Calcio
31 Ottobre 2025

Almaty, nel nome dei Göktürk

Una storia millenaria, un futuro ancora da scrivere.

Nella tradizione e nella storia della Turchia, Göktürk è il nome attribuito alla stirpe turanica originaria. A queste popolazioni nomadi insediate tra l’Asia centrale e la Cina, imparentate con i mongoli, fu attribuito il titolo di “turchi celesti”. Nell’VIII secolo della nostra era costituirono una confederazione tribale, spingendosi fino ai confini del mondo islamico, finendo per convertirsi e per far propria la ben più sofisticata cultura persiana.

Fin qui la storia delle origini di chi in una serie di dinastie, emigrazioni, assimilazioni e guerre, divenne una realtà imperiale tutt’oggi viva e vegeta. Incarnata dalla Turchia moderna, ma interessata proprio negli ultimi decenni a recuperare quel patrimonio ideologico e mitologico afferente all’enorme estensione territoriale delle popolazioni di stirpe turca.

Disabituati all’importanza di definire l’identità di un popolo, restiamo come inebetiti di fronte a tanta celebrazione del passato. Scorrendo tra profili social filo-turchi e giornali, emerge tuttavia come dalla Turchia all’Azerbaigian, fino al Kazakistan, si alzi spesso un grido all’unisono. Nella politica come nello sport. Il calcio non fa certo eccezione.

Una mappa che vale più di tante parole

Ecco allora che il Kairat Almaty, autentica sorpresa nelle qualificazioni all’attuale Champions League, rappresenti l’emblema stesso di un’identità panturanica latente estesa da Istanbul (e forse dall’Ungheria) fino alla Mongolia (forse fino alla Corea e al Giappone).

Nella sfida decisiva per il passaggio al girone finale, i tifosi del Kairat hanno esibito fieramente i propri stendardi inneggianti all’identità turanica: un cavaliere armato di tutto punto, pronto a marciare verso l’Europa e verso l’Occidente, come le antiche e bellicose popolazioni mongole e turche quasi un millennio fa. Ovviamente nell’esaltante celebrazione dei social.

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