Ultra
06 Gennaio 2026

Nel 2026, diventa un ultras (iraniano)!

Propositi aggiornati per il nuovo anno.
Angolo brasile

Signori cari, auguri a tutti per tutto! Giorni duri questi, lo sono sempre quelli delle feste per gli apolidi dell’esistenza, eppure qui ogni anno sembra andare peggio, sembra che insieme alla magia del Natale sparisca la cura, la voglia di ritrovarsi, l’energia per mantenere le forme e avanzino invece le tenebre, la rassegnazione, l’abbandono. A Natale le famiglie non reggono più, ognuno per se e Dio per nessuno, e qua con gli amici ci vediamo non solo per il classico aperitivo della vigilia ma anche dopo, a mezzanotte, come fosse un sabato sera qualunque. C’è chi la chiama secolarizzazione, non saprei, so solo che poi arriva il Capodanno e le cose precipitano ulteriormente, con quella FOMO dell’evento per cui se dici a qualcuno che il 31 non fai niente ti guarda neanche avessi una malattia terminale.

Anno dopo anno il tutto diventa più forzato, grottesco, scollato ecco, aderisce meno, è come una figurina che gradualmente si stacca dal suo piccolo box e non si appiccica più, c’è un malessere nell’aria non più ignorabile perché alla fine, se ci fermiamo un attimo e ci pensiamo su, quanto è assurdo il nostro attuale stile di vita, ancora a trenta-quarant’anni nei localetti a sorseggiare birrette, sprizzetti, calici di vino come ritardati lanciando occhiate a delle disperate che si tirano a lucido per beccare un marito, porca miseria li si sente da un chilometro i ticchettii sempre più insistenti dell’orologio biologico, ma chi volete fregare.

A questo punto si aspetta il secondo giro, come già dicono in molti, oppure sulla piazza è rimasto poco eh, tipo quando vai al mercato alle 12.30 e si sono già presi tutto, puoi trovare sul fondo delle cassette di legno qualche verdura moscia o della frutta ammaccata ma i prodotti migliori sono andati via da tempo.

L’alternativa è andare a rubare dalla cesta di qualcun altro, ovvero scippare una donna in crisi relazionale a un altro povero cristo come te, donna che essendo tale chiaramente, quindi incapace di stare da sola, non lascerà mai il partner se non ha un’altra macchina su cui salire, ebbene tu devi essere quella macchina ma mica è semplice, serve quantomeno un buon motore Volkswagen, devi essere affidabile solido pronto per le lunghe distanze e con un bel pieno di benzina, è un mix di tempismo e promesse di rilancio che puoi dare – matrimonio, figli, qualità della vita, il bello è che invece loro continuano a dire “no sai non mi ama più siamo tanto diversi”, tutto perché in realtà vogliono quagliare, roba che fino a tre anni fa ti rompevano le palle con l’emancipazione femminile e le donne indipendenti che hanno bisogno solo di se stesse, mentono più dell’IDF.

E poi sapete sì, questo periodo i pensieri si moltiplicano per chi già ne ha di suo, per chi vive in un’orgogliosa solitudine che poi, ma dove ha portato? Chi ci restituisce qualcosa in cambio della dignità e dell’orgoglio, delle prese di posizione nobili, della decorosa solitudine, nessuno, qui va avanti chi si vende e chi si svende, chi la dignità la perde, chi si uniforma e aderisce alla routine borghese o a ciò che ne rimane, ma la verità è che forse hanno ragione loro . . .

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