Interviste
06 Giugno 2026

Eagles Cantù, ultras per sempre

Un gruppo che ha scritto la storia della pallacanestro.

La serie A di pallacanestro sta affrontando un momento di profonda (e comprensibile) crisi d’identità. Il paventato sbarco della NBA nel Vecchio Continente ha infatti gettato nello scompiglio il basket del Belpaese e non solo. La Vanoli Cremona è stata prelevata e trasferita a Roma, laddove una cordata di imprenditori statunitensi intende preparare il terreno per l’ingresso nel finora nebuloso progetto di NBA Europe.

Sorte che sembra, purtroppo, condivisa da Trieste.

Nonostante lo sconfinato amore dei propri tifosi, la squadra friulana appare anch’essa destinata a migrare nella Capitale per volere del proprio patron, Paul Matiasic, attratto dal richiamo dell’Urbe e dalle vagonate di milioni della lega americana. Trieste rischia così di essere un’altra vittima di quel malsano meccanismo, prevalentemente cestistico, della vendita del titolo sportivo.

A questi sommovimenti nemmeno troppo sotterranei, si aggiunge l’ennesimo sconquasso: l’ascesa della NCAA come agguerrita e ricca concorrente. Giovani italiani e stranieri stanno infatti scegliendo con sempre più frequenza il trasferimento oltreoceano, garanzia di succosi contratti offerti dalla pallacanestro collegiale. In questo panorama fosco, con una Nazionale maschile che fatica drammaticamente a trovare risultati degni di nota, rimangono tuttavia elementi positivi dentro e fuori dal campo: promesse in ascesa e un tifo sugli spalti sempre molto attivo – e decisamente radicato.

Lo testimonia il fatto che, quest’anno, i gruppi ultras cestistici italiani hanno fatto fronte comune contro l’introduzione di un cervellotico protocollo e del biglietto nominativo. Una lotta identitaria che ha visto in prima linea un gruppo ultras storico, protagonista da anni nel panorama della palla a spicchi: gli Eagles Cantù. Li abbiamo raggiunti e intervistati, ma prima ripercorriamo velocemente chi sono.

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