Ultra
21 Dicembre 2025

Orgoglio e pregiudizio

Quale migliore "Pride match" di Iran contro Egitto?

Signori cari, buongiornissimo! Vi scrivo mentre – aspettate, gnam! – mi sto gustando uno splendido yogurt Müller, quello ‘Fruit Passion’ ai frutti di bosco se ci tenete a saperlo. Ne ho acquistati a pacchi, noncurante delle scadenze, da quando, grazie alla sempre all’erta Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Berlino per Repubblica e autrice di ‘La peste. Indagine sulla destra in Germania’, ho scoperto che il patron della nota azienda tedesca è un “sostenitore dei neonazisti” (in realtà è solo ‘amico’ di Alice Weidel, leader di AFD, e da vecchio tesserato della CDU, i popolari, ha auspicato che questi rompano il “Brandmauer” con Alternativa per la Germania e ci dialoghino).

Tale supporto gli avrebbe causato un boicottaggio da parte di consumatori indignati in giro per il Paese, l’ennesima grande battaglia antifascista, come se poi il problema di AFD fosse il “neonazismo” e non invece l’essere il cavallo di Troia di Trump in Europa ma vabé, lasciamo perdere, insomma dicevo boicottaggio e quindi un aumento previsto del fatturato del 5000% se le cose dovessero andare come con Passaggio al Bosco, a cui consiglio dopo questa iniezione di liquidità di prendere un grafico bravo e smettere di fare le copertine con l’IA.

Sì perché nel frattempo sono stato alla fiera della piccola e media editoria e signori, che dire, il signor Pucciarelli ha colpito ancora: dopo aver fatto vendere a Vannacci più di Philip Roth, stavolta ha contribuito a svuotare i magazzini di Passaggio al Bosco, consegnando a questa casa editrice non conforme una popolarità inimmaginabile – se non, appunto, con una sua magia. Lo stand G51 è stato di gran lunga il più visitato della fiera ma poi sono stato lì per un po’, alla fiera (piena di fica, come ogni anno, ecco perché in tanti fanno gli intellettuali, mica scemi) ebbene era venerdi, neanche a dire sabato o domenica, e dai camerati ci stava una fila continua: i cingalesi, vi giuro, erano in fila!

Sfortunatamente mi sono perso la protesta in cui molti editori e avventori hanno intonato ‘bella ciao’, fermandosi mezz’ora e coprendo i propri stand con i teli: “chiusi per antifascismo”, il tutto mentre i fasci di Passaggio al bosco tornavano frettolosamente in Toscana per rimpinguare le scorte e continuare a vendere libri. Tutto perfetto, come sempre, ho valutato anche io di mandare il CV a Pucciarelli e degli stralci di questa rubrica, garantendo di essere un fanatico della razza bianca e del pittore austriaco, poi però sono stato redarguito dalla direzione perché hanno capito che ero sul punto di farlo davvero (sarei diventato ricco ma vabé, sarà per la prossima).

Comunque veniamo a noi, all’oggetto di quest’episodio, il “Pride match” scelto per i Mondiali 2026, ovvero Egitto-Iran, e al titolo che mai fu più azzeccato: Orgoglio e pregiudizio. Praticamente la FIFA ha previsto un incontro ai Mondiali per promuovere i diritti della comunità arcobaleno con le sue infinite sfumature e questo, secondo sorteggio, sarà Egitto vs Iran. Ironia della sorte eh? Ecco insomma che le battaglie e l’orgoglio LGBTQIAPK etc. saranno rappresentate da due Nazioni colme di pregiudizi verso le varie forme di fluidità sessuale, in una partita, a Seattle, concepita per “valorizzare le celebrazioni del Pride nello Stato di Washington” ed “evidenziare il ruolo del calcio come strumento di inclusione e dialogo”.

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