Carrello vuoto
Tennis
6 Gennaio

Bruciamo le autobiografie sportive

Liberiamoci da questa piaga.

L’Epifania tutte le feste porta via, recita un antico adagio popolare. Accantoniamo le lucine di Natale, riponiamo nelle scatole gli alberi in PVC e ci guardiamo disorientati cercando di capire cosa fare invece degli abeti naturali, acquistati per Natale e ora alla disperata ricerca di una sede accettabile. Facciamo la conta dei doni, quelli orripilanti, talmente brutti da non essere nemmeno riciclabili, e quelli che invece un pizzico di calore ce lo trasmettono. Sono la testimonianza fisica, molto commerciale, senza dubbio materiale, di un tempo di riposo e svago.

Tra questi i più gettonati e, almeno per noi, maggiormente apprezzati sono i libri. Consentiteci un appello allora: regalate libri, non regalate autobiografie. E se proprio vi affascinano le storie strampalate di personaggi celebri, abbiate la carità di evitare quelle a tema sportivo. Il best-seller istantaneo dell’ultima star con gli scarpini, la racchetta, la bicicletta o lo sport che immaginate (possiamo predire a breve l’atletica con Jacobs e Tamberi) è un grande classico degli scaffali invernali.

L’ultimo in ordine di tempo è “Adrenalina. My untold stories”, autore quel mattacchione mitomane di Zlatan Ibrahimovic. Autore… beh insomma, firma della copertina e voce narrante che racconta storie sparse a un giornalista consenziente. Sia chiaro, non avendolo letto – Dio ce ne scampi – non potremmo a ragion di logica nemmeno criticarlo, così per coerenza deontologica demoliamo direttamente tutta la categoria.

Ibrahimovic autobiografie sportive
Il manifesto promozionale dell’ultima ‘fatica letteraria’ di Zlatan.

Innanzitutto, non è proprio chiaro perché gli sportivi dovrebbero scrivere le loro memorie, testimonianze di vite certamente non comuni, ma decisamente simili le une alle altre. Esistenze scandite da stagioni, titoli, ritiri e allenamenti, ripetizioni infinite di anni uguali e gesti affini. Ma ammesso che a qualcuno interessino, e le vendite lo testimoniano, verrebbe da implorarli almeno di raccoglierle al termine della loro carriera. Una barriera che una volta era pacificamente accettata, ma ormai è stata definitivamente abbattuta.

Così l’ultimo titolo scritto insieme a Luigi Garlando impreziosisce la produzione artistica dello svedese, che aveva già dato alle stampe nel 2013 “Io, Zlatan” e nel 2018 l’umilissimo titolo “Io sono il calcio”. Evidentemente con l’avanzamento delle carriere, i dati devono essere aggiornati, gli episodi rivisitati e i poveri lettori confusi in tre edizioni della stessa storia. Ma almeno di Zlatan si può ammettere una discreta rilevanza nella sua generazione calcistica.

Risulta più difficile giustificare il memoriale di Leonardo Spinazzola, edito a settembre con la collaborazione di Alessandro Alciato. Per carità storia sfortunata la sua avventura europea, ma appena un centinaio di presenze in Serie A e qualche apparizione in Azzurro possono davvero giustificare un’autobiografia? E che dire poi dei precoci, coloro i quali si permettono di raccontare storie che devono ancora iniziare.



Il Re della terra rossa, Rafa Nadal, pubblicò la sua autobiografia ad appena 25 anni, sufficienti per raccontare una buona parte di carriera pur essendo appena a metà della sua collezione Slam. Peccato iberico, se è vero che Fernando Torres alla stessa età ha pubblicato “El Niño: my story”. Una storia fantastica, visto che copre la parte migliore della carriera di Torres, edito nel 2011 quando El Niño con i capelli lunghi ossigenati faceva impazzire i difensori della Premier ad Anfield, ma ben prima della sua parentesi anonima in maglia Blues e il lungo decadimento in giro per l’Europa.

