Carrello vuoto
Papelitos
5 Luglio

Buffon e la schiavitù dei record

La triste parabola di un ossessionato Gianluigi Buffon.

Solo un anno fa Gianluigi Buffon diceva addio alla maglia della Juventus. Un addio che chiudeva un’era del calcio italiano, l’era dello stradominio bianconero ma anche quella dei Mondiali 2006, i cui pochi reduci sono ormai al crepuscolo della carriera. Buffon aveva allora salutato lo Stadium dopo aver abbracciato Barzagli e in seguito tutti i compagni e avversari; nemmeno l’imbarazzante sfogo nell’eliminazione contro il Real Madrid era riuscito ad intaccare le celebrazioni per il numero uno nazionale. Si era giunti ad un prevedibile romantico finale di un binomio vincente, destinato a rimanere nella storia dei colori bianconeri e della Serie A.

“Con domani si conclude un percorso. Termina un libro che abbiamo scritto insieme. L’emozione è tanta. Troppa”. (Buffon nella lettera d’addio alla Juve)

Ma nemmeno una bacheca piena zeppa di trofei ha convinto Buffon ad accettare questo lieto fine. In quella bacheca infatti mancava la Champions League, un trofeo più volte negato e ancora nella notte di Madrid (come se da lì in poi fosse stata una semplice formalità). Il desiderio di raggiungere l’ultimo vero obiettivo della sua carriera si è trasformato in un pericoloso desiderio di conquista, che ben presto è diventato ossessione: ossessione di ottenere ciò che gli spettava di diritto; il riconoscimento che un calcio, di colpo crudele e senza cuore, non gli aveva consegnato.

Vorrei leggere su wikipedia, accanto al nome di Gianluigi Buffon, che ha vinto una Champions.

Ecco allora il delirio di onnipotenza che lo ha portato a dover tradurre in francese i suoi tweet, dopo lo sbarco sotto la Tour Eiffel. Un anno, quello al PSG, che gli ha regalato altre due coppe. Due coppe sbagliate, la Supercoppa e, soprattutto, la Ligue 1, che già ad ottobre sembrava destinata a Parigi. La Champions sfuggita ancora una volta dai suoi guantoni, come il beffardo pallone poi depositato in rete da Romelu Lukaku nella rimonta che ha spedito i parigini a casa.

 

Quando Buffon perse la testa con Michael Oliver al Santiago Bernabeu (April 11, 2018 in Madrid, Spain, foto di Matthias Hangst/Bongarts/Getty Images)

 

 

Dopo un solo anno dal saluto a Torino, ecco perciò un altro addio. Con il consueto tweet bilingue, Buffon ha detto di non poter accettare il rinnovo propostogli dal PSG e, salutando con le parole di Hemingway i suoi nuovi-vecchi tifosi, si è detto pronto a nuove esperienze umane e nuove sfide professionali. Era il 5 giugno 2019 e nei giorni seguenti si era ipotizzato un finale di carriera alla Del Piero, lontano dal suono ormai sinistro dalla musichetta dei campioni.

 

 

Ed effettivamente potevamo addirittura sentirci in colpa per non aver capito la sua scelta di andare a Parigi: una scelta che, dopotutto, era comunque dettata dalla voglia di giocare, di sentirsi ancora atleta, di sentirsi ancora uno dei migliori portieri al mondo. Come criticare la volontà di un uomo che non sente la necessità di abbandonare e, anzi, è disposto a lasciare dopo sedici anni la sua squadra pur di continuare a competere?

Viaggiare è più bello che arrivare. Battersi è più bello che vincere.

Ebbene ogni sentimento di umana vicinanza nei suoi confronti è stato spazzato via dalla voce, divenuta poi ufficiale, del ritorno, o meglio del rigurgito, alla Juventus: una ripetizione in una storia ormai senza una logica comprensibile. Se n’era andato per continuare a giocare, per non dover indossare giacca e cravatta a fianco di Pavel Nedved, per potersi sentire ancora giocatore. Tornerà, invece, da secondo portiere alle spalle di Szczesny, con un unico freddo obiettivo: superare le 647 presenze in serie A di Paolo Maldini. Gliene mancano solo sette per eguagliarlo, come dargli torto.

 

Non poteva chiudersi con questa immagine, dopo il clamoroso errore sul tiro di Rashford, la carriera di Buffon (Photo by Julian Finney/Getty Images)

 

 

Per alcuni il suo contratto annuale conterrebbe addirittura una specifica clausola con cui la Juventus si sarebbe impegnata a fargli giocare almeno 8 partite di serie A, per mettere definitivamente il suo nome in cima alla classifica di presenze nel massimo campionato italiano. Un successo che alcuni definirebbero di “corto muso”, se non fosse che il cavallo sconfitto è immobile, in pensione da quasi un decennio.

“Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra”.

Cosa spinge, dunque, uno dei più grandi campioni della nostra storia ad una simile forzatura? L’ossessione di vedere il proprio nome al numero 1, sempre. L’ossessione di vincere una Champions League, anche a costo di vederla giocare da seduto, in panchina. L’ossessione del vincere è l’unica cosa che conta – ma non era più bello battersi che vincere? L’ossessione di mettere alle proprie spalle Paolo Maldini, mica l’ultimo arrivato.

 

 

Il suo è un ritorno dettato esclusivamente da quello che gli americani chiamerebbero “stat padding” (gonfiare le statistiche): nessun romanticismo, nessuna nostalgia, nessun desiderio di rimettersi in discussione, nessuna nuova sfida. Solo la voglia di prendersi ciò che, secondo lui, gli spetta di diritto: il numero uno, la cima della classifica. Uno sbuffo di arroganza prima di salire sul palco per l’ennesima standing ovation.

 


 

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

Cultura
Annibale Gagliani
25 Maggio 2022

Enrico Berlinguer, il calciatore

Tra una passione autentica e la Juventus “comunista”.
Italia
Diego Mariottini
17 Maggio 2022

La Coppa UEFA tutta italiana della Juventus

Il primo trofeo bianconero in Europa, l'unico 100% tricolore.
Papelitos
Andrea Antonioli
5 Maggio 2022

Tradizione, mistica, religione

Así gana el Madrid.
Papelitos
Gianluca Palamidessi e Andrea Antonioli
27 Aprile 2022

Manchester City-Real è stata utopia

Tra orrori difensivi e talento smisurato dei singoli.
Papelitos
La Redazione
31 Marzo 2022

La nuova Champions sarà una Superlega

Tanto valeva fare quella originale.
Cultura
Francesca Lezzi
29 Gennaio 2022

Cossiga e lo stile Juventus

Il più bianconero tra i nostri Presidenti della Repubblica.
Italia
Vito Alberto Amendolara
13 Gennaio 2022

L’anno del Serpente

L'Inter è ancora la squadra da battere.
Italia
Marco Armocida
6 Gennaio 2022

La crisi della Juventus non può sorprendere

Analisi alla prima parte di stagione della Vecchia Signora.
Papelitos
Alessandro Imperiali
26 Dicembre 2021

Il caos plusvalenze e la figuraccia della federazione

Ci risvegliamo tutti sudati, come troppo spesso capita.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
9 Dicembre 2021

Non studio, non lavoro, non guardo la tv

Non vado al cinema, non faccio sport.
Cultura
Niccolò Maria de Vincenti
9 Dicembre 2021

L’Inno della Champions

Storia della melica più celebre del Calcio.
Papelitos
Federico Brasile
8 Dicembre 2021

Siamo periferia d’Europa

Mai così impotente e lontana del centro.
Recensioni
Marco Armocida
30 Novembre 2021

All or Nothing Juventus, o della crisi di identità

Che cosa ci ha detto la serie prodotta da Amazon.
Podcast
La Redazione
25 Novembre 2021

Zigo contro Zigo

Gianfranco Zigoni si confessa. Dall'odio per il calcio professionistico all'amore per l'oratorio, per i grandi campioni come Best, per gli amici Vendrame e De André.
Interviste
Gianluca Palamidessi
21 Novembre 2021

The TED Inside: tifare Roma uccide

Il vero tifoso non vince mai.
Papelitos
Federico Brasile
20 Ottobre 2021

L’Europa chiama, l’Italia non risponde

Il calcio italiano deve guardarsi allo specchio.
Ritratti
Alberto Maresca
14 Ottobre 2021

Fabian O’Neill, un altro bicchiere grazie

Brindiamo ai 48 anni (e al talento perduto).
Ritratti
Diego Mariottini
2 Ottobre 2021

Omar Sivori, l’anarchico

Sbattere in faccia al mondo il proprio talento.
Calcio
Gianluigi Sottile
1 Ottobre 2021

I campionati non valgono più nulla

Ormai, per le grandi squadre, è solo la Champions il metro della stagione.
Papelitos
Marco Armocida
30 Settembre 2021

L’Italia chiamò

La Juventus è tornata (italianissima).
Papelitos
Gianluca Palamidessi
29 Settembre 2021

