 2019

Giampiero Galeazzi

Bisteccone e la sua genuinità, una storia da raccontare.
Altro
Alessandro Mastroluca
18 Ottobre 2018

Un americano a Parigi

Vita, meriti sportivi e carattere di Jim Courier, l'esprit de finesse e galantuomo del tennis.
Tennis
Luca Capponi
11 Settembre 2018

Nick Kyrgios, il cocco di mamma

Un ragazzone incompreso che voleva solo giocare a basket.
Tifo
Gianluca Palamidessi
1 Agosto 2018

Casuals, ep. III: c’era una volta Londra

Dopo gli Skinhead e i Mods, solo il Casuals nella capitale.