Carrello vuoto
Calcio
6 Marzo

Agnelli, era meglio tacere

Federico Brasile

66 articoli
Il presidente bianconero ha in testa un modello di calcio esclusivo, elitario e antidemocratico.

Facciamo intanto una premessa di rito e di metodo, ché di questi tempi il dibattito è fin troppo monopolizzato da narrazioni partigiane e tifose: chi scrive tifa Roma, quella stessa Roma che il signor Andrea Agnelli vorrebbe spedire in Champions League per grazie ricevuta (e per i risultati degli anni scorsi, che hanno aiutato “il ranking” del Paese).

 

Ma può questo essere sufficiente per premiare una squadra – e soprattutto una società, nell’ottica di Agnelli – nonostante i risultati attuali? La faccenda in realtà non riguarda tanto il contributo alla graduatoria nazionale, quanto invece gli investimenti, i costi.

“Ho grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla massima competizione europea per club. È giusto o no? Poi penso alla Roma che ha contribuito negli ultimi anni a mantenere il ranking dell’Italia, ha avuto una brutta stagione ed è fuori, con quello che ne consegue a livello economico. Bisogna anche proteggere gli investimenti e i costi”.

Questo uno stralcio dell’intervento di Agnelli al FT Business of Football Summit, in quel di Londra. Che poi già i nomi di questi eventi sanno un po’ di Rotary club, di massoneria del calcio, di ricca oligarchia internazionale quanto mai lanciata e progredita, legittimata non si sa bene da chi a parlare di progresso del pallone; organizzato dal Financial Times, l’evento si presenta così:

Football is the world’s most popular sport, and, also, one of the most active sectors globally for deal-making. Whether it is M&A, private equity investment, stadium financing, media rights, sponsorship contracts, player transfers, or salary packages, the business of football has become a multi-billion dollar economy. And as with many other major asset classes, there are disruptive forces that are shifting the goalposts – challenging established systems and creating new opportunities for growth.

Si parla di negoziazione, investimenti, diritti televisivi e contratti di sponsorizzazione, insomma del “business del calcio che è diventato un’economia multi-miliardaria”. Beh come negarlo effettivamente ma, di nuovo, chi dà ai padroni del calcio l’autorizzazione o anche solo la pretesa di parlare delle regole del gioco? Utilizzando poi il loro stesso linguaggio, bisognerebbe analizzare tutto in termini prettamente economici, quasi marxiani. Ma allora perché Agnelli deve fare ricorso a nozioni come la giustizia?

 

Agnelli Ronaldo
Agnelli e Cristiano Ronaldo si lasciano alle spalle il calcio fino ad oggi conosciuto: all’orizzonte però il cielo è plumbeo (Foto Daniele Badolato – Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

 

L’annata storta di cui parla circa la Roma, ad esempio, è nient’altro che la giustificazione retorica e dialettica da fornire all’opinione pubblica; come se poi fosse stata la sorte condannare i giallorossi, e non gli errori tecnici e soprattutto dirigenziali, che hanno smontato un’ottima rosa senza trovare sostituti all’altezza. In più trattare l’Atalanta come parvenu del grande calcio, espressione di “una grande prestazione sportiva”, significa fare un torto a Percassi e al progetto orobico: negli ultimi tre anni i bergamaschi si sono qualificati due volte alla Champions League e un’altra all’Europa League; un po’ tanto per considerarli degli imbucati.

 

D’altronde conosciamo da tempo la volontà di Agnelli: se non quella di creare una Superlega a tutti gli effetti, almeno disputare quante più partite possibili in ambito internazionale. E in questo contesto andrebbero ovviamente tutelate le squadre che investono di più, con marchi e brand maggiormente attrattivi: costi molto alti (e fissi) che a loro volta necessitano di entrate vertiginose (e sicure). La più spietata forma di oligarchia, di classismo o, per meglio dire ancora, di elitarismo.

 

Alla faccia dei bei discorsi sulla progettualità: qui gli unici progetti validi sono quelli economici e finanziari, che meritano di essere valorizzati ben prima di quelli tecnici. Alla faccia del merito, lo stesso che la Juventus si è riguadagnata sul campo: niente più che un criterio tra gli altri, forse il meno importante. Qui il possibile fallimento, anche di una singola stagione, non è contemplato, per la gioia di dirigenti e azionisti (alcune tra le migliori società del pianeta come la Juventus sono quotate in borsa, particolare da non sottovalutare).