Non ditelo a Florentino

Lo Sheriff Tiraspol dà una lezione al Real e ai (pre)potenti del calcio.
Interviste
Leonardo Aresi
21 Settembre 2021

A tu per tu con Dino Zoff

Conversazione con il campione friulano.
Papelitos
Valerio Santori
15 Settembre 2021

Da Malmö a Malmö

Sta tornando la Juventus di Allegri?
Papelitos
Gianluca Palamidessi
12 Settembre 2021

Ronaldo è un sogno

E insieme un incubo.
Estero
Lorenzo Solombrino
12 Settembre 2021

A beautiful mind (and club)

Costruito sugli algoritmi, il Brentford sta scrivendo la storia del calcio.
Tifo
Lorenzo Santucci
6 Settembre 2021

State attenti ad insultare i tifosi

La protesta dei tifosi del Milan è sacrosanta ma non sufficiente.
Ritratti
Marco Metelli
29 Agosto 2021

Enzo Maresca il saggio

Un allenatore da seguire.
Papelitos
Marco Armocida
26 Agosto 2021

Ci vuole equilibrio

La stampa italiana e la sindrome da titolite.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
19 Agosto 2021

Ci mancava solo la Conference League

La competizione di cui proprio non avevamo bisogno.
Papelitos
Lorenzo Santucci
12 Agosto 2021

Non prendiamocela con Messi e Lukaku

Guardare il dito e non la luna.
Editoriali
Andrea Antonioli
28 Luglio 2021

Umano, troppo umano

Walter Sabatini, una sintesi impossibile.
Editoriali
Valerio Santori
15 Luglio 2021

Gli Expected goals sono una cagata pazzesca

Il calcio dei Big Data ci inorridisce.
Italia
Paolo Cammarano
10 Luglio 2021

Maurizio Sarri torna alle origini

La Lazio non è la Juventus, per sua fortuna.
Ritratti
Francesca Lezzi
21 Giugno 2021

Michel Platini, il re istrione

Lo spirito francese espresso nel campo.
Italia
Lorenzo Santucci
28 Maggio 2021

Sempre il solito Conte

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Ritratti
Gianluigi Sottile
24 Maggio 2021

Sami Khedira fuori dagli schemi

Si ritira un calciatore dall'intelligenza differente.
Estero
Marco Armocida
23 Maggio 2021

Il Lille è un sogno, non una chimera

Come strappare la Ligue 1 al Paris Saint Germain.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
16 Maggio 2021

Errare è umano, perseverare…

La classe arbitrale italiana ha bisogno di una rivoluzione.
Ritratti
Marco Armocida
5 Maggio 2021

Toni Kroos, il principe

Elegante, intelligente, colonna del Real Madrid.
Papelitos
Federico Brasile
14 Aprile 2021

Neymar svela la nostra incoerenza

Quando l'estetica travolge l'etica.
Papelitos
Guglielmo Russo Walti
14 Aprile 2021

Le follie dell’imperatore

Le spese del City e l'obbligo di vincere la Champions.
Estero
Gianluca Palamidessi
13 Aprile 2021

La difesa è il miglior attacco

Il Chelsea di Tuchel lo dimostra.
Estero
Michelangelo Freda
5 Aprile 2021

Il Fair Play Finanziario ha fatto acqua da tutte le parti

Da uno scopo nobile, dei risultati dannosi.
Papelitos
Luca Pulsoni
3 Aprile 2021

Alla faccia della Superlega

La Juventus perde punti con le piccole e medie squadre.
Italia
Federico Brasile
18 Marzo 2021

Il fallimento italiano non è colpa del “gioco”

Ma del ritardo (tecnico, fisico e caratteriale) del nostro calcio.
Papelitos
Marco Armocida
13 Marzo 2021

È troppo facile prendersela con Cristiano Ronaldo

Da leggenda vivente a fardello il passo è in un click.
Papelitos
Gianluca Palamidessi
10 Marzo 2021

L’identità non è un’opzione

Cosa ci ha detto l'eliminazione della Juventus.
Ritratti
Andrea Angelucci
11 Febbraio 2021

Lo strano caso di Aritz Aduriz

Compie oggi 40 anni un simbolo del calcio basco.
Editoriali
Lorenzo Ottone
30 Gennaio 2021

Claudio Marchisio è l’influencer perfetto

Il poster boy che tutte le multinazionali vorrebbero.
Papelitos
Paolo Pollo
18 Gennaio 2021

Fuochi a San Siro

Inter v Juventus diventa il veglione di Capodanno.