Eppure, al di là delle tempistiche, sono i temi a risultare stucchevoli. Una lunga serie di curiosità aneddotiche, albero della cuccagna per gli onanisti dello scoop. Anticipazioni che spopolano sulle pagine web più autorevoli e forniscono il trampolino perfetto per la vendita del libro, macchiati però da una terribile verità: quei siparietti risulteranno gli unici spunti interessanti di tutto il libro. Ecco allora infrangersi in queste righe anche il sacro vincolo dello spogliatoio. Quella parete ideale già minata dalle indiscrete telecamere, intente a curiosare prima del match, che è stata picconata proprio dalla carta rilegata, a testimoniare che davvero la penna ferisce più della spada.

Così ecco smascherati i dialoghi più intimi degli spogliatoi, i segreti custoditi nei riti prepartita dei giocatori. Il taciturno Andrea Pirlo si è riscoperto decisamente chiacchierone in Times New Roman e ha accusato il compagno di mille battaglie e molte vittorie, Pippo Inzaghi, di essere la talpa della stampa al Mondiale 2006, o svelato le sue maleodoranti abitudini prima di allacciare gli scarpini.



Storie di merda, nel vero senso della parola, la stessa che imparano a gettare addosso agli avversari tra le pagine bianche e i caratteri neri. Sfide e rese dei conti tristemente consumate sulla tastiera, quasi da livorosi adolescenti appassionati di social. Anche i più duri sono scaduti nella sterile accusa verbale, persino un guerriero come Chiellini si è lasciato sfuggire:

«Balotelli è una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. In Confederations Cup, nel 2013, non ci diede una mano in niente, roba da prenderlo a schiaffi. Uno anche peggio era Felipe Melo: il peggio del peggio. Con lui si rischiava sempre la rissa. Lo dissi anche ai dirigenti: è una mela marcia».

Giorgio Chiellini, “Io, Giorgio”.

Dal calcio al basket, dall’Italia al mondo, con il secondo violino più forte della storia, al secolo Scottie Pippen, tuonare in “Unguarded” contro Air Mike, apostrofato come “infame” in una serie infinita di accuse:

«Michael si sbagliava: non ha vinto sei titoli perché ci dava contro in allenamento. Li abbiamo vinti nonostante ci desse contro. Li abbiamo vinti perché abbiamo giocato a basket, come non succedeva nelle prime due stagioni, quando Doug Collins era il nostro coach»

Scottie Pippen, “Unguarded”.

Sarà che noi siamo un po’ all’antica, dilettanti di periferia, abituati a insultarci e consumare vendette nel nostro adorato rettangolo di terra. Però ci piacerebbe vedere anche i professionisti uscire dal campo con una caviglia tumefatta, la maglia strappata, a volte, malauguratamente, con un occhio nero. Ma esaurire il livore in quelle domeniche da uomini. Non differire giudizio e biasimo alla carta stampata, senza contraddittorio né possibilità di replica, se non quella sterile affidata ai social.

Un atteggiamento codardo che aggiunge all’inedia di contenuti anche un vago malumore nel lettore. Generalizzare è ovviamente sempre una pratica malsana e le eccezioni, splendide conferme della regola, non mancano. Il peccato originale è ascrivibile ad Andre Agassi che con la sua stupefacente autobiografia “Open”, campione di incassi, ha fatto inopinatamente credere che chiunque potesse raggiungere tali vette letterarie.

autobiografie sportive
Senza dubbio la pubblicazione più fortunata di questo filone.

Il problema è che, oltre a una vicenda umana meritevole di un racconto, non tutti possono vantare l’apporto di un premio Pulitzer come John Joseph “J.R.” Moehringer, ghost writer del libro e specialista nel settore (sua anche l’autobiografia del Signore dello Swoosh Phil Knight con “Shoedog”). Grazie all’intervento di Moehringer “Open” si muove a ritmo di un romanzo, vivace e coinvolgente, ed è la ragione per cui ci sentiremmo di consigliarlo a tutti, appassionati di tennis o meno.

Per la quasi restante totalità vi invitiamo invece a preferire altre letture. Se poi la vostra sete di sport necessita proprio di un approfondimento, virate piuttosto sulle biografie. Qui in un mare più vasto di spazzatura almeno alcune ricostruzioni interessanti, impreziosite dalle chiavi di lettura originali di giornalisti competenti, ci sono, ma stavolta il rompicapo della scoperta lo lasciamo a voi.

