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25 Maggio 2024

Gaetano Scirea non si dimentica

Il 25 maggio del 1953 nasceva un modello, in campo e fuori.

Il primo flash è un luminoso ricordo estivo, un caldo ricordo, nostalgico quanto felice: è l’11 luglio 1982, e nella cattedrale del Bernabeu Tardelli soppianta Munch trasfigurandosi nell’Urlo più celebre di tutti i tempi, con il servizio d’ordine iberico che fatica a contenere l’entusiasmo degli Azzurri, mentre in tribuna l’arzillo ottuagenario Pertini imperversa agitando la pipa come una clava minacciosa più che un calumet della pace, al pensiero di veder ormai prossima una vittoria sull’eterno nemico tedesco. C’è molto, se non tutto, di Gaetano Scirea, in questi momenti.

È proprio il libero azzurro ad aver architettato l’azione decisiva: l’antica formazione da centrocampista gli aveva fornito l’intuito e il colpo d’occhio decisivi per aver la capacità di legger il gioco un momento prima degli altri. Ed ecco l’incursione, la falcata potente eppur leggiadra, con quello stile elegante eppur mai barocco, eccolo in area, a scambiarsi il pallone di tacco con l’allor implume Bergomi, e quindi, la testa alta, a fornir il passaggio decisivo che Tardelli trasformerà nel suo lasciapassare per la gloria imperitura.

Un contributo decisivo, eppure mentre attorno a lui i compagni si abbandonano all’estasi, ora sguaiata, ora più composta, Gaetano si limita ad alzare le braccia e ad aprirsi in un sorriso dolcissimo quanto raggiante, quasi avesse fatto puntare la luce sugli altri per poter rimanere nell’ombra. Pudore? Una estrema forma di modestia? Più probabilmente, un irrinunciabile modo di essere per un uomo che aveva imparato a misurare col metro del buonsenso ogni elemento della sua vita di sportivo, di marito, di amico.

Il secondo è un ricordo di una stagione che volge all’autunno, una serata che da fresca diventa improvvisamente, e crudelmente, gelida. È il 3 settembre 1989, e alla Domenica Sportiva si sta consumando la solita liturgia laica dei calciofili: è l’ultima occasione per godersi i gol della domenica, quando ex abrupto la figura familiare del mitico Sandro Ciotti entra nei salotti di tutta Italia per comunicare una notizia terrificante:

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