Papelitos
14 Luglio 2020

Il Manchester City è salvo perché il FPF è uno scherzo

La formazione di Guardiola giocherà la prossima Champions League.

Le accuse mosse dall’UEFA al Manchester City appena cinque mesi fa, in seguito alla pubblicazione di alcuni documenti bollenti da parte del giornale tedesco Der Spiegel, sembrano oggi una sciocchezza. La società del principe degli Emirati Arabi Mansour bin Zayd Al Nahyan era infatti finita nella bufera scatenata dalle “fonti” di Rui Pinto e Football Leaks per aver coperto corposi debiti (più di 60 milioni di sterline) con false sponsorizzazioni (ciò che è ovviamente proibito dalle regole del Fair-play Finanziario, di qui in avanti FPF).

 

La sentenza dell’UEFA, già abbastanza tardiva – per il City come per il PSG, non a caso nelle mani di un altro petrolmiliardario come Nasser Al-Khelaïfi – si era però fatta sentire con una forza senza precedenti: due anni di squalifica dalle competizioni europee per la formazione allenata da Pep Guardiola, il quale pure aveva dichiarato (in seguito a ciò) di voler rimanere in ogni caso alla guida dei citizen. Cavallerismo premiato, perché è di ieri la notizia che il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna ha accolto il ricorso del Manchester City rispetto alla sopracitata squalifica. Recita il comunicato:

 

 

“Il caso riguarda un ricorso presentato dal Manchester City FC (MCFC) contro la decisione della Camera Giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per Club (CFCB) datata 14 febbraio 2020 in cui si riteneva che avesse violato il Regolamento delle licenze e del FPF del club UEFA e in cui era stato sanzionato con l’esclusione dalla partecipazione alle competizioni UEFA per club nelle prossime due stagioni e condannato a pagare una multa di 30 milioni di euro”.

 

“A seguito dell’udienza, il gruppo di esperti scientifici TAS ha deliberato e concluso che la decisione emessa il 14 febbraio 2020 dalla Camera giudicante del CFCB dovrebbe essere annullata e sostituita dalla seguente:

 

MCFC ha violato l’articolo 56 del Regolamento sulle licenze di club e sul FPF;
MCFC pagherà un’ammenda di EUR 10.000.000 alla UEFA, entro 30 giorni dalla data del rilascio del lodo arbitrale”.

 

 

Come ha dichiarato Javier Tebas, presidente de LaLiga spagnola, “Andrebbe valutato in che misura il TAS sia l’organo appropriato a cui fare appello rispetto alle decisioni riguardanti le istituzioni calcistiche. La Svizzera è un paese con una grande reputazione nell’ambito dell’arbitrato, ma il TAS non è all’altezza del compito“. Parole alle quali – per il peso e l’autorità della voce da cui provengono – ci atteniamo fedelmente.

 

Il calcio perde nuovamente di credibilità. Pur con tutti i distinguo del caso, basti ricordare (guardando in casa nostra) la sentenza proprio del TAS nei confronti del Milan che escludeva i rossoneri dall’Europa League causa mancato rispetto delle regole nel FPF, lo stesso che il City si è divertito a raggirare con raffinate strategie di mercato. I Blue di Manchester possono stare tranquilli: giocheranno infatti la prossima Champions League. Non solo. Mansour già pensa ad una faraonica campagna acquisti. Sempre che i dieci milioni di euro rimasti come multa non mettano a serio rischio il futuro del suo club.

 

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