Carrello vuoto
Calcio
31 Maggio

Fare ordine nel caos

Per tutta la stagione la confusione ha regnato sovrana in casa Inter. In un futuro che appare costellato di luci e ombre, la certezza è una sola: l'Inter ha un disperato bisogno di ritrovare identità a livello societario.

Domenica 28 maggio, 22.45 circa, stadio Giuseppe Meazza in San Siro. Risultato a parte, il fischio finale è stato accolto con un sospiro di sollievo dal tifo nerazzurro, dopo una stagione tribolata, dove la “pazzia” che ha sempre contraddistinto in positivo e in negativo l’indole dell’FC Internazionale Milano ha raggiunto livelli parossistici. Dalla disastrosa gestione De Boer al caos societario, passando per le nove vittorie in dieci partite di Pioli e i 2 punti fatti in 7 giornate a partire da metà marzo (con cui lo stesso allenatore si è giocato la possibile riconferma); quest’anno l’Inter non si è proprio fatta mancare nulla, dentro e fuori dal campo. Alla conclusione della stagione, però, la società si ritrova per l’ennesima volta a ripartire pressoché da zero e a vedere gli avversari di sempre (la Juventus di Allegri) vicini a emulare lo storico Triplete, principale vanto nerazzurro assieme all’ininterrotta permanenza in Serie A dal 1908 ad oggi. L’Inter rimane e rimarrà un mistero insolubile per tutti gli amanti del calcio e non è possibile condensare in poche righe le ragioni profonde di una stagione che ha mostrato, una volta di più, l’incredibile tendenza masochistica che questa squadra riesce a condividere coi suoi tifosi. Il rapporto tra l’Inter e questi ultimi è caratterizzato dall’eccesso a 360°, nell’entusiasmo e nell’autocommiserazione: c’è l’amore incondizionato – che ha determinato anche quest’anno una presenza a San Siro molto alta, nonostante alcune prestazioni decisamente deludenti – ma c’è pure l’abbandono dello stadio da parte della Curva Nord a Inter-Sassuolo, al termine di una stagione dove non sono mancate durissime polemiche nei confronti di colonne portanti della squadra come Icardi, Gagliardini e Brozovic.

teaserbreit
La protesta dei tifosi nerazzurri contro il Sassuolo

In questa situazione caotica, è necessario provare a riordinare i pezzi del puzzle per cercare di intravedere in che modo (e da quali capisaldi) l’Inter potrà ricominciare ai blocchi di partenza della prossima stagione, che si preannuncia ricchissima di rivoluzioni. Nel bene e nel male, le situazioni partono sempre dal vertice; in questo senso proprietà e dirigenza della squadra nerazzurra hanno delle innegabili responsabilità sui risultati stagionali. Da più parti, infatti, la colpa di questa disastrosa annata è stata attribuita proprio alla totale confusione emersa a livello societario, e alla conseguente impossibilità di capire chi comandi tra un Presidente che è (tuttora) l’indonesiano Erick Thohir e una proprietà che proprio nel giugno 2016 ha visto passare le quote di maggioranza alla Suning Holding Groups di Zhang Jindong. Se a questa sorta di “doppia proprietà” indonesiano-cinese ci aggiungiamo i dirigenti “operativi” italiani (primo tra tutti, il direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica, Piero Ausilio) e una serie di personaggi come Henry Bolingbroke – amministratore delegato e “uomo di Thohir nell’Inter di Suning” fino alle dimissioni rassegnate solamente a novembre 2016 – possiamo già farci un’idea del perché Roberto Mancini (già di per sé persona fortemente umorale, per usare un eufemismo) abbia deciso di abbandonare in corsa una barca con troppi capitani, subodorando fallimenti di cui avrebbe poi dovuto addossarsi la responsabilità.

Foto1
Erick Thohir alla Pinetina in compagnia della famiglia Zhang. La confusione traspare anche solo da questa immagine

E’ forse proprio questo il momento topico, che ha segnato fin dall’inizio in negativo l’annata dell’Inter. L’addio di Mancini a tre settimane dall’inizio del campionato ha dato il via alla girandola di allenatori che, purtroppo, tutti gli interisti ben conoscono, e che ha fatto ricordare per tragicomicità la stagione 1998-99. Prima la squadra è stata affidata a Frank De Boer, profilo internazionale e fautore di un “bel gioco” di tradizione olandese di cui francamente si è visto pochissimo. Dopo la breve parentesi con l’allenatore della Primavera, Stefano Vecchi, la palla è passata all’ex-Lazio Stefano Pioli, anche lui crollato di punto in bianco una volta sfumato l’obiettivo del terzo posto, dopo un ottimo periodo contraddistinto da una serie importante di vittorie consecutive, ma vanificate dalle zero vittorie del mese di aprile. Una stagione complessivamente disastrosa, che ha visto l’Inter arrivare settima a 62 punti (a fronte del quarto posto con 67 della scorsa stagione), nonostante una campagna acquisti estiva da più di 100 milioni di euro. Nel mezzo, pure una serie di polemiche assolutamente evitabili (dall’auto-biografia di Mauro Icardi con annesse minacce alla Curva Nord, fino al discutibile utilizzo dei social network da parte di Brozovic), che hanno contribuito a dare una spruzzata di grottesco e autolesionismo all’ennesima stagione fallimentare dell’era post-morattiana.