 

L’Atalanta è un progetto che viene da lontano, il cui picco più alto – per adesso – è stata la straripante vittoria nell’andata degli ottavi di Champions 2019/20 (Foto Marco Luzzani/Getty Images)

 

Ma Agnelli non si è limitato a queste considerazioni interlocutorie, si è spinto più in là, sul terreno scivoloso della possibile attuazione pratica:

“Il punto è come bilanciare, quanto pesa il contributo al calcio europeo e quanto pesa la prestazione di un singolo anno. Quello che va capito è come assicurare ai club sani e a quelli che sono limitati dalla grandezza del loro mercato che possano lottare e non siano relegati a crescere i giocatori per le grandi società”.

Un giro di parole che non ha neppure il coraggio di essere diretto bensì lavora sottotraccia, per sottrarre merito e democrazia al pallone; bisogna trovare, in sostanza, un modo per dare le briciole ai club più meritevoli tutelando i grandi marchi. Allora qui la questione si fa cruciale, ed è una delle tante circostanze in cui rendersi conto del valore del riformismo: quando non si può fare la rivoluzione (eliminare la finanza e il business dal mondo del calcio, sarebbe un’utopia ma è purtroppo una prospettiva inimmaginabile) si deve lavorare per la soluzione migliore.

 

Appurato che il calcio è ormai terra di conquista per interessi globali, c’è modo e modo di gestire il business, come ci sono diverse opzioni per indirizzare un sistema economico. C’è il modello americano che tutto privatizza, comprese istruzione e sanità, sbilanciato totalmente sulle esigenze dei più ricchi, e quello più temperato, in cui alcuni diritti inalienabili (in teoria) sono uguali per tutti i cittadini. Così per il calcio: Agnelli e i suoi sognano un modello elitario a democrazia ridotta; noi ci accontentiamo di uno schema sostenibile che conceda ai tifosi premi e punizioni, in base a meriti e demeriti.

“Se non guardiamo avanti finiremo per proteggere un sistema che non esiste già più. Un sistema di partite domestiche che non interessano ai nostri figli” (Andrea Agnelli alla Leaders Week, sempre a Londra, nell’Ottobre 2019)

L’Agnelli pensiero è pericolosissimo per il calcio, se non addirittura esiziale: le élite calcistiche procedono convinte verso modelli di calcio esclusivi per i tifosi ma inclusivi per i grandi investitori. Piano piano, tournée per tournée, supercoppa per supercoppa, una trasferta asiatica/americana alla volta, sempre più partite e interessi saranno spostati sul piano internazionale, il tutto per andare incontro alle esigenze della cosmpolita “Generazione Z”. Bella giustificazione ideologica: lo fanno per noi, per i nostri figli.

 

E noi appunto, nel mentre, accettiamo passivamente la deriva come la rana di Chomsky, che non esce dall’acqua sempre più calda fin quando sarebbe ancora in tempo, per poi ritrovarsi bollita: anche per noi sarà l’abitudine – o l’assuefazione – a rivelarsi fatale.

 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tifo
Domenico Rocca
4 Giugno 2022

Nel nome di Antonio De Falchi

04/06/1989: il buio a San Siro.
Cultura
Annibale Gagliani
25 Maggio 2022

Enrico Berlinguer, il calciatore

Tra una passione autentica e la Juventus “comunista”.
Italia
Diego Mariottini
17 Maggio 2022

La Coppa UEFA tutta italiana della Juventus

Il primo trofeo bianconero in Europa, l'unico 100% tricolore.
Papelitos
Andrea Antonioli
5 Maggio 2022

Tradizione, mistica, religione

Así gana el Madrid.
Papelitos
Gianluca Palamidessi e Andrea Antonioli
27 Aprile 2022

Manchester City-Real è stata utopia

Tra orrori difensivi e talento smisurato dei singoli.
Papelitos
La Redazione
31 Marzo 2022

La nuova Champions sarà una Superlega

Tanto valeva fare quella originale.
Cultura
Francesca Lezzi
29 Gennaio 2022

Cossiga e lo stile Juventus

Il più bianconero tra i nostri Presidenti della Repubblica.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Italia
Marco Armocida
6 Gennaio 2022

La crisi della Juventus non può sorprendere

Analisi alla prima parte di stagione della Vecchia Signora.
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Cultura
Niccolò Maria de Vincenti
9 Dicembre 2021

