Intervista a Cristian Lubrano, tra la curva e il ring.
Dalla curva B ai mondiali di kickboxing. Dalla strada alla palestra, passando per gli errori, le sconfitte, il carcere, ma anche il riscatto. Cristian Lubrano è un uomo che ha lottato, a mani nude, contro tutti, anche contro sé stesso. Oggi che è diventato un campione del mondo, continua a salire sul ring per insegnare ai ragazzi cos’è il rispetto, la disciplina e l’appartenenza. Ma la sua vera guerra, forse, non è mai stata sportiva.
Partiamo da dove tutto ha avuto inizio: la curva. Oggi sei un atleta, un insegnante, un uomo che ha saputo ricrearsi. Ma prima di tutto, sei stato un ultras del Napoli. Cosa rappresentava per te la curva, cos’era davvero?
La curva era casa mia. Era scuola, era famiglia, era legge. Io sono cresciuto nei Fedayn, senza mai volerlo ostentare. Non c’era bisogno di gridarlo, bastava esserci, vivere quelle gradinate con onore. Allo stadio non ci andavi solo per la partita, ci andavi per sentirti parte di qualcosa di più grande, per imparare. Là capivi cosa voleva dire avere un codice. E bada bene, non un codice scritto, ma inciso nella carne. Valori veri: rispetto, lealtà, sacrificio. Cose che oggi non si insegnano più . . .
Dopo sette anni lanciamo la nostra sfida. E chiediamo il vostro sostegno per farlo. Contrasti ULTRA, il piano
di abbonamenti della rivista, è lo sbocco naturale di un progetto che vuole svincolarsi dalle logiche dei
trend topic e del clickbaiting, delle pubblicità invasive e degli investitori invadenti. Un progetto che
vuole costruirsi un futuro solido e indipendente.
L'abbonamento darà accesso ai migliori articoli del sito e ad una newsletter settimanale di lotta, di
visione e di governo. Il vostro sostegno, in questo grande passo, sarà decisivo: per continuare a rifiutare
i compromessi, e percorrere fino alla fine questa strada - lunga, tortuosa, solitaria - che ci siamo scelti.
Ora e sempre, il cuore resterà il nostro tamburo. Grazie.
Abbonati