8bc90c1c-90d0-4140-b4d5-9bc3d727848d_large
Icardi e Guarin litigano con i tifosi al termine di una sconfitta contro il Sassuolo dello scorso anno. All’episodio Icardi farà poi riferimento all’interno della sua autobiografia, scatenando un’enorme ondata di polemiche

A tutto questo si è, infine, aggiunto un vistoso calo di rendimento sul campo degli elementi cardine della squadra nei momenti più importanti della stagione. Se le prestazioni di capitan Icardi dividono i tifosi tra sostenitori assoluti e detrattori inflessibili (ai primi che fanno notare il suo record personale di 24 gol in Serie A, i secondi rispondono con gli evidenti problemi di integrazione dell’argentino nella manovra della squadra), indiscutibile è stato il calo verticale di giocatori come Miranda, Medel e Murillo, la mancanza assoluta di terzini validi e la tremenda incostanza di elementi potenzialmente validi come Kondogbia, Brozovic e Perisic. In questo quadro abbastanza desolante, è ora più che mai necessario che l’Inter ritrovi il bandolo della matassa e riesca a ripartire, in vista della prossima stagione, con un progetto serio che inizi da una netta rivoluzione nella squadra e negli assetti societari. Se sulla potenza finanziaria di Suning e sulla volontà della famiglia Zhang di arrivare a obiettivi di mercato importanti (da James Rodriguez a Angel Di Maria) non ci sono dubbi, qualche interrogativo sorge però alla vista delle prime decisioni effettuate dalla società in vista del prossimo anno. In primo luogo, si sta profilando da subito il sacrificio di Ivan Perisic sull’altare del Financial Fair Play, che richiede all’Inter un incasso aggiuntivo di circa 30 milioni entro il 30 giugno. La cessione del croato al Manchester United per una cifra che dovrebbe superare i 40 milioni è un colpo molto doloroso per l’ossatura della squadra, che si sarebbe potuto evitare riuscendo a piazzare i tanti giocatori in esubero, o semplicemente evitando di investire l’anno scorso a fine mercato su un oggetto misterioso come Gabriel Barbosa la stessa cifra oggi mancante a bilancio. Se ci aggiungiamo le inevitabili ironie sul costo del brasiliano in relazione ai (pochissimi) minuti impiegati e una dea bendata non certo bonaria nel togliere all’Hull City l’obbligo di riscatto di Ranocchia – a causa di una retrocessione a cui ha ampiamente contribuito lo stesso difensore italiano – non possiamo non trovare nuovamente in tutto questo un pizzico di grottesco. Anche la decisione di affidarsi all’ex-direttore sportivo della Roma Walter Sabatini, pur uomo forte e dalle capacità indiscusse sul mercato, non contribuisce a portare chiarezza nella Beneamata. Non è facile comprendere, infatti, come il ruolo di coordinatore tecnico del gruppo Suning Sports di Sabatini andrà a coesistere con la conferma di Piero Ausilio come direttore sportivo. Per quanto il dirigente di Marsciano abbia in teoria il compito di occuparsi di entrambe le realtà calcistiche del gruppo Suning (l’Inter e la cinese Jiangsu) favorendone la sinergia – esigenza comprensibile per una holding finanziaria che ha la necessità di portare avanti il mercato cinese di pari passo con gli investimenti internazionali – è inevitabile pensare che l’esperienza e le capacità di Sabatini verranno perlopiù incentrate sull’Inter e sul campionato italiano, piuttosto che su un mondo a lui totalmente sconosciuto come quello del Jiangsu. Di qui il chiaro conflitto di interessi con Ausilio, perlomeno nella misura in cui quest’ultimo rimarrà il responsabile dell’area tecnica della stessa Inter.

Foto 3 Saba
Walter Sabatini potrebbe essere l’uomo forte, necessario per far tornare in alto l’Internazionale. Segni particolari: fumatore incallito.  Obiettivi: generare dal caos una stella danzante.

