Salernitana, Inter, Lazio: eppur si muove.
Con un po’ di preoccupazione, ma pure con quello spirito critico che solo permette di cambiare, scrivevamo (novembre 2025) che “se un tempo come italiani amavamo fregiarci del nostro estro, della fantasia, delle peculiarità locali che rendono lo Stivale una pelliccia di leopardo e i suoi abitanti capaci di innalzare cattedrali con materiale di risulta, in questo momento si assiste ad un appiattimento generale e ad un irrimediabile assottigliarsi delle differenze: dalla moda alla letteratura, passando per il cinema e, appunto, il mondo dello sport”.
L’omologazione del mondo ultras non è esente da questo problema di carattere generale sul genio italiano. Al contrario: proprio per la sua natura distintamente originale e corsara (non-definibile: vedi il nostro articolo sotto, dedicato a questo problema), gli ultras costituiscono vittime di primo piano (sia nel senso ontologico che estetico) di questo tempo grigio e piatto.
L’anno calcistico che sta per volgere al termine, tuttavia, ha pure dimostrato il contrario: l’omologazione del mondo ultras è stata evidentemente avvertita dagli stessi protagonisti, che in molte piazze italiane hanno sentito l’esigenza di dover creare del nuovo, di dover scrivere nuove pagine di storia. I laziali ad esempio, soprattutto in trasferta, fino al divieto dopo gli scontri con gli ultras del Napoli in Autostrada, hanno dato vita ad alcune coreografie artigianali e vicine all’antico spirito ultras, creativo e originale. I vicentini e i padovani, con le loro “maglia-coreografie”, sono stati un altro esempio nobile in questo senso. Nobile perché autentico, non perché ben-eseguito – o non in primo luogo, perlomeno.
Partendo da questo presupposto (e scusandoci per non aver citato altri esempi meritevoli: la lista sarebbe evidentemente troppo lunga), la nostra rubrica vuole concentrarsi oggi su tre tifoserie che hanno in questo senso reso onore al movimento ultras italiano: ancora vivo e vegeto, nonostante i venti contrari (e di tempesta). Parliamo di Salernitana, Inter e Lazio. La coreografia dei tifosi della Curva Sud Siberiano di Salerno, nello spareggio (vinto) contro Ravenna (2-0), hanno pensato, ideato e realizzato quella che a nostro modesto parere è la più bella coreo-/sceno-grafia di quest’anno – probabilmente a livello mondiale.
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