Ritratti
17 Ottobre 2019

Il carisma intramontabile di Kimi Raikkonen

Iceman è basso profilo, amore puro per la guida di auto da corsa e passione smodata per gli alcolici.

Kimi Raikkonen: “Good times” come cantavano gli Chic. Classe 1979, il più anziano del circus rimane per velocità, voglia di vincere e capacità di coinvolgere il pubblico, lo stesso ragazzo che nel 2001 si presentò senza famiglia e senza CV in Formula 1, nell’anno del debutto di Fernando Alonso e Juan Pablo Montoya. Un personaggio senza tempo.

Kimi è l’unica personalità in grado, grazie ad un distacco emotivo leggendario, a collegare epoche di motorsport vicine e insieme lontanissime, dalle botte da orbi dei piloti liberi e carismatici di ieri ai post di Instagram dei piloti politicamente corretti e digitalizzati di oggi, Kimi vive e regna ancora da protagonista (non volontario), perché l’unica cosa che gli importa è impugnare il suo steering wheel e guidare.

raikkonen
Il trionfo di Kimi su McLaren-Mercedes a Suzuka nel 2005

Se possiamo festeggiare in pista il neoquarantenne di Espoo, non fisicamente in sua compagnia – purtroppo o per fortuna – è grazie al fatto che nel 2000 non si facessero i test social-network agli aspiranti piloti, più di tutto contava la lungimiranza dei manager. Quella che ebbe Peter Sauber nell’avere la meglio sulle strategie di marketing di Helmut Marko dopo un test sulla pista del Mugello.

Difficile immaginare un giovane Kimi passare il test di valutazione media-influencer, infatti, ma l’intuito di Sauber gli permise di debuttare al Gran Premio di Australia 2001 con una Superlicenza provvisoria e dopo un solo test al Mugello in cui, tra le altre cose, la presenza del team Ferrari e Michael Schumacher non fu ininfluente, anzi, decisivo fu il fil rouge che nacque in quella occasione e che lo portò qualche anno dopo alla corte di Maranello.

L’ignoto esordiente venuto dal nulla iniziò immediatamente a dimostrare di sapere esattamente cosa stava facendo: guidare un’auto di Formula 1 il più velocemente possibile.

Il finlandese è riuscito a far parte di un triumvirato di debuttanti tra i più importanti della storia della Formula 1, insidiare il Kaiser negli anni d’oro, vincere un Mondiale piloti al volante di una Ferrari, decidere di smettere con la stessa Formula 1 per concorrere nello sport nazionale per eccellenza in Finlandia, i rally “più divertenti e meno pressanti”, fare il compagno di squadra di un certo Sebastien Ogier, correre con le motoslitte, e quindi ritornare in F1 con la Lotus e poi farsi riprendere dalla Ferrari, portandola in trionfo. Il tutto con lo stesso disinteresse apparente con cui le persone ordinano un caffè al bar.

Kimi Raikkonen appare, per il suo carattere e per la forma in cui lo esprime, contrario alle regole del buon costume. Un paradosso vivente, uno che sotto a quella ben celata riservatezza ha un mondo fatto di benzina (con valori di alcool e ottani variabili) e velocità, uno che si è iscritto ai social l’altro ieri perchè l’hanno costretto. E il suo primo post è già iscritto nella antologia letteraria moderna: “this time I don’t know what I’m doing” – autocitando il già suo “leave me alone, I know what I’m doing”.

Notoriamente inanimato e poco comunicativo, la sua espressione gelata maschera profonde caratteristiche distintive in uno dei personaggi più fighi e originali della Formula 1: basso profilo, amore puro per la guida di auto da corsa, passione per gli alcolici. E poi c’è l’indifferenza verso qualsiasi cosa al di fuori del suo mondo, lontano anni luce dal divo Lewis Hamilton da questo punto di vista.

Tuttavia, possiede qualcosa che manca a molti sportivi moderni: il carattere. È a lui e a Fernando che si deve il valore di entertainment dei team radio moderni, ma prima ancora dei momenti salienti – non per meriti sportivi – presenti in centinaia di video su youtube: il ritiro e la passeggiata direttamente verso lo yacht a Montecarlo nel 2006 con la McLaren, il gelato mangiato in Malesia dopo il ritiro con la Ferrari nel 2009 fino alla escursione fuori pista a Interlagos 2012 con la Lotus. Epico perché umano, autentico. Kimi Raikkonen è l’esaltazione della normalità della vita vissuta nella straordinarietà di un talento, quello per la guida, e nell’elitarismo di uno sport, quello della Formula 1.


Copertina Rivista Contrasti


SUPPORTA !

Ormai da anni rappresentiamo un’alternativa nella narrazione sportiva italiana: qualcosa che prima non c’era, e dopo di noi forse non ci sarà. In questo periodo abbiamo offerto contenuti accessibili a tutti non chiedendo nulla a nessuno, tantomeno ai lettori. Adesso però il nostro è diventato un lavoro quotidiano, dalla prima rassegna stampa della mattina all’ultima notizia della sera. Tutto ciò ha un costo. Perché la libertà, prima di tutto, ha un costo.

Se ritenete che Contrasti sia un modello virtuoso, un punto di riferimento o semplicemente un coro necessario nell'arena sportiva (anche quando non siete d’accordo), sosteneteci: una piccola donazione per noi significa molto, innanzitutto il riconoscimento del lavoro di una redazione che di compromessi, nella vita, ne vuole fare il meno possibile. Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo.

Sostieni

Gruppo MAGOG

Giacomo Cunial

49 articoli
Ayrton Senna, la bellezza muore giovane
Motori
Giacomo Cunial
01 Maggio 2023

Ayrton Senna, la bellezza muore giovane

Nella morte una promessa eterna di vita.
Enzo Ferrari senza filtri
Altri Sport
Giacomo Cunial
18 Febbraio 2023

Enzo Ferrari senza filtri

Nel dialogo con Enzo Biagi, il Drake si raccontò in profondità.
Il popolo ha avuto la testa di Binotto
Motori
Giacomo Cunial
30 Novembre 2022

Il popolo ha avuto la testa di Binotto

Ma ora, la Ferrari è pronta per vincere?

Promozioni

Con almeno due libri acquistati, un manifesto in omaggio

Spedizione gratuita per ordini superiori a 50€

Ti potrebbe interessare

L’automobilismo ecologico non piace a nessuno
Altri Sport
Luca Pulsoni
24 Gennaio 2021

L’automobilismo ecologico non piace a nessuno

La svolta green rischia di snaturare la Formula 1 (e non solo).
Niki Lauda
Ritratti
Nicola Ventura
07 Febbraio 2017

Niki Lauda

Da pilota computer a uomo che vola alto.
È andata come volevamo
Altri Sport
Luca Pulsoni
12 Dicembre 2021

È andata come volevamo

Max Verstappen è campione del mondo dopo una stagione rocambolesca.
È la Formula 1 a non essere più appropriata
Motori
Niccolò Maria de Vincenti
02 Febbraio 2018

È la Formula 1 a non essere più appropriata

Ci hanno tolto pure le gioie alla griglia di partenza. Ora se lo guardano loro quello scempio di gare.
Sebastian Vettel, uno stoico in Formula 1
Altri Sport
Antonio Torrisi
22 Giugno 2021

Sebastian Vettel, uno stoico in Formula 1

Un pilota con un preciso centro di gravità permanente.