Nell’attesa che il tempo ci dica come e se i due personaggi riusciranno a coesistere, una cosa è certa: l’Inter ha bisogno più che mai di chiarezza negli assetti societari per puntare a un obiettivo minimo, quello del ritorno in Champions, reso l’anno prossimo più accessibile dalla possibilità di accedervi anche con il quarto posto. Nel nostro piccolo, ci permettiamo di suggerire che la creazione di una nuova e più positiva atmosfera passi inevitabilmente dall’uscita di scena di Erick Thohir, desaparecido e balneare Presidente che, stando a un’inchiesta di Calcio e Finanza e alle sibilline parole pronunciate da Ausilio al corso di perfezionamento in Diritto Sportivo e Giustizia Sportiva, è riuscito a ottenere una più che valida plusvalenza dall'”affare Inter”, nonostante gli scarsi risultati sul campo. Considerato che a Steven Zhang, figlio del patron di Suning, verrà verosimilmente affidato il ruolo di amministratore delegato, perché non offrire nuovamente la presidenza a chi, al contrario di Erick Thohir, per l’Inter ha speso molti più soldi di quelli che ha ricavato, con una passione infinita e un amore sconfinato per i colori nerazzurri? Certamente Massimo Moratti, di fronte a questa situazione, non si tirerà indietro se gli verrà offerto un ruolo simbolico che possa aiutare la proprietà cinese ad ambientarsi in una realtà sconosciuta, evitando di ripetere gli errori di Thohir. Perché, oltre che di chiarezza, l’Inter ha bisogno di ritrovare un’identità che negli ultimi tempi si è parecchio smarrita, in mezzo all’ingestibile caos della squadra più pazza d’Italia.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Andrea Mainente
10 Febbraio 2022

Vittorio Sereni e il fantasma nerazzurro

Un amore dolce e intenso come pochi, consumato a San Siro.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Papelitos
Lorenzo Santucci
31 Dicembre 2021

Caro Romelu, non funziona così

Troppo facile giurare adesso amore eterno.
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Dicembre 2021

Tra i tre litiganti, l’Inter gode

C'era una volta un campionato combattuto.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Novembre 2021

La normalità di Simone Inzaghi

L'allenatore dell'Inter non fa notizia, ed è un bene.
Papelitos
Federico Brasile
8 Novembre 2021

Un derby che viene dal futuro

Per intensità, ritmo, qualità. La partita dell'anno.
Italia
Pierfilippo Saviotti
7 Novembre 2021

Baùscia contro Casciavìt

Quando il derby aveva un sapore tipicamente meneghino.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Ottobre 2021

L’Inter ha licenziato tre magazzinieri (ma Lautaro ha rinnovato)

Il motivo? Carenza di liquidità.
Tennis
Marco Armocida
19 Ottobre 2021

Radja Nainggolan, guerriero incompreso

Un giocatore irripetibile, come i suoi eccessi.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Cultura
Emanuele Meschini
14 Settembre 2021

Non escludo il ritorno

La storia d'amore tra Franco Califano e l'Inter.
Papelitos
Valerio Santori
11 Settembre 2021

Il lancio degli Inter Fan Token è stato imbarazzante

Il sonno dei tifosi produce mostri.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
24 Agosto 2021

Dazn ha le gambe corte

Il nostro paese è pronto per lo streaming?
Ritratti
Lorenzo Santucci
18 Agosto 2021

Cambiasso, il cervello in campo

Storia del Cuchu, il nobile proletario.
Estero
Eduardo Accorroni
9 Agosto 2021

Il calcio in Cina è pura propaganda?

Per il governo cinese, il calcio è molto più di un semplice sport.
Estero
Marco Armocida
8 Agosto 2021

Lukaku al Chelsea è già Superlega

Sul ponte (italiano) sventola bandiera bianca.
Ritratti
Marco Metelli
23 Luglio 2021

Julio Cruz, il giardiniere di San Siro

Il dodicesimo uomo nerazzurro.
Ritratti
Gianluca Palamidessi
3 Luglio 2021

Uno, nessuno e Nicolò Barella

L'amore per la Sardegna, l'importanza della famiglia.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Maggio 2021

Sempre il solito Conte

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Maggio 2021

Errare è umano, perseverare…

La classe arbitrale italiana ha bisogno di una rivoluzione.
Italia
Valerio Santori
2 Maggio 2021

La scuola italiana ha vinto ancora

L'Inter di Conte è campione d'Italia.
Ritratti
Antonio Torrisi
3 Aprile 2021

La vita di Maxi Lopez è una serie tv

Con l'evoluzione umana del protagonista.
Estero
Marco Metelli
22 Marzo 2021

Walter Samuel, l’ultimo muro difensivo

La nobile arte dello Stopper.
Italia
Vito Alberto Amendolara
20 Marzo 2021

Pirelli è scritto nella storia dell’Inter

Dopo 26 anni finirà il rapporto di sponsorizzazione più bello del nostro calcio.
Calcio
Vito Alberto Amendolara
22 Febbraio 2021

