Estero
08 Ottobre 2022

Kylian Mbappé ormai è un capo di Stato

E sa di esserlo.

Kylian Mbappé non è semplicemente una “superstar” mondiale e orgoglio del calcio francese (e parigino). La sua figura sta assumendo sempre più i contorni del capo di Stato, più che del calciatore ricco di soldi e fama. Dopo aver fatto parlare di sé per via del rinnovo a cifre davvero folli con il Paris Saint-Germain e dopo essersi preso gli insulti di mezza Francia per le risatine alla battuta ecologica di Galtier in conferenza stampa, la stella che viene dalle Banlieue ha intrapreso un duello con la FFF – la federcalcio francese, niente di meno.


Carta bianca


Lo scorso anno Mbappé in 35 presenze in Ligue 1 ha realizzato 28 gol e 19 assist, in Champions League su otto presenze 6 gol e 6 assist. Solo Haaland in questo momento se la gioca con Mbappé sul piano tecnico (e dei numeri, col francesino che ha già vinto da protagonista un mondiale quattro anni fa). Mbappé insomma sposta gli equilibri, ecco perché nella “guerra fredda” del rinnovo Real Madrid e Liverpool sono rimasti alla finestra fino all’ultimo minuto, nella speranza di una clamorosa apertura al trasferimento. In Francia il suo rinnovo è diventato una questione di Stato. Letteralmente. Non è un segreto infatti l’intervento dello stesso Emmanuel Macron per trattenere Kylian a Parigi.

Mbappè è quindi rimasto, ma a che prezzo? Recentemente il fuoriclasse francese, ad esempio, si è rifiutato di prestare il suo volto per uno shooting fotografico della FFF. Secondo lo staff del calciatore, i 25 mila euro pagati dagli sponsor della nazionale francese erano un compenso irrisorio.

Già in passato la FFF si era ritrovata a dover affrontare questo problema: nella scorsa primavera, sempre Mbappé si ritrovò a saltare una giornata promozionale degli sponsor della nazionale francese, motivando la scelta per via dell’oggetto in questione, una famosa bevanda zuccherata: “il calcio è cambiato, mi sembra giusto sapere a cosa sia associato il mio nome. Penso sia mio diritto gestire la mia carriera in funzione dei valori che sostengo, anche se non intendo rivoluzionare il calcio“. In quell’occasione la federazione transalpina ebbe la meglio, promettendo di rivedere gli accordi per i diritti d’immagine dei propri calciatori soltanto dopo il mondiale, senza però pensare che non avere Kylian Mbappè, la propria superstar, nella foto di gruppo per Qatar 2022, sarebbe stato un danno d’immagine davvero troppo grosso da sopportare.

Ecco perché pochi giorni fa, quando era tutto pronto per la sessione fotografica della nazionale francese in vista del prossimo mondiale, Mbappè ha potuto alzare di nuovo la voce, e minacciare di non prestarsi per la foto di gruppo. Perché sapeva benissimo che la federazione stavolta sarebbe scesa a qualsiasi compromesso pur di averlo, ed ecco che dopo appena ventiquattro ore è infatti arrivato il comunicato pacificatore: “La FFF è lieta di lavorare alle linee guida di un nuovo accordo che consentirà di garantire i propri interessi tenendo conto delle preoccupazioni e delle legittime convinzioni espresse dai suoi giocatori”. Problema risolto, Kylian accontentato. D’altronde come permettersi di farlo scontento?

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