L’Australian Open è da sempre uno slam ricco di soprese, e anche quest’anno non sta deludendo. Mentre sotto il caldo insopportabile di Melbourne i favoriti del tabellone maschile – Nadal e Federer – continuano indisturbati (o quasi: Nadal perde un set contro Schwartzman nel match valido per l’accesso ai quarti di finale) il loro cammino verso la finale, confermando i pronostici, negli altri incontri si sono viste delle sfide dagli esiti inaspettati. Autentico protagonista della prima settimana è stato la terza testa di serie e numero 3 del mondo Grigor Dimitrov, che sopravvive ad un match tiratissimo al quinto set con lo statunitense numero 186 McDonald, per poi superare senza troppe difficoltà Rublev, e giungere agli ottavi dove lo attendeva Nick Kyrgios. I due si erano incontrati qualche settimana prima in semifinale a Brisbane, e lì l’aveva spuntata l’Australiano in tre set, vincendo poi il torneo. Al terzo turno di questo slam invece Kyrgios, assieme a Jo-Wilfried Tsonga, ha dato vita a quello che probabilmente è stato il match più acceso e divertente della prima settimana, nel quale entrambi non hanno trattenuto il braccio e solo dopo più di tre ore e 4 set, di cui 3 tie-break, l’australiano è riuscito ad avere la meglio. Agli ottavi invece il match ha un esito differente, ed è il bulgaro a spuntarla sulla testa matta australiana vincendo 3 tie-break ad alto tasso emotivo e cedendo solo un set, diventando di fatto il terzo favorito per la vittoria finale.

 

Tsonga spiega a gesti le dimensioni della delusione per aver dovuto cedere a Kyrgios. Foto di Cameron Spencer/Getty Images

Tsonga spiega a gesti le dimensioni dello sconforto provato per aver dovuto cedere a Kyrgios. Foto di Cameron Spencer/Getty Images

 

Tra tutti i giocatori che in Australia cercavano una rinascita o una conferma, Djokovic sembrava essere l’unico ad aver ottenuto questo risultato. È chiaro che non è ancora al massimo della forma, e la manica sul braccio destro e il nuovo movimento al servizio per evitare sollecitazioni eccessive al gomito ne sono la prova evidente. Il serbo ha superato senza grossi problemi un primo grosso ostacolo (Monfils al secondo turno), e pareva stesse ritrovando la fiducia dopo il lungo stop della scorsa stagione. Tuttavia, ha fallito la la prova del nove perdendo in tre set agli ottavi contro lo scatenato Chung, coreano Next-Gen che aveva estromesso, al terzo turno, Alex Zverev dalla lotta per il trofeo. Proprio il ventenne tedesco è la più grossa delusione della prima settimana a Melbourne. Il numero 4 del mondo si è rivelato, ancora una volta, troppo fragile – fisicamente e mentalmente – per competere in uno slam, crollando 6-0 al quinto set in un match dove non ha nascosto un eccessivo nervosismo per i colpi sbagliati.

 

Luci e ombre su Novak Djokovic, col braccio fasciato. Foto di Cameron Spencer/Getty Images

Luci e ombre su Novak Djokovic, col braccio destro fasciato. Foto di Cameron Spencer/Getty Images

 

La stessa sorte è spettata a Del Potro per cui, dopo la gioia per il ritorno nella top 10 per la prima volta dall’agosto 2014, arriva la prematura sconfitta al terzo turno contro un redivivo Berdych. Delude anche Stan Wawrinka, che non ha ancora ritrovato la forma fisica in seguito all’operazione al ginocchio della scorsa estate, e lascia lo slam che lo ha consacrato ai vertici del tennis mondiale dopo un paio di match giocati sottotono: per lui il rientro richiederà ancora tempo. La speranza è di vederlo di nuovo al top per la stagione sulla terra, dove esprime il suo tennis migliore. Tra le fila degli italiani Paolo Lorenzi esce al primo turno, mentre fanno sperare per la stagione appena iniziata le prestazioni di Seppi, Fognini e Sonego. Quest’ultimo è un’autentica sorpresa: da numero 217 ATP, e dopo aver superato le qualificazioni, sconfigge al primo turno l’esperto Robin Haase, numero 42, per poi arrendersi a Gasquet. Altra sorpresa è Seppi, che, al rientro dopo un’annata difficile, riesce a raggiungere gli ottavi dove viene sconfitto dal britannico Edmund. L’unico italiano rimasto in tabellone, Fognini, questa notte ha perso nettamente in tre set contro Berdych.

 

L'ucraina Elina Svitolina in un rovescio contro la connazionale Marta Kostyuk. Foto di Cameron Spencer/Getty Images

L’ucraina Elina Svitolina in azione contro la connazionale Marta Kostyuk. Foto di Cameron Spencer/Getty Images

 

Se il tabellone maschile ha visto cadere molte teste di serie prima del previsto, il tabellone femminile ha regalato ancora più sorprese. Escono prematuramente la vincitrice dello US Open Sloane Stephens, Venus Williams, e la vincitrice di Wimbledon Garbine Muguruza, rispettivamente al primo turno le americane e al secondo la spagnola. Sembra invece essere tornata competitiva in seguito ad un’annata disastrosa Angelique Kerber: dopo aver battuto Maria Sharapova, negli ottavi di finale recupera da un set sotto a Hsieh, candidandosi per la vittoria dell’Open. La taiwanese infatti si è dimostrata avversario coriaceo, presentandosi all’incontro con gli scalpi di Muguruza e Radwańska, ma Angie pare aver superato quello che le ha impedito di esprimersi nel 2017. Oltre a lei, rimangono in gara Wozniacki, Halep, Svitolina e Pliskova, tutte alla ricerca del primo trionfo in uno slam. Se una tra queste ultime riuscirà a sollevare il trofeo sarà anche la nuova numero uno WTA.

 

In copertina foto di Michael Dodge/Getty Images