Storia di una rivalità secolare.
Ci sono rivalità sportive che nascono sui terreni di gioco. Altre affondano le radici nella storia sociale di una città, legate a episodi apparentemente distanti dall’universo ludico dove pure, oggi, trovano traduzione sul piano della realtà. Quella fra West Ham e Millwall, le due società di calcio londinesi protagoniste del classico derby della working class, rientra in uno di questi casi.
Benché già vivo ad inizio secolo, si è infatti soliti far risalire l’inizio dell’acceso antagonismo in occasione dei disordini che precedettero uno sciopero rimasto nella storia di Londra e di tutta l’Inghilterra.
Finita la Grande Guerra, il Regno Unito stava attraversando un periodo di profonda trasformazione. La politica colonialista aveva cominciato a mostrare vistose crepe e i movimenti nazionalisti, con prepotente spinta, stavano facendo definitivamente saltare il banco dell’ex grande impero coloniale; da ultimo, l’Egitto, che nel 1922 aveva ottenuto l’agognata indipendenza.
Inoltre, la “questione irlandese” si era riproposta in tutta la sua forza e, nel 1921, dopo un sanguinoso conflitto armato durato due anni, l’Inghilterra aveva dovuto riconoscere lo stato libero d’Irlanda. La grave crisi economica che fece seguito alla fine della prima guerra mondiale mise in ginocchio il paese e, complice anche la concorrenza dell’emergente potenza statunitense, il settore del carbone fu tra i più colpiti.
Dopo la chiusura della miniera di Daw Mill, insieme alla Annesnley Bentink la più importante del paese, i proprietari delle miniere, nel tentativo di mantenere alti profitti, con l’aiuto del governo conservatore di Stanley Baldwin peggiorarono sensibilmente le condizioni di lavoro; con la paga oraria drasticamente ridotta e l’aumento delle ore dei turni, la situazione lavorativa degli oltre ottocentomila minatori di Sua Maestà Britannica divenne insostenibile.
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