Critica
22 Marzo 2026

Levate TikTok a Jakub Jankto

A tutto c'è un limite: persino all'idiozia.

Le cose belle e dense di significato avvengono quasi all’improvviso, in modo inaspettato. Come la madeleine di Proust, come un gol all’ultimo respiro. All’improvviso, però, possono accadere anche le cose più brutte e misere, volgari e nauseabonde. Come la scoperta di tradimento della persona amata, come un gol subito nel momento di spinta massima della squadra del cuore. Ma anche come l’apertura del canale TikTok di Jakub Jankto.

Quando i primi video del nostro sono iniziati a circolare, ci siamo fatti una sincera risata – oddio, più un sorriso abbozzato. Jankto, per citarne uno dei più celebri, ha raccontato con toni simpatici e autoironici quando, ai tempi dell’Udinese (stagione 2017/18), il compagno di squadra Maxi Lopez lo aveva chiamato fr*cio per aver rifiutato un’uscita con gli altri del gruppo «a sc*pare le ragazze» (dubitiamo fortemente che Maxi Lopez abbia detto queste precise parole, ma è pur sempre un ricordo).

Nel video, Jankto è sereno, divertito. Racconta tutto con quel tono canzonatorio delle persone libere. Questo è non soltanto divertente, ma ammirevole. Poi però, come chi è annebbiato dai famosi 15 minuti di celebrità, Jankto ha iniziato a pubblicare video dai toni sempre più accesi, in un climax di ascendente ottusità, ignoranza, financo violenza. Tutto questo prendendosi delle libertà che il social TikTok consente senza troppe remore e conseguenze (curioso che una piattaforma così libera sia nata proprio in Cina).



In più di un video, Jankto si diverte a bestemmiare, che sia da casa o in mezzo al traffico – commettendo molteplici infrazioni. Un signore – si presume, dalla foto del profilo, di una certa età – gli chiede gentilmente «di non bestemmiare». Lui risponde – con un video ad hoc – prendendolo in giro e azzittendolo («stai zitto vecchio»).

I contenuti, però, rimangono prettamente calcistici, e sempre accusatori – per destare quello scandalo (un esempio qui, a proposito della questione calciatori-scommesse) che va tanto di moda oggi, in un tempo in cui fare del bene ed essere misurati è controproducente e ti esclude dal mercato. Jankto si è ritirato lo scorso anno, a 29 anni. Di qualcosa dovrà pur vivere, visto che il coming-out fatto ai tempi di Ranieri a Cagliari non lo ha aiutato da questo punto di vista. E i numeri del suo canale TikTok sono impressionanti: Jankto, che lo ha aperto neanche un mese fa, è già ad oltre 200mila iscritti.

Una buona fetta si deve ai toni pieni d’odio e risentimento nei confronti dei suoi ex colleghi nel calcio, chiamati in causa senza contradditorio – come social vuole.

I due casi più celebri – ma siamo convinti non gli ultimi – sono quelli di Davide Nicola e Devis Mangia. Nel primo dei due video, che riportiamo sotto, Jankto indossa degli occhiali da sole e, come spesso gli capita, si trova in macchina – sorta di stoicismo alla rovescia. Il titolo del video è: *CIAOOOO! 🤍*, ed è rivolto appunto all’allenatore appena esonerato dalla Cremonese. Jankto prima lo sfotte – cosa a nostro avviso già meschina, ma in fondo non così grave. Poi però, magari in modo ingenuo e non voluto, si lascia andare a parole che reclamano giustizia: «non auguro niente di male a nessuno, a parte (nei confronti di) questo c*zzo di c*glione». Che Nicola abbia perso un figlio alcuni anni fa, non può naturalmente essere sottaciuto. Qualcuno ci darà dei moralisti, qualcun altro ci accuserà di non essere sufficientemente contrastiani – che però non significa sparare a zero su chiunque senza conseguenze: ma tenere conto dei limiti, che soli danno serietà alle accuse (anche molto forti).

Ma è nel secondo dei due video sopracitati, quello contro Devis Mangia, che Jankto dà il meglio di sé. In questo video c’è (purtroppo) tutto il repertorio di un uomo che ha completamente smarrito i freni del buonsenso e della civiltà. Non entriamo nel merito delle accuse – a quelle ci penserà la giustizia ordinaria. Noi vogliamo solo far notare i modi, squallidi e pericolosi, nonché inquietanti.

«Ho pensato a lungo» se fare questo video, esordisce Jankto. La sua posa è teatrale, il suo sguardo sembra quasi fuggire lo schermo. Jankto indossa una maschera, l’esibizione è attoriale. I fatti sono noti: quando Mangia allenava l’Ascoli – dove anche Jankto giocava –, rivela Jankto, alcuni calciatori sono stati vittime delle sue avances – è da capire se oltre a queste c’è stato altro, cosa che Jankto dice e non dice. Alla penultima giornata, Mangia è stato esonerato (a causa di questi comportamenti).

«Mi batte forte il cuore», dice Jankto mentre – con sguardo di serpe – racconta gli eventi.

«Provava a toccare, a scopare», «lo faceva anche prima degli allenamenti». Tra un’accusa e l’altra, Jankto stappa una coca-cola e la beve di gusto, quasi a voler recuperare fiato per lo shock dell’esperienza narrata. Onestamente, abbiamo faticato a finirlo. Non per il senso delle cose dette, ma per il modo. Non crediamo sia giusto, né lecito, accusare di certi atti una persona spalmando sui social la presunta verità – che è sempre la verità dei fatti per Jankto: lo scriviamo per precisione, mica perché sul web si crede a qualsiasi cosa.

Jankto dà Devis Mangia in pasto ai social con una leggerezza insostenibile, e la cosa più pericolosa è che l’ex calciatore ceco crede di fare giustizia (invece questo è giustizialismo). I video che seguono lo dimostrano: Jankto si sente il Batman di TikTok, solo senza maschera. Il cavaliere chiaro venuto in questo tempo moralmente abietto per ristabilire l’ordine, inconsapevole di esserne un prodotto. Naturalmente, a Jankto fa comodo tanta celebrità. La userà a suo vantaggio, cavalcandone l’onda. Fino a quando, lentamente, ma appunto come l’onda che si spegne sulla riva, in pochi rimarranno ad ascoltarlo. Ma il male che Jankto avrà fatto e diffuso, nel frattempo, quello non passerà.

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