L’Inno della Champions

Storia della melica più celebre del Calcio.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
6 Dicembre 2021

L’Atalanta è pronta per vincere lo Scudetto

Come è cambiata quest'anno la Dea.
Recensioni
Marco Armocida
30 Novembre 2021

All or Nothing Juventus, o della crisi di identità

Che cosa ci ha detto la serie prodotta da Amazon.
Podcast
La Redazione
25 Novembre 2021

Zigo contro Zigo

Gianfranco Zigoni si confessa. Dall'odio per il calcio professionistico all'amore per l'oratorio, per i grandi campioni come Best, per gli amici Vendrame e De André.
Interviste
Gianluca Palamidessi
21 Novembre 2021

The TED Inside: tifare Roma uccide

Il vero tifoso non vince mai.
Papelitos
Andrea Antonioli
28 Ottobre 2021

José Mourinho il dittatore

A Roma si governa solo con il pugno di ferro.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Tennis
Marco Armocida
19 Ottobre 2021

Radja Nainggolan, guerriero incompreso

Un giocatore irripetibile, come i suoi eccessi.
Ritratti
Alberto Maresca
14 Ottobre 2021

Fabian O’Neill, un altro bicchiere grazie

Brindiamo ai 48 anni (e al talento perduto).
Ritratti
Diego Mariottini
2 Ottobre 2021

Omar Sivori, l’anarchico

Sbattere in faccia al mondo il proprio talento.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Marco Armocida
30 Settembre 2021

L’Italia chiamò

La Juventus è tornata (italianissima).
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Papelitos
Valerio Santori
15 Settembre 2021

Da Malmö a Malmö

Sta tornando la Juventus di Allegri?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Settembre 2021

Ronaldo è un sogno

E insieme un incubo.
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Ritratti
Marco Metelli
29 Agosto 2021

Enzo Maresca il saggio

Un allenatore da seguire.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto 2021

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Italia
Paolo Cammarano
10 Luglio 2021

Maurizio Sarri torna alle origini

La Lazio non è la Juventus, per sua fortuna.
Ritratti
Francesca Lezzi
21 Giugno 2021

Michel Platini, il re istrione

Lo spirito francese espresso nel campo.
Ritratti
Matteo Latini
30 Maggio 2021

Agostino Di Bartolomei, orgoglio di Roma

30 maggio, giornata maledetta per il romanismo.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Maggio 2021

Sempre il solito Conte

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Ritratti
Gianluigi Sottile
24 Maggio 2021

Sami Khedira fuori dagli schemi

Si ritira un calciatore dall'intelligenza differente.
Ritratti
Matteo Latini
18 Maggio 2021

Quel galantuomo di Gaetano Anzalone

Tre anni fa ci lasciava un signore del pallone, presidente e primo tifoso della Roma.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Maggio 2021

Errare è umano, perseverare…

La classe arbitrale italiana ha bisogno di una rivoluzione.
Ritratti
Marco Armocida
5 Maggio 2021

Toni Kroos, il principe

Elegante, intelligente, colonna del Real Madrid.
Papelitos
Andrea Antonioli
21 Aprile 2021

Che figura di m…

Se questi sono i padroni del football, stiamo freschi.
Editoriali
Andrea Antonioli
19 Aprile 2021

Fate la Superlega e levatevi dai c*glioni

Il calcio appartiene a noi, non a loro.
Papelitos
Federico Brasile
16 Aprile 2021

Italianissima Roma

L'arte dell'adattamento e della difesa.
Papelitos
Guglielmo Russo Walti
14 Aprile 2021

Le follie dell’imperatore

Le spese del City e l'obbligo di vincere la Champions.
Estero
Gianluca Palamidessi
13 Aprile 2021

La difesa è il miglior attacco

Il Chelsea di Tuchel lo dimostra.
Papelitos
Luca Pulsoni
3 Aprile 2021

Alla faccia della Superlega

La Juventus perde punti con le piccole e medie squadre.
Italia
Federico Brasile
18 Marzo 2021

Il fallimento italiano non è colpa del “gioco”

Ma del ritardo (tecnico, fisico e caratteriale) del nostro calcio.
Papelitos
Marco Armocida
13 Marzo 2021

È troppo facile prendersela con Cristiano Ronaldo

Da leggenda vivente a fardello il passo è in un click.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
10 Marzo 2021

L’identità non è un’opzione

Cosa ci ha detto l'eliminazione della Juventus.