Tifo
19 Settembre 2026

Nel nome di Stefano Furlan

Nel suo nome un ricordo che rimane vivo.

42 anni e mezzo. Tanto è passato dalla tragica fine, anzi dall’omicidio, di Stefano Furlan. Ne avevamo scritto in questo articolo, ed è un onore che abbia poi introdotto il libro – Una notte lunga quarant’anni (2024) – uscito per il quarantennale della morte di Stefano. In occasione dell’anniversario i ragazzi di Trieste, della curva Furlan, nello specifico l’associazione “Stefano presente” ha fatto di più: ha portato la sua storia in tutta Italia, per non dimenticare, e per perpetuare il ricordo del ragazzo a cui è intitolata la curva alabardata.

150 tappe in tutta Italia, organizzate con i tifosi delle varie piazze, da Bolzano ad Acireale. Più di 20mila presenze fra tutte le presentazioni. Da questo viaggio è nato un nuovo volume, “Nel suo nome”, realizzato con il contributo della Fondazione Crt. Un libro non in vendita, a testimoniare il suo obiettivo, e distribuito solo agli “amici”: a chi c’è sempre stato, e a chi nel tempo si è unito. Eventi molto partecipati, alcuni con numeri impressionanti a far capire quanto il mondo ultras, in realtà, sia tutto il contrario di come qualcuno vorrebbe descriverlo. Un mondo ancora vivo, con tutte le sue contraddizioni, con una sua memoria e dei valori profondi.

E una narrazione che, come quelle religiose o politiche, si alimenta della figura del martire.

Ai caduti del mondo del tifo vengono intitolate curve, con i loro volti cucite e disegnate bandiere, con i loro nomi intonati cori. Per anni, per decenni. Queste figure ricordano chi si è, chi si era, da dove si viene, e la vita sacrificata al tifo è un battesimo di eternità. Il sacrificio estremo per una causa che, chi resta, deve custodire e alimentare. Rinsaldandosi in quei nomi. A Trieste è successo tutto ciò.

Nel nome di Stefano, ragazzo neanche ventenne massacrato di botte senza alcuna colpa e ucciso da alcune bestie in divisa, allievi di polizia esaltati e criminali, che non hanno mai pagato per quel brutale omicidio, l’associazione e i tifosi alabardati portano avanti la propria causa – tra tutte le enormi difficoltà che la Triestina, un tempo gloriosa, sta vivendo. Eppure queste passano, come i giocatori, i presidenti, le vittorie, le sconfitte, e i rovesci della sorte. Ciò che resta sono i tifosi, forgiati dalla propria storia e dalla propria memoria. E, nel suo nome, lo hanno dimostrato in tutta Italia. Stefano presente.

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