Papelitos
07 Marzo 2022

La resa totale del Manchester United

Per dirla con Roy Keane: “non voglio più vedere 5-6 giocatori”.

Ieri, nel derby con il Manchester City, lo United ha incassato una delle sconfitte più pesanti e imbarazzanti della sua stagione. Non tanto per il risultato (comunque pesante), di 4-1, quanto invece per la “resa totale” dichiarata in campo dai giocatori, e fuori da commentatori e tabloid sportivi. Oggi il Mirror ad esempio ha aperto con una prima pagina emblematica e un titolone a caratteri cubitali: “SHAMEFUL”. La stessa ‘vergogna’ che hanno chiamato in causa leggende della parte rossa di Manchester, da Gary Neville a – soprattutto – Roy Keane. Quest’ultimo ci è andato giù molto duro con le dichiarazioni, forse ancora più di quanto facesse in campo:

«Penso che la cosa peggiore che si possa dire dello United è che si sono arresi. Il vecchio detto: ‘uomini contro ragazzi’… dovrebbero vergognarsi di loro. Per un giocatore in un derby, o in qualsiasi partita, rinunciare è davvero imperdonabile. Ci sono modi e modi per perdere le partite di calcio, tutti abbiamo perso, ma il modo in cui lo United ha perso oggi… Hanno smesso di correre, si sono arresi! Ci sono giocatori là fuori che non tornano. Hanno gettato la spugna, il che è vergognoso». E ancora, dopo aver specificato che «il bello dello sport di alto livello è che non ci sono nascondigli, e oggi abbiamo visto tutte le carenze dello United», Roy Keane è tornato all’attacco:

«Mi sento davvero frustrato a guardarli. Posso perdonare gli errori ma devi tornare, correre. Ci sono cinque o sei giocatori che non dovrebbero giocare mai più per il Manchester United».

Ancor prima dei processi a Rangnick, sono stati infatti i singoli ad essere stati messi alla sbarra: «Questo è inaccettabile. Va bene le critiche all’allenatore e alla tattica, ma non si può accettare che i giocatori che non tornino quando giocano per il Man United. È vergognoso, veramente vergognoso». Insomma, l’irlandese ha travolto come un fiume in piena lo spogliatoio dello United, facendo anche dei nomi: «Wan-Bissaka, Fred. Maguire, Rashford, e potrei andare avanti». Eppure non è stato il solo. Gary Neville ha definito la prestazione “imbarazzante”, e si è concentrato sul modo in cui i giocatori hanno “gettato la spugna”; in particolar modo sugli ultimi 15 minuti, in cui il City ha avuto il 92% di possesso palla mentre lo United neanche correva per provare a recuperarla.

«La risposta del Manchester United al 3-1 è stata imbarazzante. Non ho mai visto niente del genere in nessuna partita di calcio. Si sono arresi, è una cosa che non è neanche lontanamente accettabile».

Questo per capire il clima a Manchester, sponda rossa della città: un club che negli ultimi 10 anni ha il peggior passivo sul mercato del mondo: -1075 milioni di euro. Più di un miliardo, quasi un miliardo e cento milioni, di negativo (1545 milioni di spese, 470 di entrate). La società ha scelto di affidarsi a Ralph Rangnick – che l’anno prossimo dovrebbe passare dietro alla scrivania e scegliere lui stesso l’allenatore – ma ancor prima all’idea di una rifondazione fin dalle basi: meglio un progetto per riportare la squadra stabilmente in alto che un “vincitore seriale alla Conte”, per citare Oliver Kay su The Athletic, che mettesse subito qualche toppa, magari portasse a casa qualche trofeo, ma lasciasse il club in balìa alle sue contraddizioni. Il problema è che Manchester non è Lipsia, e dalle parti di Old Trafford anche il tempo ha una data di scadenza.

SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

La Redazione

65 articoli
Ne abbiamo abbastanza di partite come Inter-Spezia
Papelitos
La Redazione
21 Agosto 2022

Ne abbiamo abbastanza di partite come Inter-Spezia

Dov'è finita la riforma del campionato?
Cosa accadrà nel 2037. Forse
Recensioni
La Redazione
16 Luglio 2022

Cosa accadrà nel 2037. Forse

I Calciatori Selvaggi su Lo Slalom.
In Germania l’ideologia travolge il calcio
Papelitos
La Redazione
25 Giugno 2022

In Germania l’ideologia travolge il calcio

I transgender potranno decidere se giocare con uomini o donne.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Louis van Gaal, maestro di vita
Ritratti
Marco Metelli
17 Novembre 2021

Louis van Gaal, maestro di vita

L'evoluzione di un allenatore incredibile.
Albione tradita
Podcast
La Redazione
15 Maggio 2021

Albione tradita

Insieme ad uno dei massimi esperti del calcio inglese in Italia e non solo, abbiamo parlato della crisi d'identità della Premier League, sempre meno inglese e sempre più americana (spettacolarizzata, patinata, in una parola tradita).
Dimitar Berbatov, il più elegante svogliato di sempre
Ritratti
Gianluca Palamidessi
30 Gennaio 2021

Dimitar Berbatov, il più elegante svogliato di sempre

Compie oggi 40 anni un gentiluomo del pallone.
Mou e il social-ismo
Calcio
Matteo Fontana
10 Gennaio 2019

Mou e il social-ismo

Così lo Special One ha perso.
La guerra dei due mondi
Calcio
Andrea Tavano
16 Dicembre 2017

La guerra dei due mondi

Quattro finali di Coppa Intercontinentale, dal '67 al '70, passate alla storia per un particolare tratto distintivo che le accomuna: la violenza.