Noi speriamo solo che l’Epifania, oltre a portarsi via le feste, chieda una cortesia alla Signora Befana; che la convinca, con un colpo di scopa, a spazzare dagli scaffali delle librerie questi concentrati di ego, narcisismo e ipocrisia. Con l’augurio di un anno sereno, senza più autobiografie sportive.

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Tennis
Vito Alberto Amendolara
13 Giugno 2022

L’erba di Matteo è sempre più verde

Berrettini al rientro trionfa a Stoccarda.
Ritratti
Luca Capponi
30 Aprile 2022

Boris Becker, sempre al massimo

Bum-Bum è stato il prodigio del tennis mondiale, ora è sull'orlo della bancarotta.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
18 Aprile 2022

Montecarlo tra terra, mare e cielo

Rivoluzione di costume ma soprattutto tecnica.
Interviste
Luca Capponi
23 Marzo 2022

Djokovic contro tutti

Intervista a Simone Eterno, autore di “Contro: vita e destino di Novak Djokovic”.
Cultura
Giuseppe Gerardi
18 Febbraio 2022

Creuza de mä

La storia d'amore tra il Genoa e Fabrizio De André.
Tennis
Giulia De Agnoi
11 Febbraio 2022

Camila Giorgi, originale non risolto

La tennista, la modella, la donna.
Tennis
Diego Mariottini
2 Febbraio 2022

Fred Perry non è solo un marchio

Il più grande tennista britannico, allergico all'etichetta.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
22 Dicembre 2021

Elogio del sercio, il pallone di una volta

Quanti chili pesava la sfera della nostra scuola calcio?
Tennis
Andrea Antonioli
14 Novembre 2021

Carlos Alcaraz, un selvaggio meccanico

Crudele e animalesco, venuto per sbranare il tennis.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Novembre 2021

Musetti al rovescio

Lorenzo sta cercando di ritrovare se stesso.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Novembre 2021

A nessuno frega più niente della nazionale

E forse a nessuno gliene è mai importato davvero.
Tennis
Diego Mariottini
30 Ottobre 2021

Sampras contro Agassi

La rivalità di due tennisti figli del sogno americano.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
23 Settembre 2021

Anche basta

Il terribile teatrino dei calciatori allenatori.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
13 Settembre 2021

Djokovic è umano, dopo tutto

L'automa che si scoprì fragile.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
12 Settembre 2021

Vincere e sorridere come Emma Raducanu

La britannica è entrata nella storia vincendo gli U.S. Open partendo dalle qualificazioni.
Altro
Michelangelo Freda
19 Agosto 2021

I talebani amano il cricket (e ora pure il calcio)

Il rapporto tra gli studenti del Corano e lo sport.
Ritratti
Lorenzo Santucci
18 Agosto 2021

Cambiasso, il cervello in campo

Storia del Cuchu, il nobile proletario.
Estero
Eduardo Accorroni
9 Agosto 2021

Il calcio in Cina è pura propaganda?

Per il governo cinese, il calcio è molto più di un semplice sport.
Estero
Marco Armocida
8 Agosto 2021

Lukaku al Chelsea è già Superlega

Sul ponte (italiano) sventola bandiera bianca.
Papelitos
Lorenzo Santucci
8 Luglio 2021

Mai più Europeo itinerante

Una formula fallimentare su tutta la linea.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
4 Luglio 2021

Amare la prima settimana degli Slam

Il cuore dei Major è la culla degli appassionati.
Tennis
Enrico Ricciulli
26 Giugno 2021

Juan Martìn Del Potro, eroe del popolo

Un gigante dal cuore d'oro che lotta per non arrendersi.
Tennis
Raffaele Cirillo
25 Giugno 2021

Pete Sampras contro il tempo

Essere il più grande ha le sue responsabilità.
Tennis
Vito Alberto Amendolara
21 Giugno 2021

Matteo Berrettini non fa notizia

Il più forte tennista italiano si è imposto al Queen's.
Tennis
Niccolò Maria de Vincenti
3 Giugno 2021

Osaka contro Osaka

Cosa ci dice la giapponese del tennis e del mondo contemporanei
Ritratti
Pierfilippo Saviotti
20 Maggio 2021