Sulle spalle del gigante

Lukaku ha trascinato l'Inter in vetta al nostro calcio.
Calcio
Carlo Garzotti
17 Febbraio 2021

Adriano, alla fine dell’impero

Un fenomeno vittima dei propri demoni.
Calcio
Luca Pulsoni
8 Febbraio 2021

Suning naviga in cattive acque

Nel frattempo l'Inter non può concedersi distrazioni.
Papelitos
Paolo Pollo
18 Gennaio 2021

Fuochi a San Siro

Inter v Juventus diventa il veglione di Capodanno.
Ritratti
Marco Metelli
22 Dicembre 2020

Beppe Bergomi, capitano e gentiluomo

Un omaggio allo Zio, che compie oggi 57 anni.
Ritratti
Remo Gandolfi
21 Dicembre 2020

Matias Almeyda, non mollare mai

Compie 47 anni un uomo capace di lasciare il segno.
Papelitos
Lorenzo Santucci
10 Dicembre 2020

Eriksen è una questione di rispetto

Per l'uomo prima che per il calciatore, al di là dei risultati.
Calcio
Luca Pulsoni
8 Dicembre 2020

Il giochismo in Italia non paga

Meglio adattarsi e rifiutare i dogmi.
Calcio
Dario Bezzo
16 Ottobre 2020

Morto uno stadio se ne fa un altro

Il travaglio del nuovo San Siro.
Storie
Domenico Rocca
25 Settembre 2020

San Siro a mano armata

La parabola criminale di Gilberto Cavallini, dai Boys SAN ai Nuclei Armati Rivoluzionari.
Tennis
Diego Mariottini
22 Settembre 2020

Ronaldo, una storia semplice

44 anni di un uomo nato per giocare a pallone.
Calcio
Gianluca Losito
18 Settembre 2020

Maglie da calcio e identità, il filo invisibile del pallone

Se anche la tradizione diventa una strategia di marketing.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
28 Luglio 2020

La dialettica di Antonio Conte è ormai superata

L'allenatore leccese è rimasto juventino dentro.
Ritratti
Andrea Catalano
18 Luglio 2020

Giacinto Facchetti, capitano mio capitano

Il 18 Luglio del '42 nasceva una leggenda dell'Inter e colonna della Nazionale.
Papelitos
Jacopo Benefico
10 Luglio 2020

Dio ci scampi e liberi dalla nuova maglia dell’Inter

Il marketing sportivo nell'epoca del brutto.
Ritratti
Alberto Maresca
25 Marzo 2020

Felipe Melo, il mastino incompreso dal cuore d’oro

Controritratto del Comandante, rinato in Brasile e popolare come non mai.
Ritratti
Alberto Fabbri
1 Marzo 2020

Giuseppe Meazza, il divo dai piedi d’oro

Alla scoperta di Peppìn, icona nerazzurra e monumento del calcio nazionale.
Ritratti
Vito Alberto Amendolara
15 Febbraio 2020

Robbie Keane, il fiore d’Irlanda

Il fallimento con la maglia dell'Inter ha privato il nostro calcio di un giocatore entusiasmante.
Papelitos
Federico Brasile
10 Febbraio 2020

L’Inter può vincere lo scudetto? Pro e contro

Riflessioni dopo un derby extra ordinario.
Storie
Massimiliano Vino
8 Gennaio 2020

Unione Sportiva Milanese, il cuore a scacchi di Milano

L'Unione Sportiva Milanese, terza squadra di milano, alle radici dell'Ambrosiana.
Calcio
Lorenzo Santucci
29 Ottobre 2019

Antonio Conte e le lamentele preventive

È troppo presto per iniziare a cercare alibi, e come strategia rischia di essere inefficace.
Papelitos
Alberto Fabbri
9 Settembre 2019

Wanda e Mauro se ne vanno a quel paese!

Il trasferimento di Icardi al PSG è una manna dal cielo.
Interviste
Luigi Fattore
16 Giugno 2019

Contro il procuratorismo

Claudio Pasqualin ci parla senza peli sulla lingua e senza retorica. E forse anche con un filino di nostalgia per il calcio di vent'anni fa, auspicando che in qualche modo se ne possano recuperare i valori.
Calcio
Lorenzo Santucci
1 Giugno 2019

Lo strano caso del dottor Luciano e del mister Spalletti

L'addio di Spalletti è da imputare a Spalletti stesso.