Critica
01 Gennaio 2026

Che fine hanno fatto gli allenatori normali?

Breve indagine sul decadimento di un mestiere nobile.

«Verrà un tempo in cui si accenderanno fuochi per testimoniare che due più due fa quattro, e si sguaineranno spade per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate.» [1] Quel tempo di cui Chesterton parlava più di cento anni fa (120, per l’esattezza) è finalmente giunto. Viviamo in un’epoca in cui il buon senso e la misura sono sotto attacco in ogni ambito dell’esperienza quotidiana e il calcio non fa certo eccezione, radicalizzandone semmai la portata. Prendete, tra le altre, la figura dell’allenatore.

D’accordo, si dirà: oggi – solo per rimanere in Italia – abbiamo persino le bordocam che un fotogramma dopo l’altro ci mostrano non solo le indicazioni tattiche degli allenatori, ma anche e soprattutto – poveracci – quante dita nel naso si mettono (ogni riferimento a Maurizio Sarri è puramente benevolo), con che posa imitano la svogliatezza dei propri calciatori in mezzo al campo (Luciano Spalletti, vedi video sotto), con quanti gesti danno indicazioni che entrano da un orecchio dei calciatori e dall’altro pure escono (con tanto di «copyright» di Lele Adani, facciamocalcio: il riferimento è addirittura al fu nemico Max Allegri, immortalato più volte nell’atto di indicare ai suoi chissà quale formula magica in mezzo al campo) e chi più ne ricorda ne metta.

Poveri allenatori, ma soprattutto poveri noi…

È vero. Degli allenatori viene richiesta (da contratto) la presenza ai microfoni nel post-partita come si trattasse di profeti, salvo poi ridurre il potenziale tambureggiare delle domande scomode a insipido salottino simpodiale, con tanto di risatine, auguri per il proseguo della stagione, battutine dal dubbio indice erotico. La loro aura, direbbe qualcuno, precede e oscura qualsiasi discussione di campo, dove con il «campo» andrebbero indicati in verità niente meno che coloro che ne decidono l’esito: i calciatori. Eppure, questa verità semplice, ovvia e secolare – che siano cioè i calciatori i protagonisti dello sport – si è completamente persa. E non da oggi, se è vero che già nel 2020 scrivevamo su queste colonne che gli allenatori stavano diventando i nuovi top player.

Contrasti ULTRA

Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.

L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.

Abbonati

Ti potrebbe interessare

L'allenatore in viaggio
Interviste
Luigi Fattore
03 Settembre 2018

L'allenatore in viaggio

Se in Italia non trovi terreno fertile per coltivare le tue passioni non c'è problema: basta andare all'estero.
L'ossessione di Mikel Arteta
Estero
Eduardo Accorroni
03 Febbraio 2022

L'ossessione di Mikel Arteta

È il tecnico dell'Arsenal il vero erede di Guardiola?
Allegri è morto, viva Allegri!
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Maggio 2024

Allegri è morto, viva Allegri!

Nelle sfuriate di Max c'è il sunto di due stagioni difficilissime.
Contro il Napoli, vince solo (il) Napoli
Editoriali
Andrea Falco Profili
11 Luglio 2025

Contro il Napoli, vince solo (il) Napoli

Ai partenopei basta solo smettere di raccontarsi come un'ingiustizia vivente.
Sempre il solito Conte
Calcio
Lorenzo Santucci
28 Maggio 2021

Sempre il solito Conte

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.