Nereo Rocco, il Paròn degli italiani

A lui il nostro calcio deve successi e identità.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
20 Aprile 2021

È arrivato Robin Hood

Florentino Perez è venuto a “salvare il calcio”.
Tennis
Filippo Peci
19 Aprile 2021

Maria Sharapova e lo spirito di gravità

La tennista russa è stata una grande promessa dello sport mondiale, mantenuta solo a metà.
Editoriali
Gianluca Palamidessi
23 Marzo 2021

Il calcio è diventato noioso

La meccanica del gioco ha vinto sull'intuizione dei singoli.
Tennis
Jacopo Natali
7 Marzo 2021

Ivan Lendl, la classe al servizio della dedizione

Il primo tennista moderno, che ha trasformato un gioco in uno sport.
Papelitos
Valerio Santori
3 Marzo 2021

Sanremo 1-0 Milan, decide il grande ex!

Se il calcio diventa spettacolo, lo spettacolo diventa calcio!
Tennis
Alessandro Imperiali
2 Marzo 2021

La radio come antidoto al coronafootball

Le radiocronache sono tornate di moda.
Estero
Alberto Maresca
26 Febbraio 2021

Tunisia andata e ritorno: il calcio del popolo

Reportage dall'Africa settentrionale.
Tennis
Samantha Casella
16 Febbraio 2021

Quel genio pazzoide di John McEnroe

SuperBrat, il ribelle del tennis, compie 62 anni.
Calcio
Gianluca Palamidessi
1 Febbraio 2021

L’onnipotenza delle radio romane

L'amico/nemico di Roma e Lazio.
Ritratti
Matteo Mancin
25 Gennaio 2021

Giovanni Galeone l’integralista

Compie 80 anni un uomo del paradosso, “padre” di Max Allegri.
Tennis
Francesco Albizzati
19 Gennaio 2021

Stefan Edberg era estetica allo stato puro

Un genio del tennis in giacca e cravatta.
Papelitos
Matteo Paniccia
13 Gennaio 2021

Agli ordini di Sanremo

Perché Sanremo è Sanremo.
Calcio
Annibale Gagliani
8 Gennaio 2021

David Bowie e Andres Iniesta, gli illusionisti

Riflessioni oniriche in onore di David Bowie, che avrebbe compiuto 74 anni.
Tennis
Edoardo Biancardi
4 Gennaio 2021

Sampras v Federer 2001: il re è morto

Wimbledon, campo centrale. Lunga vita al (nuovo) re.
Tennis
Andrea Crisanti
3 Gennaio 2021

Marat Safin non è uno di noi

L'uomo che visse una vita mille volte.
Calcio
Angelo Ceci
26 Dicembre 2020

Le origini del Boxing Day

Storia e tradizione del Santo Stefano sportivo nel Regno Unito.
Editoriali
Vito Alberto Amendolara
25 Dicembre 2020

Elogio degli stadi pieni

Il regalo che tutti vorremmo: tornare sulle gradinate.
Storie
Gianpaolo Mascaro
23 Dicembre 2020

(Piccola) Patria basca

Orgoglio e radici dell'Euskal Selekzioa.
Calcio
Carlo Brigante
19 Dicembre 2020

La cabala del numero 7

Da Garrincha a Cristiano, passando per Best e Cantona.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
14 Dicembre 2020

Togliete i maledetti social ai calciatori

O insegnate loro come usarli.
Papelitos
Federico Brasile
29 Novembre 2020

Dove sono finiti quelli di Rangnick?

Il Milan comanda senza aver ceduto all'esterofilia.
Calcio
Diego Mariottini
23 Novembre 2020

The Ibrahimovic dilemma

Può Zlatan dominare a tal punto la Serie A?
Interviste
Gianluca Palamidessi
23 Novembre 2020

Una nuova alba per la cultura Casual?

Due chiacchiere con Sergio Tagliabue, tra Joy Division, Casuals e amicizia.
Calcio
Lorenzo Ottone
21 Novembre 2020

La nuova estetica del calcio è un ritorno al vintage

Lyle&Scott e Lovers FC, tra cultura Casual e Football.